Il segretario al Tesoro americano, Janet L. Yellen, ha dichiarato che gli Stati Uniti potrebbero andare incontro al default. Lo ha fatto dopo aver inviato varie lettere al Congresso, di cui l’ultima in data 15 maggio 2023. In queste comunicazioni il segretario si rivolge allo speaker della House, Kevin McCarthy, chiedendo di prendere sul serio gli allarmanti dati sul tetto del debito.

LE PAROLE DEL SEGRETARIO AL TESORO DEGLI STATI UNITI

Secondo Yellen è prossimo l’esaurimento delle scorte di liquidità. Ha parlato di una data di massima, il 1°giugno 2023, ma in realtà nessuno conosce il giorno esatto: “Questa data prende in considerazione i dati di cui siamo a disposizione. Parliamo di entrate ed uscite, nonché di debito federale. Di questi elementi conosciamo il trend ma non abbiamo modo di sapere il giorno X”.

Se non si dovesse agire in tempo, per la prima volta nella storia gli Stati Uniti potrebbero divenire insolventi nei confronti di diversi creditori. Parliamo ad esempio di previdenza sociale o di alcune istituzioni della sanità pubblica, innescando una reazione a catena potenzialmente catastrofica e difficile da arrestare.

Ai microfoni della Abc, Yellen dice: “Non vi è nessun altro modo nel nostro sistema economico per salvare gli Stati Uniti se non quello di alzare il tetto del debito, una cosa che compete al Congresso. Proprio per questo sto spingendo le istituzioni a prendersi le proprie responsabilità e agire prima che sia troppo tardi.” Yellen tuttavia continua sostenendo che il sistema bancario è assolutamente forte, nonostante i terremoti degli ultimi tempi. Il conduttore la incalza, chiedendole se tra le opzioni si possa escludere del tutto l’intervento diretto di Biden.

Yellen controbatte: “La possibilità che sia il presidente a prendere in mano la situazione non dovrebbe nemmeno essere considerata, dato che potrebbe portare ad una crisi costituzionale. Mi rifiuto di pensare che si debba agire in condizioni di emergenza. Il Congresso deve fare il suo lavoro e arrivare ad un accordo tra le due parti.”

IL 14 ESIMO EMENDAMENTO NEGLI STATI UNITI

Non è chiaro infatti se sia legalmente possibile che in casi come questo il Presidente possa procedere in maniera indipendente dal Congresso, invocando ad esempio il 14 esimo emendamento.

Nella sezione quarta del sopra citato emendamento si legge “La validità del debito pubblico degli Stati Uniti, autorizzato dalla legge, compresi i debiti sostenuti per il pagamento di pensioni e di indennità per i servizi resi nel reprimere l’insurrezione o la ribellione, non sarà messa in discussione”. Tuttavia i democratici continuano a spingere affinché Biden si muova in quella direzione.

Non è la prima volta in cui gli Stati Uniti si trovano in una situazione di questo tipo. Si è infatti affrontato uno stallo del debito già nel 2011 e nel 2013. In entrambi i casi Barack Obama si trovò in una condizione simile, con il Congresso a guida repubblicana. Bill Clinton consigliò ad Obama di muoversi in autonomia, appellandosi al 14 esimo emendamento. Tuttavia questi dichiarò di non esser sicuro di avere il potere costituzionale di farlo.

Sulla questione si sono espressi molti esperti dalle opinioni contrastanti. Alcuni ritengono che l’intervento presidenziale sia legittimo secondo quanto espresso a chiare lettere nell’emendamento. Joe Biden sulla questione ha dichiarato: “Io invocherei anche il 14 esimo emendamento. Tuttavia anche se procedessi non farei in tempo”.

TENSIONI TRA DEM E REPUBBLICANI

Democratici e repubblicani ad oggi non si sono ancora trovati d’accordo su come agire. Accanto alla proposta democratica dell’innalzamento del debito whatever it takes, ci sono i repubblicani che non hanno intenzione di cedere. L’idea del Gop infatti è quella di riorientare il Tesoro verso un taglio della spesa.

Ad occuparsi della questione del debito anche la testata statunitense Axios, dove si legge che in nessun modo la soluzione sarà indolore. Sempre su Axios si legge che la proposta avanzata da McCarthy è pericolosa. I tagli della spesa porterebbero “ad una minore occupazione ed una ripresa economica molto più lenta. Questo metterebbe letteralmente in ginocchio gli Stati Uniti”.

Tuttavia lo speaker della House, McCarthy, ha dichiarato che non è sua intenzione cedere alla pressione dei democratici. Ha scritto su Twitter: “La mia posizione non è cambiata. Washington non può continuare a spendere soldi che non abbiamo. Questo impatterà sui nostri figli e nipoti. Domani io e Biden ci incontreremo e continueremo le negoziazioni”, così ha postato poche ore fa McCarthy.

MARTINA GIUNTOLI

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