Il 13 maggio 2023 al centro sociale Giorgio Costa di Bologna si terrà “Scateniamo la cultura“, l’incontro nazionale di artisti e operatori culturali non allineati promosso da Democrazia Sovrana Popolare.

L’immagine di quei bauli in piazza, posti come tante casse da morto. La lettura di quel documento in cui si supplicava Mario Draghi di riaprire gli spazi teatrali e le sale da concerto, promettendo in cambio l’assoluta adesione alla pratica discriminatoria del green pass. Entrambi sono il segno di un mondo, quella della cultura e dello spettacolo, che ha completamente perduto la strada.

In cui la mancanza di spessore e di qualità non è altro che il corollario, il “sottotitolo”, dell’essere divenuto un ricettacolo di idee ventriloquate, di slogan del potere imparati a memoria come tante scimmiette ammaestrate.

LA CULTURA ALL’EPOCA DELLE EMERGENZE

Da quando, tre anni fa, si è avviata l’epoca dello stato d’emergenza permanente, abbiamo assistito a un assoggettamento delle arti e dei linguaggi culturali all’ideologia dominante, che non ha precedenti nella storia occidentale contemporanea. Che si sia trattato di emergenza sanitaria o di emergenza bellica, in stragrande maggioranza gli artisti e gli operatori del settore culturale sono divenuti pedissequi ripetitori della narrazione di media e governi, manifestando altresì ostilità nei confronti di chiunque ponga dubbi o contestazioni.

I professionisti del settore artistico-culturale che, in questi anni, hanno invece espresso un punto di vista critico (tramite pronunciamento sul tema o direttamente tramite le proprie opere) sono stati una minoranza ma, se agissero assieme, esprimerebbero una forza d’urto non indifferente. Stesso dicasi per i numerosi spazi – circoli, centri sociali, locali privati, associazioni culturali – che hanno ospitato gli artisti non allineati nelle varie parti d’Italia.

In tutto questo, bene sottolinearlo, anche l’area degli “alternativi” ha mostrato quantomeno poca reattività e eccessiva propensione al personalismo: per tre anni infatti si è spesso parlato della necessità di costruire una nuova filiera culturale, ma quasi sempre ha poi prevalso la necessità di affermazione personale e le collaborazioni sono state poche e non strutturali.

IL 13 MAGGIO A BOLOGNA SCATENIAMO LA CULTURA

Da queste considerazioni, nasce la proposta lanciata da Antonello Cresti e Riccardo Paccosi – rispettivamente musicologo e saggista e attore teatrale nonché entrambi esponenti della coalizione Democrazia Sovrana Popolare – di un incontro nazionale su queste tematiche.

“Scateniamo la cultura” sarà uno spazio di discussione aperta fra professionisti delle diverse discipline artistiche e dei diversi ambiti della produzione culturale che sono accomunati dall’avere una visione del mondo alternativa a quella dell’ideologia dominante. Non sarà un incontro finalizzato a elencare successi e difficoltà di ciascuno, bensì si garantirà un taglio pragmatico e operativo volto a elaborare proposte su come mettere concretamente in sinergia i linguaggi e le organizzazioni culturali del dissenso. Ci si scambieranno idee, per esempio, su come sia possibile, insieme ai gestori dei numerosi spazi che già collaborano, costruire qualcosa di simile a un circuito distributivo; oppure ci si interrogherà su come mettere in piedi uno strumento di promozione delle varie iniziative, che abbia valenza unitaria e nazionale.

Appuntamento
SABATO 13 MAGGIO
ore 16.00-20.00
Centro Sociale Giorgio Costa
BOLOGNA

Riteniamo che l’appuntamento sia vitale per chiunque abbia oramai compreso che non è possibile far partire una nuova piattaforma politica avanzata, fintanto che il pensiero arranca su forme imitative del potere o peggio se indugia nella difesa di (inesistenti) posizioni di rendita.

ANTONELLO CRESTI
Dirigente Democrazia Sovrana Popolare (DSP)

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