Dopo avere dato a Putin del “macellaio”, dopo averlo incolpato, senza uno straccio di prova, di usare armi chimiche , il Presidente americano Biden continua a soffiare sul fuoco con nuove dichiarazioni pubbliche: “Putin, il suo un genocidio”.

Si parla del massacro di Bucha, di uso di bombe al fosforo, di sostanze tossiche, segni di avvelenamento chimico, per poi ammettere, è un ufficiale del battaglione Azov a parlare che però che tutto ciò non si può provare perchè i russi nascondono bene i loro crimini.

“E’ sempre più chiaro che Putin sta cercando di cancellare l’idea di essere ucraini”, ha risposto ai giornalisti il padre di Hunter Biden, già sotto inchiesta federale per presunti traffici poco chiari sia in Ucraina che a Mosca, senza però fare riferimento ad un episodio specifico.

Pare, insomma, che Biden Senior si risvegli di tanto in tanto dal suo torpore, come fosse “illuminato” da una forza più alta, per rilanciare dichiarazioni di guerra, di ostilità, che di volta in volta allontanano la possibilità di una soluzione diplomatica al conflitto.

E intanto Zelensky, che ieri si è arrogato addirittura il lusso di rifiutare la visita del presidente tedesco Steinmeier, se la ride: “Parole vere da un vero leader” dichiara.

Nel frattempo lo stesso Biden preme sull’ UE per lo stop a gas e petrolio russi, e sulla consegna di armi all’Ucraina. Un pressing senza sosta che diventa persino una minaccia di una sorta di embargo per le aziende europee che trattano con Mosca per l’importazione di energia.

Pressioni che seguono quelle fatte tempo fa, quando l’Europa era restia a espellere la federazione dal circuito bancario SWIFT: allora i paesi “alleati” agli USA dovettero cedere per non rischiare di riceve sanzioni alle aziende proprio dagli States.

Il Cremlino risponde respingendo come fake le accuse di crimini di guerra, spiegando che è proprio per fermare un genocidio vero, quello del Donbass che va avanti dal 2014, che le sue truppe hanno iniziato l’operazione speciale”.  Mosca ha sempre smentito, rispedendole al mittente come provocazioni o propaganda.

In questa atmosfera pesante è normale che Putin spenga ogni speranza di trattativa e fa quasi sorridere che Kiev cerchi progressi alle trattative che, anzi, afferma che stanno continuando.

Insomma, ogni tentativo di soluzione diplomatica viene soffocato sul nascere: è evidente che gli Stati Uniti non cercano la via del dialogo, e sono seguiti a ruota, come un gregge, dall’Europa, facendo rientrare con qualche abbaio quei Paesi che timidamente cercano di opporsi.

ANTONIO ALBANESE

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