Gli ossessionati della mascherina

Per la maggior parte di noi, l’annuncio da parte del governo che le mascherine sono di nuovo obbligatorie nei negozi e sui mezzi pubblici è stato davvero un colpo al cuore, un triste promemoria che qualsiasi ritorno alla normalità è meramente temporaneo, e che le restrizioni possono essere reintrodotte in qualsiasi momento. Invece, per coloro che sono desiderosi di vivere la propria vita eternamente all’ombra del Covid – sempre vigili, sempre in guardia – il ritorno all’obbligo di mascherina è stata la migliore notizia che avessero ricevuto dal lockdown dello scorso gennaio ad oggi. Loro le mascherine le amano, ne sono letteralmente ossessionati.

La loro unica lamentela finora è che l’attuale obbligo di mascherina ha una scadenza che non è abbastanza avanti nel tempo. Dopotutto, se concepisci di organizzare la tua intera esistenza attorno alla minaccia di un virus, le misure parziali non possono funzionare. L’obbligo di mascherina nei negozi? Perché allora non anche nei caffè e nei pub? Questa era certamente l’opinione del sindaco di Londra Sadiq Khan. “Se sei in un pub, bar o ristorante, in particolare se non sei seduto”, ha detto, “indossa una maschera”. Anche i professionisti di Independent SAGE si sono affrettati a chiedere l’estensione dell’obbligo di mascherina. “Dobbiamo reintrodurle anche nelle scuole secondarie, comprese le aule”, ha chiesto la professoressa Christina Pagel. Il professor Martin McKee, membro di Indie SAGE, è andato oltre e ha esortato a indossare le mascherine in tutti gli ambienti interni.  Probabilmente McKee avrà festeggiato.

Forse, se le mascherine avessero un impatto significativo sulla trasmissione di Covid e sui tassi di infezione, l’ossessione per le stesse inizierebbe ad avere un senso. Ma nonostante tutte le affermazioni fatte in merito alla loro efficacia, e l’eccessivo zelo di tali affermazioni, il loro reale impatto nel ridurre il contagio è ancora fortemente controverso. Nella migliore delle ipotesi possiamo probabilmente dire che le mascherine, da sole, hanno un impatto davvero minimo sulla diffusione del Covid. Quindi, se non vi sono vantaggi evidenti, per quale motivo allora le mascherine fanno impazzire i loro sostenitori? La risposta sta nel fatto che tutto questo fa scena.

In primo luogo, il mascherarsi fornisce a colui che si maschera un senso di controllo sul suo ambiente. Lo fa sentire protetto, come se avesse un po’ di (illusorio)  potere sul virus. Come i controlli di sicurezza aeroportuali, indossare una maschera è un rituale moderno di avversione al rischio. Crea un illusorio senso di sicurezza. In secondo luogo, e soprattutto, indossare la maschera è diventato un rituale simbolico. È un modo di mostrare agli altri qualcosa su se stessi come persona nel sociale. Non è più solo un pezzo di stoffa che si stende sul naso e sotto il mento: è un segno della propria virtù, una proiezione del proprio buon carattere. Dice al mondo: “Sono una persona morale”.

Come ha scritto questa settimana un importante sostenitore delle misure di contenimento, “Per me, tutti coloro che indossano maschere mostrano un senso di comunità secondo cui le persone si prendono cura di sè e si prendono cura l’uno dell’altro,  e di qui tutti si proteggono collettivamente”. In altre parole, i mascherati sono persone che possiederebbero “empatia”, come dice un pezzo su Vox. E, altrettanto cruciale, ciò rende i mascherati anche molto diversi da coloro che scelgono di non esserlo. I senza maschera sono persone a cui (apparentemente) non importa degli altri, che pensano solo a se stessi e a quelle che amano chiamare libertà personali. Come dice un esperto, queste persone pensano che il loro “diritto di ignorare i consigli sulla salute pubblica… superi il diritto di qualcun altro a vivere” – come se coloro che non indossano i dispositivi stessero deliberatamente uccidendo le persone con i loro germi.

Un editorialista del Guardian fa un ritratto tipicamente snob di coloro che rifiutano la mascherina a prescindere. Sono tipi sconsiderati per lo piu’ indifferenti al bene pubblico. Non fanno altro che tirare fuori teorie cospirazioniste e riferimenti alla seconda guerra mondiale. Il suo articolo riporta come illustrazione  l’immagine di due tizi di mezza età senza mascherina. Questo tipo di stereotipi dispregiativi non è casuale. Affinché l’uso di maschere funzioni come simbolo di virtù, coloro che scelgono di non indossare maschere devono essere demonizzati. Ed è per questo che il Great Covid Mask Debate è così animato e divisivo. Perché gli ossessivi delle maschere non solo dicono qualcosa di positivo su se stessi, ma dicono anche qualcosa di molto negativo sulla controparte senza mascherina. I dispositivi di protezione per il viso potranno non avere un impatto incisivo sulla diffusione del Covid, ma hanno sicuramente un impatto sulla solidarietà sociale.

di Tim Black, Traduzione di Martina Giuntoli

Martina Giuntoli

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