«Il diavolo è mancino e subdolo. E suona il violino». Così Franco Battiato, nella sua “Lode all’Inviolato”, esattamente trent’anni fa. «Arido è l’inferno, sterile la sua via». Parla il superstite: «Ne abbiamo attraversate, di tempeste. E quante prove, antiche e dure». Unica vera bussola, la coscienza: «Degna è la vita di colui che è sveglio, ma ancor di più di chi diventa saggio».

Sembrano parole scritte oggi, dedicate all’ipnosi criminale cui è sottoposta l’umanità, specie in Occidente. Perché è davvero cambiato qualcosa, nel nostro Dna psicologico. Primo colpo, nel 2001, il crollo delle Torri Gemelle: la minaccia del terrore (manipolata ad arte) estesa per la prima volta a tutti, potenzialmente, in ogni angolo del globo. Messaggio: nessuno deve più sentirsi al sicuro.

DAL COVID A GRETA

Indicazione tenebrosa, perfezionata nel 2020 con il terrore pandemico: niente di meglio di un virus – invisibile, inarrestabile, non affrontabile – per seminare il panico, simultaneamente e in tutti i continenti. Oggi siamo all’atto finale: la paura climatica. Ancora più pervasiva, dilagante, universale. Siamo a Bill Gates che annuncia di voler schermare i raggi solari.

Sì: il diavolo è mancino e suona il violino. È così bravo, nel mentire, che è difficile non credergli sulla parola. Occorre tempo, per smascherarlo. E quando infine ci si riesce, lui è già avanti: alle prese con la menzogna successiva. Destinata come sempre a suscitare angoscia, fino a condizionare l’intero pianeta.

LE TWIN TOWERS, LO SPREAD

Un bel giorno emerge che la versione ufficiale sull’11 Settembre era inattendibile? Non importa: le grandi guerre imperiali (Afghanistan, Iraq) ormai nel 2008 erano acquisite: storia. C’era ben altro, intanto, di cui preoccuparsi: il crack della Lehman, il crollo di Wall Street, il contagio (sempre virale) dei titoli tossici. In Europa: il martirio della Grecia, il trucco dello spread per piegare e commissariare Spagna e Italia.

Suona il violino, il diavolo mancino. Tu ti danni per ricostruire l’accaduto, spiegando l’imbroglio colossale del debito pubblico come pretesto per l’austerity? Non importa: il violinista ha già cambiato spartito. Ha mandato in scena i suoi barbuti tagliatori di teste, vestiti di nero: inafferrabili e inaffrontabili, proprio come un virus mortale. E se non bastano le stragi in Siria, si provvede aggiungendo quelle in Europa.

DIVIDERE E FANATIZZARE

È un vero fuoriclasse, il violinista. Un virtuoso: sempre suadente, irresistibile. Uno dei suoi capolavori assoluti, storicamente, è il fanatismo. Politico, religioso, culturale, sociale, economico, finanziario. La sua specialità: seminare zizzania, separare l’umanità. Non per niente porta quel nome: diabolus viene dal greco, diabállein (spezzare in due, dividere).

Che meraviglia: l’umanità fanatizzata che si accanisce, spontaneamente, contro chi tenta ancora di ragionare. E visto che, come dice Battiato, degna è la vita di colui che è sveglio, questa minoranza va perseguitata con i mezzi peggiori: la violenza, alimentata dalla falsità. Grande spettacolo, nel 2020, le delazioni: gli anziani inseguiti sul lungomare, le multe a chi si era allontanato in campagna con il cane, violando il lockdown.

PERSECUZIONI: IL GREEN PASS

L’odio sociale più buio, instillato da tutti i media dal mattino alla sera: contro l’untore, il ribelle, l’eretico. Il negazionista. E si può immaginare quanto si diverta, il suonatore di violino: sa perfettamente che è in buona fede, il persecutore della porta accanto. È diventato un mostro, ma non se n’è accorto.

All’epoca del Green Pass – varato dall’infame Draghi, degno erede dell’infame Conte – l’ipnotizzato non ha mosso un dito, nel vedere l’eretico ridotto in condizioni sub-umane: non poteva salire su un treno, prendere un caffè al bar, pagare un bollettino alla Posta, metter piede negli uffici comunali o nella sua agenzia bancaria.

I SIERI MAGICI E LA GUERRA

Era inevitabile, la gestione fobica dell’emergenza? Niente affatto: era stata programmata. Negare le cure domiciliari significava aggravare le condizioni dei pazienti e quindi intasare gli ospedali. Era risolutiva, la profilassi sierologica? Idem: nemmeno per idea. La pozione magica non immunizzava nessuno. Ora lo si è scoperto, in tanti hanno aperto gli occhi: tardi, però. Proprio come previsto.

Già, perché il violinista è già molto oltre. E ha piani grandiosi, per noi: come sempre. Riassumendo volgarmente: sangue, sudore e lacrime (oppure “pianto e stridor di denti”, citando l’atmosfera biblica). Il pianto viene dai campi di battaglia in Ucraina e dalle famiglie dei caduti. Lo stridor di denti è invece interamente euro-occidentale, sotto forma di gas a basso costo che non arriverà più.

MANIPOLARE LE MENTI

Questo però non basta, perché prima o poi – in un modo o nell’altro – la guerra in corso (combattuta e recitata) terminerà. Fuori tempo massimo, alla fine dei giochi, magari si scoprirà persino che non aveva proprio tutti i torti, la Russia, nel voler reagire alle violenze nel Donbass. E che forse la vera posta in gioco era un’altra: interrompere il racket del petrodollaro, contrastare l’egemonia totalizzante del supremo predatore planetario.

Tutto può essere: ma non è che sia la geopolitica (sempre controversa e discutibile) ad appassionare il violinista mancino. Lui infatti predilige di gran lunga la psiche: lavora sui cervelli altrui, tramite le emozioni. È un grande mago nero, conosce i suoi polli. E sa sempre come metterli nel sacco, senza che se ne accorgano.

JOHNNY STECCHINO

L’ultima sua trovata ha dell’incredibile: non può che suscitare ammirazione. Qual è il grande male dell’ecosistema terrestre? Ovvio: l’inquinamento. E dunque, dove dirigere l’attenzione di tutti? Dalla parte opposta. Torna in mente quella famosa battuta, nel film “Johnny Stecchino”: com’è noto, il vero problema di Palermo è il traffico. Per la precisione: saremmo minacciati dall’anidride carbonica. Davvero?

No, protestano 1.500 eretici, tra cui Premi Nobel. Lo spiega il modo semplicissimo il professor Franco Battaglia: basta una certa quantità di CO2 per creare la barriera dei gas serra, che purtroppo trattengono in atmosfera la radiazione terrestre, impedendole di disperdersi. Oltre una certa soglia, però, la crescita dell’anidride è irrilevante: non cambia niente, dice Battaglia, perché la radiazione terrestre comunque non aumenta.

GAS SERRA: LA VERITÀ

Sono climalteranti, i gas serra? Certo: nessuno lo nega. Incidono anch’essi sul clima del pianeta, eternamente fluttuante. E in che percentuale pesano? Forse per il 5%, dicono luminari del calibro di Franco Prodi e Carlo Rubbia (Nobel per la Fisica), ora facilmente candidati – come minimo – all’oblio, alla damnatio memoriae.

Cosa non si perdona, agli eretici? Intanto, la loro maledetta capacità di dimostrare di avere ragione. La prontezza nel fornire cifre, prove, evidenze scientifiche. E l’efficacia nel dimostrare quanto sia disperatamente miserevole, il non-pensiero che pretende di imputare solo all’uomo la responsabilità delle temperature, su un pianeta ora torrido ora gelido, il cui clima non è mai stato stabile, prima ancora che comparisse la civilizzazione.

GIOVANI VITTIME: DELIRIO GREEN

Eppure già si sfrega le mani, il mancino violinista: si diverte un mondo, nel vedere come milioni di persone non si accorgano dello scherzo. Anzi: ancora una volta si fanatizzano. E tendono innanzitutto a condannare, isolare, zittire e perseguitare gli eretici. Molti sono giovani, addirittura giovanissimi. In teoria, fisiologicamente all’opposizione. E invece: allineati con i padroni del mondo, i magistrali suonatori di violino.

Ecco a cosa serve, pensare che il guaio di Palermo sia il traffico: la mafia può continuare a vivere sonni tranquilli. In questo, il mago nero è insuperabile: il suo sapiente illusionismo non conosce limiti. Negli anni Settanta, per spaventare le platee e quindi dominarle, sosteneva che la fine del mondo – imminente – sarebbe giunta a causa dell’inquinamento e dell’esaurimento delle risorse terrestri.

LE MAGIE DI GRETA

Oggi, quando cioè i due maggiori pericoli sono ben oltre la soglia sicurezza, distoglie l’attenzione del pubblico con un colpo di teatro. Dal cilindro estrae il suo ultimo ritrovato: l’emergenza climatica. E voilà, tutto il resto scompare. Ci pensa la sua aiutante, la piccola Greta, a fuorviare i più. Parla forse dell’avvelenamento della Terra? Macché: si limita a cianciare di temperature.

È persino ridicolo, dare dell’impostore al baro professionista: sta semplicemente facendo il suo mestiere. E ci riesce benissimo, tant’è vero che – dall’agenda mondiale – il vero cancro che minaccia il pianeta è già letteralmente sparito. Che poi il grande avvelenatore sia sempre lui, il violinista, non è che un dettaglio ovvio.

LA TERRA IN PERICOLO

Degna è la vita di colui che è sveglio – dice Battiato – ma ancor di più di chi diventa saggio. O almeno, informato. Non ancora impazzito, fanatizzato, corrotto dal dilagare dell’ignoranza obbligatoria distribuita a piene mani, e a breve imposta per legge, per decreto. Non è insipienza, è proprio ignoranza: indisponibilità a conoscere, ottusa diffidenza verso la verità.

E la verità è tristissima: il grande malato si chiama Terra. Non morirà di caldo, ma di veleni. Sta morendo il mare: inquinato in modo spaventoso e soffocato dalla plastica, isole galleggianti grandi quasi quanto i continenti. È avvelenato il suolo, è inquinata l’acqua. L’aria che respiriamo sta diventando pericolosa: fonte di patologie anche gravissime.

PLASTICA E VELENI

Viene la nausea, a consultare certe statistiche. Ogni anno, nelle acque marine finiscono anche 12 milioni di tonnellate di rifiuti plastici. Nei nostri oceani dormono già 86 milioni di tonnellate di plastica, di cui una buona parte si è depositata sui fondali. Il mare non riesce più a rigenerarsi: smette di vivere (ma il problema di Palermo, come sappiamo, è il traffico).

Nell’ultimo mezzo secolo, il Pil mondiale è aumentato di trenta volte. Risultato: il trasporto terrestre, aereo e navale rilascia ogni giorno quantità incalcolabili di veleni. Le falde acquifere sono inquinate, la cementificazione non si arresta. Nei paesi in via di sviluppo, il petrolchimico e l’industria pesante continuano a devastare l’ambiente. Cromo, piombo, mercurio, cadmio, pesticidi. Un festival infernale, incessante: ma parlarne non è più di moda.

ADDIO FORESTE

Persino la deforestazione ha sempre meno appeal. E dire che nel 2022 abbiamo appena raggiunto un nuovo record, quanto ad alberi abbattuti: 4 milioni di ettari di foresta vergine, un’area grande quanto l’Olanda. Rispetto all’anno precedente, un incremento del 10%. Gli alberi, si sa, producono ossigeno (e tra parentesi, divorano l’anidride carbonica). Ma il problema ricorda sempre quello di Palermo: la catastrofe è quella del clima.

La maledizione infatti siamo noi: i nostri condizionatori, le nostre case scarsamente coibentate, i nostri vecchi motori diesel. Il male oscuro è la temperatura, non l’intossicazione apocalittica. Il clima, non le malattie di origine ambientale. Tra un po’, il grande violinista ci racconterà che l’inquinamento è un po’ come la mafia: non esiste. Davvero impareggiabile, l’artista. Mancino, astuto, quasi onnipotente. E soprattutto: imbattibile, nel suonare il violino.

GIORGIO CATTANEO

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