I complottisti avevano ragione un’altra volta? Parrebbe di sì. Si è fatto un gran parlare in questi giorni della possibile abolizione del green pass e quindi tutti pronti a festeggiare la Liberazione. Altolà, ovviamente non poteva non esserci la fregatura, perché il green pass verrà sì sospeso, ma non abolito.

E’ il sottosegretario alla Salute del governo Draghi Andrea Costa a dare ragione ai complottisti: “i criteri non cambiano: il green pass di fatto c’è sempre, solo che dal primo di maggio non verrà più richiesto per nessun tipo di attività, e noi confidiamo e auspichiamo che non ce ne sia più bisogno. Non è che sparisce, semplicemente non viene più richiesto e non viene più utilizzato”.

Il green pass è comunque uno strumento essenziale verso quella che viene definita transizione digitale e il piatto che ci sta cucinando Vittorio Colao non è altro che la conseguenza del green pass.

Sulla stessa linea del governo italiano è quello dei cugini d’Oltralpe. Il presidente francese Emmanuel Macron ha dichiarato, lo scorso 9 aprile, che la sospensione del pass è “ragionevole” quest’estate ma che potrà essere riattivato in autunno o in inverno.

Fine pena mai? Bisogna mettersi in testa che il punto di vista di questi signori è un altro. Per loro siamo semplicemente come bestie da allevamento intensivo, da rinchiudere, controllare e spremere. Ci guardano con gli stessi occhi coi quali noi guardiamo una gallina da allevamento.

Il potenziamento della tecnologia rende questo sogno bagnato dei potenti una realtà a portata di mano. Ma per farla ingoiare meglio si è dovuta creare un’emergenza che spaventasse davvero le persone, e nulla è meglio di un virus.

Il green pass è stato però una misura estremamente impopolare che ha fatto svegliare più d’uno. E’ necessario quindi metterlo temporaneamente in naftalina per poterlo ritirare fuori ai primi freddi, magari come ottimo strumento per razionare gas e benzina.

ANDREA SARTORI

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