Intervista a Francesco Saporito, a cura di Giulia Bertotto.

Il Comitato “Stadio di Pietralata, No Grazie” nasce nel 2022 per denunciare lo scempio di uno spazio dedicato al verde pubblico, l’eccessiva cementificazione, i problemi legati alla circolazione del traffico e alla sicurezza. Ma vedremo che dietro alla struttura per eventi c’è in realtà un delitto internazionale sul territorio italiano a danno dei cittadini.

Abbiamo intervistato il dottor Francesco Saporito, ingegnere e portavoce del Comitato “Stadio di Pietralata, No Grazie” ex dirigente di banca che nel suo lavoro ha valutato moltissimi progetti infrastrutturali.

Ingegner Saporito, ci faccia per favore una panoramica del progetto in questione.

Nella stessa area dove si vorrebbe costruire lo stadio (al posto di un’area verde di 14 ettari) sono programmati già investimenti mastodontici. Provo ad elencarli:

Nuovo Centro Direzionale presso la Stazione Tiburtina, già stato presentato dallo studio ABDR per conto di Ferrovie dello Stato il Master Plan per complessivi 220.000 mq di SUL (Superficie Utile Lorda).

È stato pubblicizzato il rendering del progetto che è davvero impressionante, con grattacieli alti fino a 90 metri.

A meno di un chilometro dal detto Centro Direzionale, nei pressi della Stazione della Metropolitana Quintiliani, sono previsti ulteriori mastodontici edifici e più precisamente: la nuova Sede ISTAT, il Technopole, uno Studentato in corso di completamento accanto al quale, su terreni di proprietà dell’Università La Sapienza, sarà realizzato un enorme edificio destinato originariamente a Campus Universitario e che ora potrebbe invece ospitare il Nuovo Policlinico Umberto I. Come noto, infatti, il governatore della Regione Lazio ha in più occasioni dichiarato l’intenzione di trasferire nell’area di Pietralata una parte del Policlinico.

Ora l’insieme di questi edifici da realizzare presso la Metro Quintiliani avrà una SUL di 247.916 mq (già approvata dal Comune di Roma), quindi addirittura superiore ai 220.000 mq del rendering dell’impressionante Centro Direzionale di FFSS presso la Stazione Tiburtina.

Dietro l’Ospedale e Pronto Soccorso Sandro Pertini (che ha un bacino d’utenza di più di 700.000 persone) saranno realizzati circa 1.900 nuovi appartamenti (progetti denominati “F555”, “Print Pietralata”, nuovi appartamenti al posto del Parco delle Acacie su Via di Pietralata).

Stiamo quindi parlando di progetti mastodontici, di proporzioni impressionanti che andranno a congestionare un’area già intensamente trafficata. Aggiungere a tutto ciò anche uno stadio da 62.000 spettatori è quindi pura follia. È come se una città delle proporzioni di Viterbo si trasferisse in blocco in una grande città e per giunta in una zona adiacente ad una grande stazione, al nuovo centro direzionale delle Ferrovie, alla nuova SedeIstat, al Technopole, forse addirittura al nuovo Policlinico. Se anche non venisse realizzato lo stadio già i progetti menzionati comporteranno l’arrivo di più di 20mila persone, che si immetteranno nel traffico di Via dei Monti Tiburtini. Nelle ore di punta legate all’orario di inizio e fine dei turni la ressa sarebbe insostenibile. Tutto questo di fronte ad un ospedale con Pronto Soccorso -ripeto, Pronto Soccorso! – che serve circa 700mila persone. Già questi progetti, che non considerano lo stadio, andranno a paralizzare un intero quadrante della città di Roma.

 

E a questo si aggiungerebbe lo stadio di Dan e Ryan Friedkin.

Con lo stadio si aggiunge al problema del sovraffollamento e della viabilità un problema di sicurezza pubblica, se consideriamo l’aggiunta di un carico di tifosi si rischia davvero di causare potenziali tragedie. Si tratta di un ciambellone di cemento di dimensioni mostruose, alto 50 metri che si traduce in 17 piani al posto di un’area verde. Il motivo di questa enorme altezza è che sotto le gradinate dello stadio verranno realizzate aree commerciali per addirittura 43.000 mq, ovvero 4,31 ettari! I vecchi progettisti avevano avuto almeno il buon senso di lasciare un polmone alberato di 14 ettari tra il gigante del Centro Direzionale e il gigante delle altre strutture. È uno splendido bosco urbano con alberi centenari. I nuovi progettisti hanno pensato di abbattere questa oasi di ossigeno per piazzarci uno stadio. Un progetto più demenziale di questo non l’ho mai visto.

 

Se è così illogico dal punto di vista dell’interesse della cittadinanza allora la scelta deve rispondere ad un’altra logica. A chi giova questo progetto?

Stiamo parlando di un’area che con i progetti draconiani detti prima diverrà frequentatissima, ad elevatissimo passaggio pedonale e stradale e questo significa a livello economico e commerciale una zona che può dare enormi profitti. Parlano di area periferica da riqualificare ma questa è una bugia, siamo a pochi minuti dalla centralissima piazza Bologna. La convenienza è per i miliardari americani, azionisti che hanno investito nella AS Roma perché hanno intravisto affari da capogiro.

Allargando la visuale vediamo quindi una squadra di calcio in condizioni economiche compromesse ma acquisita da ricchissimi finanziatori.

Miliardari americani che hanno fiutato l’affare: comprare l’AS Roma, fare uno stadio e un’enorme area commerciale, a spese dei romani. Per loro più c’è caos in quella zona e più incasseranno. Si tratta di una grandissima speculazione finanziaria, su terreni espropriati negli anni passati dal Comune di Roma con i soldi dei cittadini romani. Aggiungiamo che lo Stato italiano sta facendo un regalo a questi magnati con la Legge Stadi che prevede regalie nei confronti di questi mega miliardari, tra cui concessioni per la durata abnorme di 90 anni.

L’AS Roma è affannata dai debiti; che il pubblico si affidi a un’azienda privata in deficit è quanto meno una scelta azzardata che non rispetta il denaro pubblico.

L’AS Roma è solo una foglia di fico, essendo un’impresa semi fallita che nessuna banca finanzierebbe. Per questo verrà finanziata una nuova società che non ha debiti e possiede ben 150 milioni di patrimonio che verrà immesso dalla famiglia Friedkin e da altri finanzieri. Altri 420-450 milioni di euro li metteranno le banche tramite la formula magica del “project financing”. I finanziamenti bancari saranno di due banche americane la cui attività prevalente è quella delle banche d’affari: il colosso JP Morgan e la Bank of America.

Come sempre servigi a grandi forze private col sacrificio delle esigenze della popolazione. Sembrerebbe un’altra forma con cui si esercita il neocolonialismo statunitense nel nostro paese.

E invece la faccenda del trasferimento del Policlinico Umberto I?

Più di 20 anni fa L’università La Sapienza ha acquistato dal Comune di Roma delle aree ex SDO nei pressi della Stazione della Metropolitana Quintiliani per realizzare un grandissimo Campus Universitario, residenze dove ospitare gli studenti e contrastare il problema degli alloggi. Stiamo parlando di 71.638 metri quadri, un mega edificio da non confondere con lo Studentato in corso di completamento, che ha dimensioni molto inferiori. Il Campus, nel progetto originario, doveva comprendere anche aree dedicate alla ricerca biomedica. Più di dieci anni fa l’ex sindaco Ignazio Marino e l’allora presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti pensarono invece che avesse maggiore efficienza l’utilizzo dei 54 padiglioni del Policlinico per realizzare le residenze studentesche e sfruttare invece il mega edificio della Metro Quintiliani per realizzare il Policlinico.

Nel dicembre 2013 quindi Ignazio Marino e Nicola Zingaretti progettavano di trasferire i 54 padiglioni, effettivamente dispersivi e obsoleti, del Policlinico Umberto I a Pietralata; la Regione Lazio perde milioni di euro ogni anno per sostenere questa struttura ormai fatiscente. I due amministratori locali pensavano ad un Policlinico modello Tor Vergata, quindi ad un unico palazzo che si sviluppa in altezza. Siamo favorevoli a questa iniziativa mentre respingiamo in ogni modo la costruzione dello stadio e delle strutture ad esso annesse o collegate, che creano danni ambientali, problemi di viabilità, di accessibilità fisica alla sanità, e di vivibilità a tutta la cittadinanza.

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