La Blackrock Neurotech ha impiantato nel cervello di oltre 30 persone un chip sperimentale chiamato NeuroPort Array. L’azienda utilizza queste tecnologie a partire dal 2004 su pazienti paralizzati. Ma ora vuole lanciarle sul mercato per trattare anche cecità, sordità e depressione.

Lo ha dichiarato Marcus Gerhardt, proprietario, fondatore e Ceo dell’impresa con sede a Salt Lake City, capitale dello Utah. Nel 2021 l’uomo aveva già annunciato il debutto sul mercato nel 2022, ma così non è ancora stato. Si pensi che il suo più diretto competitor, Elon Musk con Neuralink, non è ancora riuscito ad ottenere l’approvazione dell’agenzia governativa Fda per il test sull’uomo: figurarsi l’approvazione per la messa in commercio. Blackrock Neurotech invece ha già terminato la sperimentazione umana e vorrebbe accelerare ora il lancio sul mercato. “Siamo gli unici che hanno un chip impiantabile con facilità ed assolutamente funzionante”, afferma Gerhardt.

 I CHIP DI BLACKROCK NEUROTECH

Ogni chip ha 96 micro aghi. Una volta agganciati alla superficie cerebrale, sono in grado di leggere e stimolare segnali elettrici. Si possono impiantare in qualsiasi zona del cervello, anche due o tre contemporaneamente. Una volta che il chip è nel cervello, un computer decodifica gli impulsi elettrici, tramite un software, e li converte in atti veri e propri. “Stiamo cercando di ottenere l’approvazione per la prima interfaccia neurale (Brain-computer interface, abbreviato in Bci, letteralmente “interfaccia cervello-computer”) ad uso casalingo, cui abbiamo dato un nome assolutamente evocativo come Move again (Torna a muoverti)”, ribadisce Gerhardt: “Alla fine questo oggetto non fa altro che aumentare l’indipendenza di qualcuno che non la possiede più. Non accade forse già la stessa cosa con chi indossa il pacemaker e soffre di problemi cardiaci?”.

Nathan Copeland è rimasto coinvolto in un gravissimo incidente d’auto nel 2004. In seguito ad una lesione spinale si è trovato a non poter più svolgere molte delle cose normali che un uomo giovane fa. Racconta: “Quando ho avuto l’incidente, mi hanno dato la possibilità di interagire nuovamente con l’ambiente. Io ho accettato. L’impianto del chip è assolutamente eccezionale e molto gratificante”. Nathan è solo uno dei tanti che hanno preso parte alla fase sperimentale. Matt Nagle, il primo in assoluto ad avere un chip impiantato nel 2004, afferma: “Quando la prima volta ho provato a spostare il cursore sullo schermo, mi sono reso conto che potevo farlo davvero. Mi ha dato un grande senso di indipendenza”. E così via. Molti sono coloro che testimoniano la propria esperienza sul sito di Blackrock Neurotech.

REAZIONI E PROGETTI SIMILI

Gerhardt dal 2004 non ha mai fatto particolare pubblicità per far conoscere al pubblico questa tecnologia. “Abbiamo paura di come la gente potrebbe percepire la questione dell’impianto del chip“, ha spiegato: “Per questo motivo abbiamo preferito fossero i pazienti a parlare”. La questione è assolutamente reale. Il connubio tra chip ed essere umano non convince tutti fino in fondo. Adesso che Blackrock è uscita, per così dire, allo scoperto, si parla apertamente di ripristinare ricordi perduti, di distruggere e riprogrammare aree del cervello per guarire disturbi depressivi, o addirittura fare screening ed emettere diagnosi di ansia, schizofrenia, e simili. Cosa ne sarà di questi progetti? Come possiamo essere certi che non vi sia pericolo di un loro utilizzo per scopi sbagliati da parte di persone sbagliate?

Se diamo un’occhiata ai partner di Blackrock, troviamo (oltre alla ormai super nota John Hopkins University, teatro della simulazione pre-pandemica Event 201 di cui tanto si è discusso) anche Darpa. È l’acronimo di Defense advanced research projects agency, ente governativo degli Stati Uniti facente capo al dipartimento della Difesa. In sostanza Darpa si occupa di tecnologie ad uso militare e non ci vuole molta fantasia per immaginare cosa possa significare incrociare chip, soldati e addirittura armi. Non è forse lecito pensare a super soldati, eserciti comandati a distanza o simili?

Dietro a Blackrock Neurotech, da un paio di anni c’è anche Peter Thiel: ex socio di Elon Musk, cofondatore di PayPal ed ex finanziatore di Facebook. Thiel nel 2021 ha investito nella ditta dello Utah una cifra pari a 10 milioni di dollari: la cosa è stata confermata dalla stessa Blackrock ma mai dell’interessato. E Bill Gates? Anche l’ex uomo di Microsoft ha investito insieme a Jeff Bezos 75 milioni di dollari in Synchron, un’altra azienda che studia e produce interfaccia neurali. Ed ha già le carte in tavola, come Blackrock Neurotech, per avere i propri chip approvati e pronti per l’impianto a breve. D’altra parte, come a suo tempo ha ripetuto il World economic forum, “gli impianti sotto pelle si trasformeranno in qualcosa di prima necessità”.

MARTINA GIUNTOLI

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