Un altro passo verso l’abisso, verso l’ingresso diretto in guerra: l’Ucraina avrà sia i carri armati statunitensi Abrams sia quelli tedeschi Leopard. Rispettivamente, potrebbero essere una trentina e un’intera compagnia, cioè 14. I due annunci, ormai praticamente ufficiali, sono arrivati ieri, martedì 24 gennaio 2023.

Manderanno carri armati anche Polonia, Norvegia e Olanda (che in aggiunta sta considerando l’invio di aerei caccia F-16), Francia eccetera: si attendono decisioni di altri governi in questi giorni. Dall’Italia, confermato l’arrivo dei famosi missili Samp-T.

Questa enorme onda di armi rappresenta una ancor più enorme montagna di denaro pubblico sottratto a più utili impieghi. Le autorità del cosiddetto Occidente sostengono che le nuove armi metteranno l’Ucraina in condizioni di lanciare una contro offensiva, e di recuperare i territori occupati dalla Russia e magari di riprendere, o almeno minacciare, anche la Crimea.

Ah sì? Una contro offensiva vittoriosa? Ormai è palese che la Russia ha più uomini, più mezzi e più risorse dell’Ucraina. L’Occidente da 11 mesi riempie l’Ucraina di armi, via via più terribili e più costose, ma sui campi di battaglia non si vede alcuna svolta.

SECONDO IL GENERALE BERTOLINI I CARRI ARMATI PREPARANO L’INGRESSO IN GUERRA

Servono urgentemente trattative e pace, perché nessuno nelle stanze dei bottoni dice apertamente a cosa andiamo incontro: un generale in pensione è fra i pochi che possono permettersi il lusso di spiegarlo con cognizione di causa e senza peli sulla lingua. L’ha fatto sempre ieri, 24 gennaio, Marco Bertolini. Già aveva messo in guardia contro la possibilità di escalation nucleare. Ora ha rilasciato un’intervista a proposito dei carri armati. Spiega che, con questo, stiamo marciando verso l’ingresso in guerra. Le sue parole:

Siamo avviati a una guerra, anche noi, che non abbiamo ancora impiegato personale ma mandiamo armi, diciamo chiaramente che vogliamo che uno dei due belligeranti venga sconfitto e l’altro vinca. Credo che se tra qualche mese ci chiederanno […] di mandare anche qualche nostra unità cominceremmo ad affrontare il problema.

E ancora:

Ci stiamo rassegnando all’entrata in una guerra che con noi non c’entra niente, per questioni di carattere territoriale fra due Paesi europei estranei sia alla Nato che all’Unione europea. […] temo che se non ci sarà qualche illuminazione nei confronti di chi dirige questa operazione spaventosa, ci troveremo con le mani legate.

Il generale Bartolini è ex comandante del Comando operativo di vertice interforze ed ex comandante dei paracadutisti Folgore. Le sue parole, insomma, hanno un peso ben diverso rispetto alle chiacchiere da bar.

Inoltre nel 2019 Bertolini si era candidato al Parlamento Europeo con Fratelli d’Italia, il partito della presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Quindi, al di là del fatto che questa sua caratteristica possa piacere o meno, è dotato di un background omogeneo rispetto all’attuale governo. Le sue parole, dunque, non possono essere attribuite ad una contrapposizione politica. Ed è un altro motivo per ritenerle schiette e – purtroppo – illuminanti.

GIULIA BURGAZZI