Gas, benzina, energia elettrica, ciboNessuno, né famiglie né imprese, può reggere questi prezzi, neanche per pochi giorni: ma nulla fa prevedere che in pochi giorni si azzerino le sanzioni alla Russia e che i mercati tornino tranquilli.

La Russia si è preparata per anni alla rottura dei ponti commerciali con l’Occidente. Soffre per le sanzioni, ma non è alla canna del gas. Anche gli Stati Uniti soffrono: ma non sono affatto alla canna del gas neanche loro. Fanno pagare essenzialmente all’Unione Europea il prezzo di una guerra che va ben oltre l’Ucraina e che riguarda il loro ruolo nei rapporti economici mondiali. Eppure a Roma, nelle altre capitali europee e a Bruxelles i governanti rispondono agli USA  essenzialmente con un signorsì.

Un grafico vale più di mille parole. L’ha diffuso su Twitter un giornalista di Die Welt. Mostra la differenza fra il prezzo del gas nell’Unione Europea e negli Stati Uniti. Nell’UE  il gas è immensamente più caro che negli USA.

“Questo grafico energetico evidenzia perché l’Europa scivola sempre più indietro rispetto agli Stati Uniti come riferimento per i commerci. I prezzi del gas sono 5 volte più alti in Europa, e il grafico dei prezzi del gas europeo sembra quello di una criptovaluta grezza.”

Notoriamente l’UE importa gran parte del gas dalla Russia. L’Italia, con la Germania, è fra i Paesi che ne ricevono la quota maggiore. Dagli USA, il presidente Biden invoca ulteriori sanzioni alla Russia: lo stop alle importazioni di petrolio. Comodo, per loro: gli USA sono esportatori netti di petrolio. Comprare o no quello russo, fa poca differenza.

L’Unione Europea invece importa il 96% del petrolio e la Russia è il maggior fornitore. Non solo: ora la Russia si sta decisamente scocciandosi e minaccia di chiudere il gas all’UE. Sarebbe la sciagura definitiva, poiché il vitale gas russo continua ancora ad arrivare, per ora: non molto, ma ne arriva. Così la Germania, consapevole di ciò che le sanzioni alla Russia comportano, ha avuto un sussulto di buonsenso. Insieme alla Gran Bretagna e all’Olanda, si è opposta, addirittura!, all’idea di Biden: non è disposta ad istituire sanzioni sul petrolio. Italia, un’altra volta, non pervenuta.

Germania ed Olanda possono, se vogliono, porre un veto ed impedire all’UE di fare per l’ennesima volta il cane da lecco di Biden. Ci riusciranno? L’Ungheria aveva provato a dire di no alle prime sanzioni contro la Russia per la guerra in Ucraina: ma aveva dovuto prontamente rimettersi in riga.

Se Putin non riesce a rompere l’Unione Europea, se l’Unione Europea non riesce a fare gli interessi dei suoi cittadini invece degli interessi USA, i prezzi delle forniture indispensabili ci indicano esattamente dove stiamo andando: a sfracellarci contro un muro.

In Italia il PUN, Prezzo Unico Nazionale dell’energia elettrica, ha raggiunto oggi, 8 marzo, i 463 euro al mWh. Qui sotto, il grafico del prezzo aggiornato a qualche giorno fa.

pun energia elettrica

Trainata dal prezzo del petrolio, in Italia oggi la benzina supera ormai i 2 euro al litro anche al self service. Qui sotto il grafico del MISE (via Opinioni) aggiornato a fine febbraio: e la differenza si nota…

grafico prezzo benzina

Vogliamo passare al carbone? A costo di far piangere Greta, Draghi ha stabilito che, se serve, useremo il carbone al posto del gas per produrre energia elettrica e per tenere accese le luci. Dove lo prenderemo, quanto lo pagheremo? La Russia è il principale fornitore di carbone per l’Italia, come testimoniano le statistiche del MISE. Il documento (non linkabile) va scaricato ed è, ovviamente, quello relativo alle importazioni riassuntive del 2021.

Comunque, casomai la Russia continuasse gentilmente a vendercelo o trovassimo qualcun altro disposto a farlo, qui sotto c’è il grafico del prezzo del carbone in consegna per il mese prossimo sul mercato di Rotterdam.

grafico prezzo carbone

Infine, il nichel. Pur non essendo certo privo di una sua importanza, il nichel non fa parte delle principali materie prime. Tuttavia il grafico del prezzo  sui mercati internazionali è significativo: sta andando fuori scala.

grafico prezzo nichel

Una linea così vuol dire una cosa sola: Hic sunt leones. Sono le parole con cui le antiche carte geografiche indicavano i territori inesplorati. Di fronte a prezzi del genere – e certo non solo per il nichel – l’economia e la società si avventurano appunto in un territorio inesplorato.

Solo una politica europea non appiattita sugli interessi americani potrebbe riportare il mondo, e innanzitutto l’Europa stessa, entro i confini della ragione. Ma se ci addentriamo nell’hic sunt leones anche i governanti attuali dell’Europa devono prepararsi ad incontrare essi stessi un futuro personale al momento inimmaginabile e ignoto.

GIULIA BURGAZZI

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