Negli archivi dell’amministrazione pubblica statunitense sono sepolti 400 documenti relativi ai legami fra i Biden, Ucraina, Russia e Cina. Lo sostiene un avvocato che sta battagliando per averli. Si è parlato moltissimo dei fili che uniscono questi Paesi a Hunter Biden, figlio del presidente degli Stati Uniti Joe Biden. Ora deve venire fuori anche altro?

A sentire l’avvocato, il Dipartimento di Giustizia statunitense prima gli ha risposto che i documenti in questione esistono e poi che non è possibile né confermare né smentire la loro esistenza. Come è possibile?, dice l’avvocato, hanno già ammesso che ci sono…

Il britannico Daily Mail ha ricostruito la vicenda sull’edizione online di ieri, lunedì 2 gennaio 2023. L’avvocato in questione si chiama Kevin Evans. Per ottenere i documenti si appella al Freedom of Information Act, noto anche come FOIA. Si tratta della normativa statunitense che consente a chiunque di avere accesso a dati posseduti dall’amministrazione pubblica.

In base a quanto scrive il Daily Mail, l’avvocato Evans ha chiesto le informazioni relative a “qualsiasi relazione, comunicazione, regalo e/o remunerazione in qualsiasi forma” tra, da un lato, l’Ucraina, la Russia, la Cina; e, dall’altro lato, Hunter Biden o Jim Biden, rispettivamente figlio e fratello dell’attuale inquilino della Casa Bianca.

L’avvocato afferma di aver presentato la sua richiesta nel novembre 2020, dopo aver letto di rapporti d’affari fra i Biden e l’estero. Dapprima ha ottenuto dall’amministrazione pubblica una sessantina di lettere sostanzialmente relative ad analoghe richieste di informazioni. Poi gli hanno detto di possedere 400 documenti potenzialmente pertinenti, ma di doverli ancora rivedere.

Sempre secondo il racconto dell’avvocato, i funzionari hanno ripetuto questa medesima affermazione davanti al giudice al quale egli si era rivolto per avere finalmente i 400 documenti. E infine gli hanno fatto sapere di non potere né confermare né smentire l’esistenza dei documenti.

Cosa ancora possono custodire gli archivi? A proposito di vicende note relative ad Hunter Biden, il Daily Mail cita gli affari con la Cina. Si sofferma sul suo coinvolgimento in un “accordo multimilionario con un gigante petrolifero cinese strettamente legato al governo cinese” e sul fatto che il padre presidente forse ne era al corrente.

Meriterebbe tuttavia di essere sviscerato anche il capitolo relativo all’Ucraina. Joe Biden vi effettuò viaggi quando era il vice di Obama. Suo figlio Hunter riceveva stipendi da capogiro per sedere nel consiglio di amministrazione della società del gas Burisma.

A questo proposito, Biden padre ha tempo fino alla metà di febbraio per decidere se differire al 2029 la pubblicazione – altrimenti ormai imminente – di centinaia di documenti relative a suo figlio Hunter e a Burisma.

GIULIA BURGAZZI

 

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