Le elezioni certificano come primo partito quello del non voto.
Grazie alle astensioni alcuni partiti, vedi il PD, pur prendendo meno voti rispetto alla precedente tornata, si ritrovano ad esultare per percentuali più alte e un maggior numero di seggi. Un vero affare.
Flop dei partiti ultra europeisti, dell'interventista Macron e del pavido Scholz, che si ritrova a governare un paese di nuovo spaccato in due. Salgono un po' ovunque le destre.
Lo schiaffo ricevuto dai chierici dell'emergenza permanente, porterà ad un ripensamento delle politiche europee, oppure si proseguirà sulla strada dell’escalation ad oltranza e della paura come strumento di controllo?
Ne parliamo nel talk di Visione TV condotto da Giorgio Bianchi, con il prof. Andrea Zhok, con il prof Vincenzo Costa e con Fiammetta Cucurnia.

Le recenti elezioni europee hanno evidenziato un fenomeno che si sta consolidando in diversi paesi: l'astensionismo. In Italia, il primo partito è quello dei non votanti, con un'affluenza ai minimi storici, pari al 49,7%. Questo dato ha portato a una situazione paradossale, in cui partiti come il PD, nonostante abbiano perso voti rispetto alla precedente tornata, si ritrovano a esultare per percentuali più alte e un numero maggiore di seggi, grazie all'assenza di molti elettori.
La crescita delle destre è un altro elemento chiave emerso da queste elezioni. In Francia, il presidente Emmanuel Macron ha subito una pesante sconfitta, mentre in Germania il cancelliere Olaf Scholz si trova a dover affrontare una nuova maggioranza di centrodestra. Questo scenario segna un ripensamento delle politiche europee, con la possibilità di un cambiamento radicale nelle dinamiche di potere all'interno dell'Unione. Tuttavia, la domanda che sorge è se i leader europei prenderanno in considerazione il messaggio lanciato dagli elettori o se continueranno a seguire una linea di escalation e controllo.
Il fenomeno dell'astensionismo non è da considerarsi un semplice rifiuto del voto, ma piuttosto una mancanza di fiducia nelle alternative politiche disponibili. Molti cittadini si sentono privi di rappresentanza e incapaci di individuare forze politiche in grado di rispondere alle loro esigenze. Questa situazione è evidente anche in altri paesi europei, dove l'astensionismo ha raggiunto livelli significativi, come in Grecia, dove il 60% della popolazione ha scelto di non recarsi alle urne.
Il panorama politico attuale sembra quindi riflettere una crisi di legittimità delle istituzioni e dei partiti tradizionali. La reazione dei leader, come la presidente del Consiglio Giorgio Meloni, che si è mostrata soddisfatta dei risultati, potrebbe apparire come una negazione della realtà. Le elezioni hanno dimostrato che molti elettori, stanchi delle politiche di guerra e delle misure di austerità, hanno preferito non votare piuttosto che sostenere partiti che non rappresentano le loro istanze.
In questo contesto, è fondamentale interrogarsi sulle prospettive future. La sfida per i partiti tradizionali sarà quella di recuperare la fiducia degli elettori, offrendo alternative credibili e risposte concrete ai problemi che affliggono la società. Se non si riuscirà a dare voce a chi si sente escluso, il rischio è quello di una continua erosione della democrazia e della partecipazione politica, con conseguenze potenzialmente devastanti per il futuro dell'Unione Europea.
Visione TV non ha investitori né sponsor. Esiste solo grazie ai sostenitori. 25€ al mese — meno di un caffè al giorno — per garantire un'altra settimana di lavoro indipendente.
★ Diventa sostenitore












Per fornire le migliori esperienze, utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Il consenso a queste tecnologie ci permetterà di elaborare dati come il comportamento di navigazione o ID unici su questo sito. Non acconsentire o ritirare il consenso può influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.


