Giornali: 386 milioni dal Governo, contributi Covid inclusi (e vendono sempre meno)

milioni giornali

Sempre più contributi pubblici. Sempre meno copie vendute. Nel 2021, quotidiani e periodici hanno ricevuto  386,6 milioni di euro. Lo dice il rapporto del Dipartimento per l’Informazione e l’Editoria pubblicato sul sito del Governo: un incremento del 120% negli ultimi due anni. Contemporaneamente, i giornali continuano a perdere copie in edicola: il 6,5% in un anno e il 31,2% dal 2017.

Il rapporto governativo si intitola “Il sostegno all’editoria nei principali Paesi d’Europa” ed è costruito sul paragone con altri sei Paesi europei. Conclude che l’Italia spende ancora poco rispetto al suo PIL: lo 0,014%. Solo l’Austria risulta più tirchia (e di molto) con gli editori della carta stampata. Tuttavia, vari particolari indicano che in Italia i reali contributi pubblici a quotidiani e periodici sono ancora superiori.

Come nota Datamedia Hub, nel conto manca la pubblicità legale (gli avvisi di gare e di aggiudicazione delle amministrazioni pubbliche), che assomma a 300 milioni nel periodo 2016-2020. Non ci sono gli aiuti alle agenzie di stampa, i prepensionamenti dei giornalisti (che pure pesano sulle casse pubbliche) e il “salvataggio” dell’INPGI, l’istituto di previdenza dei giornalisti. Soltanto quest’ultima voce ammonterebbe a 2,5 miliardi di euro.

E poi, il rapporto non quantifica il valore dell’IVA ultra agevolata al 4%, che peraltro vale anche per libri ed ebook. Non costituisce un aiuto in sé ma comunque costituisce un mancato incasso per lo Stato.

I contributi pubblici all’editoria si dividono in diretti ed indiretti. Questi ultimi sono i più cospicui. Comprendono anche i contributi emergenziali legati al Covid.

Fra i contributi Covid  c’è la cosiddetta forfetizzazione dei resi, portata al 95%. I resi sarebbero i giornali invenduti. In buona sostanza, significa che l’IVA (oltretutto agevolata al 4%) si paga solo sul 5% delle copie consegnate o spedite. Altri contributi Covid riguardano crediti d’imposta per campagne pubblicitarie, distribuzione ed acquisto carta.

I contributi  diretti ai giornali ammontano nel 2021 a 88 milioni: qualcosettina in più rispetto ai due anni precedenti. Sono destinati (per semplificare) ad organi d’informazione pubblicati da cooperative o enti senza fini di lucro, nonché ad organi di informazione delle minoranze linguistiche. Al momento, ci sono informazioni solo sulla prima rata del contributo 2021, distribuita all’inizio dell’estate. Al primo posto Dolomiten (oltre 3 milioni), al secondo Famiglia Cristiana.

Nel prossimo futuro, la torta dei contributi pubblici all’editoria lieviterà grazie a 350 milioni stanziati con l’ultima manovra: poco più della metà quest’anno, il resto nel 2023. Qualcuno si stupisce per i media sussidiati che cantano in coro quasi unanime le lodi del Governo?

GIULIA BURGAZZI

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