I documenti ufficiali rivelano quella realtà da molti intuita dai vari malori di cui si ha notizia soprattutto grazie al tam tam dei social. I giochetti della Pfizer che si inventa il trucco delle 500 pagine al mese per arrivare a rilasciare i dati definitivi solo nel 2076 non funziona più: grazie alla legislazione sulla trasparenza FOIA , la Food and Drugs Administration ha rilasciato i primi dati, e mostrano quello che tutti sospettavamo.

Gli eventi avversi, anche fermandoci al solo 28 febbraio 2021 sono un po’ troppi: sono ben 42.086. L’Italia si piazza al terzo posto nel mondo per eventi avversi con i suoi 2.578 casi, dietro gli Stati Uniti (13.739 eventi avversi) e il Regno Unito (13.404). dietro al nostro Paese abbiamo la Germania, a quota 1913, la Francia con 1506, il Portogallo a 866 e la Spagna a 756. I restanti 7.324 casi di eventi avversi sono distribuiti in 56 Paesi. E, repetita iuvant, si tratta solo di quelli al 28 febbraio.

La parte del corpo più colpita è il sistema nervoso, ma vi sono stati anche sin troppi casi di disturbi al sistema muscolare, alle ossa, al sistema gastrointestinale, respiratorio e, ovviamente, il sistema cardiocircolatorio. Le donne risultano più soggette degli uomini, ma è l’età che colpisce: sono soprattutto le persone tra i 30 e i 50 anni ad essere maggiormente soggette a eventi avversi. Tutte cose che più o meno sapevamo già, ma ora sono i documenti ufficiali della FDA (non certo un’associazione di no vax) a confermarlo.

L’età spaventa. Abbiamo già visto come i malori improvvisi di sin troppi sportivi non possano essere senza “nessuna correlazione”. E gli sportivi sono giovani. Una vera strage di giovani come se ne vedono solo nelle guerre.

Ricordiamo come all’inizio della pandemia si dicesse che i giovani e i bambini non venissero toccati dalla malattia, e che i soggetti più a rischio erano gli anziani. Ora sembra si faccia di tutto per sterminare i giovani.
Complottismo? I dati della Pfizer diffusi dalla FDA sono lì. E come diceva Woland ne Il Maestro è Margherita: “E’ un fatto, e i fatti sono la cosa più ostinata del mondo”.

ANDREA SARTORI

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