Giappone: in arrivo il super pomodoro della felicità editato con la Crispr-Cas9

In Giappone arriva sulla tavola il primo alimento prodotto con la tecnica dell’editing genetico Crispr-Cas9. Si tratta del “Sicilian Rouge High GABA”, il primo pomodoro al mondo geneticamente modificato con un alto accumulo di GABA, già messo a punto dall’azienda biotecnologica nipponica Sanatech Seed, che ora ha ottenuto il via libera ed è ufficialmente in vendita dal 15 settembre scorso sul mercato del Sol Levante.

Il super pomodoro nipponico apre la strada alla ricerca e allo sviluppo di altri prodotti modificati con Crispr.

Il pomodoro, descritto in un articolo pubblicato su Scientific Reports ha un alto contenuto della sostanza chiamata GABA, acido γ-amminobutirrico, già naturalmente presente nei pomodori che potrebbe aiutare la lotta all’ipertensione, abbassando la pressione sanguigna. Per ottenere un livello 4-5 volte maggiore di GABA, senza modificare le altre caratteristiche della pianta, i ricercatori hanno inattivato un elemento genetico che ne frena la produzione. Secondo la società produttrice, basterebbe mangiare un pomodoro o due ogni giorno per trarne beneficio.

Attualmente esistono in commercio diversi integratori a base di Gaba, per lo più ad azione rilassante, usati contro stress e l’insonnia: si tratta infatti di un neurotrasmettitore inibitorio, che regola l’eccitabilità neuronale e inibisce l’eccitazione dei neuroni. Esistono 3 tipi di recettore del GABA, tutti con effetti inibitori; il GABA è un messaggero ubiquitario e l’attivazione o l’agonismo a livello dei suoi recettori è il meccanismo d’azione di un gran numero di farmaci sedativi, miorilassanti e ipnotici, tra cui le più conosciute benzodiazepine.

Gli effetti del consumo di Sicilian Rouge High Gaba sono ancora in corso di studio da parte dei ricercatori, si legge sulla pagina dell’azienda, che ha spiegato che per il processo autorizzativo giapponese non sono necessarie prove né ulteriori indagini, non essendo richieste regole o etichettature differenti. La compagnia ha evidenziato che alimenti ricchi di GABA – thè, riso, yogurt – sono già ampiamente utilizzati: si tratta di prodotti che non sono stati ottenuti con l’editing genetico ma con particolari tecniche di coltivazione.

I dati sperimentali relativi allo sviluppo dei super pomodori sono stati pubblicati nel 2017 su Scientific Reports da Hiroshi Ezura e colleghi dell’Università di Tsukuba, altre informazioni utili emergono dalle FAQ sul sito della società produttrice e dalla lettera inviata alle autorità statunitensi per avere conferma che il prodotto non sarebbe considerato OGM in America.

Il pomodoro, come anticipato, non rientra fra gli OGM, in quanto non contiene acidi nucleici esterni e le autorità avrebbero valutato che l’assenza di preoccupazioni sulla sicurezza e sull’impatto sulla biodiversità e l’ambiente. Ma proprio per l’assenza di ulteriori analisi, non mancano gli oppositori. In un articolo pubblicato su GmWatch è stata criticata l’immissione sul mercato senza test sulla sicurezza:

«Un pomodoro modificato geneticamente, progettato per contenere alti livelli di una sostanza sedativa chiamata GABA, è stato approvato per la commercializzazione in Giappone senza alcun controllo di sicurezza e tra l’opposizione dei difensori dei diritti dei consumatori».

Nell’articolo si evidenzia anche l’alto costo del prodotto e l’inutilità dell’inserimento del GABA, in quanto per ottenere gli stessi risultati,

«non c’è bisogno di ricorrere a un nuovo cibo geneticamente modificato, come i pomodori modificati geneticamente».

L’idea che le multinazionali puntino sempre più su alimenti e sementi modificate geneticamente e che ora si voglia inserire nei cibi oltre alle vitamine anche integratori e molecole curative o “rilassanti” non può che far pensare a quanto immaginato da Aldous Huxley in Brave new world (Il mondo nuovo).

Il pomodoro del Sol Levante, infatti, coniuga due aspetti chiave della distopia huxleyana, la biotecnologia e il “soma”, la droga ideale descritta nel romanzo:

«Mezzo grammo per un riposo di mezza giornata, un grammo per una giornata di vacanza, due grammi per un’escursione nel fantasmagorico Oriente, tre per un’oscura eternità nella luna».

Lì dove i piaceri e la programmazione perpetua non dovessero bastare, l’asso nella manica del mondo ipertecnologico e pacificato immaginato da Huxley nel lontano 1932 è proprio questa droga psichedelica perfetta, senza controindicazioni per la salute, che affoga in un “viaggio chimico” ogni possibile dolore, angoscia o semplice creatività.

Nel Mondo nuovo di Huxley, la (rimanente) umanità che popola il pianeta governato dall’onnipresente governo mondiale viene “rabbonita” attraverso la diffusione continua e compulsiva d’ogni tipo di pratica sessuale immaginabile a ogni età possibile, cosa fattibile a partire dall’eliminazione della famiglia e dal rigido controllo della generazione (ottenuta artificialmente) in modo da farla rientrare tassativamente al di sotto della cifra massima di 2 miliardi di individui stabilita per legge. Gli “individui” di questa distopia sono psicologicamente e affettivamente resettati e il piacere viene utilizzato strumentalmente a questo scopo. Eppure, il piacere da solo non sarebbe sufficiente senza il soma – una forma di psicofarmaco ante litteram – usufruibile anche quando (come nel caso degli anziani) il piacere biologico non è più così a portata di mano.

Ciò che l’individuo del Mondo nuovo deve offrire in cambio dei piaceri che riceve è se stesso, il suo essere persona, la sua dimensione intellettiva, affettiva e ogni “domanda di senso” sulla vita, limitandosi a essere un “robot di carne”, inoffensivo per il potere.

Huxley scriveva negli anni Trenta, anticipando la rivoluzione sessuale, quella psichedelica e l’attuale uso e abuso degli psicofarmaci. A ogni generazione sembra sia stato destinato il suo particolare “soma” – dalla fluorizzazione delle acque alle droghe, dagli psicofarmaci agli elementi ingegnerizzati – con effetti differenti ma, forse, in vista di un analogo, unico progetto di manipolazione e controllo.

Dobbiamo temere che di questo passo, qualche multinazionale arrivi a proporre sul mercato anche delle super gallette… come il Soylent Green?

ENRICA PERUCCHIETTI

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