In uno scenario globalista come quello che vivono purtroppo oggi i Paesi occidentali, la vita dei comuni cittadini  e il loro futuro sono solo apparentemente legati alle scelte politiche di Governi, sottomessi agli interessi delle multinazionali e della finanza: per capire in che direzione andrà il mondo spesso, basta rivolgere lo sguardo verso il mondo della finanza e della Borsa, soprattutto quando si parla di Stati Uniti.

Tale premessa è doverosa per capire come la scelta di Michael Burry di liquidare il suo intero portafoglio di titoli equivalga ad una vera bomba atomica pronta ad esplodere.

A fine Giugno, Burry, titolare del fondo “Scion Capital” si è liberato di titoli di aziende  come Alphabet, Fabebook, Meta, Bristol-Myers e Apple, veri e proprio colossi del Nasdaq, mantenendo solo una piccola quota di GEO Group, un’azienda della Florida il cui core business è la gestione di penitenziari privati negli Usa.

Certo, potrebbe trattarsi solo di un alleggerimento per motivi fiscali, se non fosse che anche Larry Fink e Robert Kapito,il primo CeO e il secondo presidente di BlackRock si sono liberati di azioni per un importo di  circa 54 milioni di dollari. 

Quelli di cui stiamo parlando non sono investitori comuni, ma vengono considerati dei veri e propri guru della finanza americana,  che in passato hanno dimostrato di agire come se avessero il dono della chiaroveggenza: la “Scion Capital” è considerato uno dei punti di riferimento della Borsa per gli operatori di mercato, per cercare di cogliere i trend sul nascere. Michael Burry, fu il pionere dei mutui subprime sui quali scommise e vinse apparendo sulle prime pagine del Wall Street Journal.

Larry Fink CEO di Blackrock, l’altro colosso che ha scelto di disinvestire inazioni, come detto, per una cifra che si aggira attorno ai 54 milioni d dollari, si rivelò una vera e propria cassandra quando all’inizio del 2020,  anticipò il tonfo legato all’esplosione della pandemia da Covid, vendendo titoli per 25 milioni di dollari.

Cosa si nasconde davvero dietro questa mass-sell? Forse un crash azionario senza precedenti ? Dovuto a cosa? Quali sono le informazioni di cui dispongono i big player che non è dato sapere alla gente comune?

Per alcuni analisti Michael Burry si prepara a un tonfo da policy error della Fed epocale. Sicuramente questa vendita massiva di titoli non presagisce nulla di buono, le mosse di Burry,  gestore di hedge fund e medico americano, hanno sempre un significato che sembra rimanere occulto, salvo poi diventare un titolone su qualche giornale di finanza americano, come Bloomberg, che sente puzza di bruciato.

E poi c’è la stessa Reuters che ha riportato un tweet dove lui stesso dichiara “Non riesco a scrollarmi di dosso quella stupida sensazione prima dell’Enron, prima dell’11 settembre e prima del WorldCom”, riferendosi ai tre eventi che hanno contribuito a un calo di circa il 75% del Nasdaq tra febbraio 2000 e settembre 2002.

ANTONIO ALBANESE

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