Il Belgio dice no al green pass. E’ la seconda sentenza, dopo quella spagnola

Il Belgio ad un passo dal dichiarare illegale il green pass, che da loro si chiama CST (Covid Safe Ticket). E’ il tribunale di Namur, in Vallonia, ad emettere la sentenza. Il tribunale ha infatti rilevato come il CST violi il principio di proporzionalità delle misure restrittive rispetto alle finalità perseguite. Inoltre vi è conflitto tra la normativa vallone e quella europea sulla questione della protezione dei dati personali.

E’ stata l’associazione di cittadini Notre Bon Droit a far valere questo diritto: ora la Vallonia sarà condannata a pagare una multa di cinquemila euro se non ritira il Covid Safe Ticket. L’associzione Notre Bon Droit si presenta come “un’alleanza di professionisti della salute, scienziati, avvocati e cittadini belgi”, una di quelle associazioni di cui avremmo forte bisogno in Italia. La Vallonia ovviamente intende portare la sentenza in appello, ma la sentenza, deflagrata nel cuore politico stesso dell’Ue, potrebbe diventare storica.

Prima del Belgio, comunque, ci fu la Spagna. Fu davvero storica la sentenza dello scorso agosto del tribunale della Galizia che dichiarava “incostituzionale” il green pass. E i frutti si sono visti: la Spagna è uno dei Paesi meglio messi anche come numero di contagi in Europa e questo altro non fa che dimostrare che il pass non è una misura sanitaria, ma politica, fatta per restare e trasformare l’Europa in un incubo orwelliano.

Prendendo spunto dalla sentenza belga l’Anief (Associazione Nazionale Insegnanti e Formatori) ha annunciato un nuovo ricorso contro l’obbligo vaccinale al personale scolastico..

Purtroppo temiamo che non saremo fortunati come valloni e spagnoli. In Italia si persegue la dittatura, e il green pass è lo strumento perfetto perché l’attuale, indegna cricca politica instauri il suo regimetto del Terrore.

ANDREA SARTORI

Andrea Sartori

Andrea Sartori (Vigevano, 20 febbraio 1977), diplomato presso il liceo classico "Benedetto Cairoli" di Vigevano, si laurea in Lettere Classiche presso l'Università degli Studi di Pavia con una tesi sull'Egitto greco-romano.

Giornalista pubblicista, insegna per qualche anno presso una scuola privata vigevanese prima di intraprendere la carriera giornalistica prima come corrispondente locale presso i giornali L'Informatore Lomellino, La Lomellina e La Provincia Pavese per poi trasferirsi a Mosca dove insegna la lingua italiana presso la scuola steineriana di Laryushino (Oblast' di Mosca) e collaborare con la facoltà di medicina dell'Università Statale di Mosca per la cura dell'opera di Galeno.

Continua a collaborare giornalisticamente col Giornale di Reggio per il quale recensisce alcune mostre a Mosca.

E' autore di due romanzi: Dionisie: la prima inchiesta di Timandro il Cane (IBUC edizioni 2016) e L'Oscura Fabbrica del Duomo (IBUC edizioni 2019), "Acheruntia" (Kraken edizioni, 2021) ed è stato finalista ai premi di poesia "Settembre a Milano" (1998) e "Val di Magra" (1999).

Parla tre lingue (inglese, francese e russo). Sposato, ha un figlio

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