I Cobas contro Draghi, la CGIL salvata dai “fascisti”

E’ in corso lo sciopero di 24 ore indetto dai Cobas, che su alcuni media viene definito un flop, ma che sta parzialmente paralizzando Roma, Milano e Napoli, mentre Alitalia ha cancellato 127 voli tra nazionali e internazionali.

In molte città italiane si stanno svolgendo manifestazioni, e a Roma in particolare è in corso un grande corteo mentre a Milano i Cobas sono andati a contestare proprio la CGIL con insulti all’indirizzo di Landini.

Riduzione del tempo di lavoro a parità di salario, un reddito universale, la rivalutazione delle pensioni, il rilancio dello Stato sociale, investimenti nella scuola nei trasporti e, non ultimo, tutela dei lavoratori senza green pass: questi gli obbiettivi che portano avanti i sindacati di base.

In sostanza si tratta di battaglie totalmente in linea con il ruolo che ogni sindacato dovrebbe avere (difendere i lavoratori e le fasce sociali più deboli) ma a cui i grandi sindacati confederati hanno rinunciato da decenni, e che non possono che porrei i Cobas in totale contrapposizione con il governo Draghi.

Come a livello politico anche a livello sindacale l’adesione al PUNL (il Partito Unico Neo Liberista) l’appoggio all’esecutivo salvifico di Draghi, e l’accettazione di tutte le assurde misure sanitarie è condizione essenziale per la legittimazione da parte del sistema.

La presenza di sigle sindacali che si oppongono a un modello economico criminale, a un governo illegittimo ed eterodiretto ed a all’instaurazione di un sistema autoritario, mascherata da lotta alla pandemia, è molto pericolosa, soprattutto perché rischia di contagiare altri corpi sociali e perché rende visibile il tradimento dei grandi sindacati, piegati alle logiche neoliberiste e vergognosamente succubi del governo sulle questioni sanitarie.

Per questo l’attacco alla CGIL da parte di esponenti di gruppuscoli nostalgici appare per il potere come una vera e propria manna, al punto che, citando Andreotti, potremmo peccare ma azzeccarci pensando che ci sia una regia.

L’attacco “squadrista” alla CGIL infatti consente a un sindacato ultragovernista di uscire dallo scomodo ruolo di opposizione di sua maestà di Draghi, per presentarsi come il difensore della democrazia e del lavoro e della Costituzione, minacciati dai fascisti.

Il Presidente della Repubblica, quello del Consiglio, i leader di tutti i partiti hanno espresso solidarietà e vicinanza alla CGIL, i media elogiano l’atteggiamento responsabile del sindacato, e Landini indice manifestazioni al grido di “non ci fate paura”. Un clamore che mette in ombra l’assenza del grande sindacato nella difesa dei lavoratori, con o senza green pass, e la sudditanza, perfino culturale, della CGIL rispetto al pensiero unico neoliberista.

Nel frattempo continua la crisi degli iscritti al sindacato, che scendono di anno in anno, come i cittadini che vanno ancora a votare.

Arnaldo Vitangeli

View all posts

Sostieni Visione TV

2.178 of 2.000 donors
Seleziona il metodo di pagamento
Informazioni Personali

Totale Donazione: €25,00 mese