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Il Controcanto18 Aprile 2023

I dati inglesi non lasciano dubbi – Il Controcanto – Rassegna stampa del 18 Aprile 2023

L'istituto di statistica britannico dimostra dati alla mano quello che noi sapevamo da tempo: il tasso di mortalità è più alto fra i vaccinati per ragioni indipendenti dalla presunta pandemia. La Verità martella mentre gli altri fischiettano imbarazzati. Il Corriere della Sera continua la sua opera di vergognosa mostrificazione dei russi e santificazione degli immacolati ucraini, raccattando personaggi da circo da accreditare mediaticamente. Repubblica piange i bei tempi andati, quando la Russia era nelle mani di oligarchi e mafiosi manovrati dal potere occidentale. Buon ascolto!

📺 Pubblicato su YouTube · Canale Visione TV
Il video analizza i dati britannici che evidenziano un aumento della mortalità tra i vaccinati. Viene criticata la narrazione dei media italiani, accusati di manipolare le informazioni. Si chiede maggiore trasparenza sui dati relativi ai vaccini e alla loro efficacia.

Il recente rapporto dell'istituto di statistica britannico ha suscitato un acceso dibattito riguardo ai tassi di mortalità tra i vaccinati e i non vaccinati. Secondo i dati, mentre i decessi attribuibili al Covid-19 sono diminuiti tra i vaccinati, si è registrato un aumento delle morti per altre cause. Questo fenomeno ha portato a interrogativi sulla sicurezza e sull'efficacia dei vaccini, aprendo la strada a una riflessione più ampia sulla gestione della pandemia e sulle politiche vaccinali adottate in diversi paesi.

Le statistiche britanniche evidenziano che i tassi di mortalità non legati al Covid-19 sono più elevati tra i vaccinati rispetto ai non vaccinati, con picchi di mortalità che si sono verificati in corrispondenza delle prime dosi di vaccinazione. Questi dati, sebbene non provino una correlazione diretta, sollevano interrogativi sulla salute pubblica e sulla trasparenza delle informazioni fornite durante la campagna vaccinale. La questione si complica ulteriormente quando si considerano le diverse variabili che possono influenzare i tassi di mortalità, come l'età e le condizioni di salute preesistenti.

In Italia, il dibattito si fa ancora più acceso, con alcune testate giornalistiche che accusano i media mainstream di non affrontare adeguatamente queste tematiche. La Verità, ad esempio, critica apertamente il Corriere della Sera e Repubblica per la loro narrazione che, secondo loro, minimizza le problematiche legate ai vaccini e tende a demonizzare i non vaccinati. Questo clima di disinformazione e manipolazione, secondo i commentatori, ha portato a una gestione della pandemia che ha ignorato le reali preoccupazioni dei cittadini.

La situazione attuale richiede un'analisi approfondita e una trasparenza maggiore da parte delle istituzioni sanitarie. È fondamentale che i dati relativi alla mortalità siano resi pubblici e analizzati in modo critico, per comprendere appieno gli effetti delle vaccinazioni e per garantire che le decisioni future siano basate su evidenze scientifiche solide. La richiesta di maggiore chiarezza è sostenuta anche da esperti che chiedono di trattare i non vaccinati come un gruppo di controllo, per valutare in modo più accurato gli effetti dei vaccini sulla popolazione.

In questo contesto, la sfida per i governi e le autorità sanitarie sarà quella di affrontare le preoccupazioni legittime dei cittadini, senza cadere nella trappola della polarizzazione. La verità, come sottolineato da molti osservatori, è che la salute pubblica deve essere al centro delle politiche sanitarie, e non la propaganda o gli interessi di parte. Solo attraverso un approccio onesto e scientifico sarà possibile ripristinare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni e nelle misure di salute pubblica adottate.

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