La Cina introduce controlli sulle esportazioni di gallio e germanio, indispensabili per produrre i chip senza i quali ormai non si fa nulla. La Russia, l’Arabia Saudita e l’Algeria estendono i tagli alla produzione di petrolio già attuati dall’Opec+. Le decisioni entrano in vigore lo stesso giorno, martedì 1° agosto 2023, e costituiscono una tranvata sui denti per l’Occidente.
A proposito del petrolio, ricordate quando il presidente statunitense Biden voleva convincere l’Arabia Saudita ad aumentare la produzione di petrolio per proteggere l’Occidente dalle conseguenze delle sanzioni alla Russia ma non ebbe neppure udienza telefonica? Ecco, siamo sempre lì.
La decisione cinese di permettere le esportazioni di gallio e germanio solo dietro permesso governativo, poi, equivale a giocare una sorta di jolly nella guerra commerciale sempre più aspra che la contrappone all’Occidente. Alla Cina infatti fanno capo la quasi totalità della produzione mondiale di gallio e più della metà di quella del germanio.
A COSA SERVONO GALLIO E GERMANIO
Oltre che per i chip dei computer ad alta velocità, questi due materiali hanno numerosi impieghi nei settori a tecnologia avanzata, compreso quello delle armi. Praticamente, senza gallio e germanio non si fa neanche la guerra alla Russia.
Gli Stati Uniti hanno dispiegato un intero arsenale di sanzioni contro la Cina: in tutto sono più di 600, dice chi le ha contate. L’Unione Europea di Ursula von der Leyen segue a ruota, adottando una politica di riduzione delle relazioni commerciali. Senza contare le crescenti tensioni attorno a Taiwan, che la Cina considera parte del proprio territorio nazionale e che gli Stati Uniti difendono.
Ecco, il gallio e il germanio sono la risposta cinese a tutto questo. Certo, i giacimenti non sono solo in Cina: ma estrazione e lavorazione fanno parte delle operazioni energivore ed inquinanti che, negli ultimi decenni, l’Occidente ha preferito appaltare alla Cina. Le catene alternative di approvvigionamento non si mettono in piedi in cinque minuti.
LE CONSEGUENZE DELLE SANZIONI
Stupisce che i piani alti dell’Occidente abbiano adottato sanzioni contro Cina e Russia senza prima assicurarsi di poter fare a meno dei loro prodotti. A prescindere dal torto, dalla ragione e da qualsiasi giudizio, si sarebbe trattato di semplice buonsenso. O forse pensavano che sarebbe stato sufficiente fare come i cowboy e sparare in aria per spaventare il mondo.
Così ora, a tutto il resto, si aggiunge la grana del gallio e del germanio per i chip. Bisognerà vedere se il governo cinese consentirà numerosi, o scarsi, permessi di esportazione in Occidente. È ragionevole pensare che saranno scarsi.
Senza un chip, al giorno d’oggi, non si fa nemmeno una telefonata. Ma magari i decisori occidentali hanno già pronta la contromossa. Ovvero, requisire o incitare a “donare” gli apparecchi elettronici per riciclare il gallio e il germanio dei chip già in circolazione. Nonne e bisnonne, nel 1935, hanno dovuto donare alla patria i loro ori e perfino le fedi nuziali. A noi, toccherà farlo con i telefonini?
GIULIA BURGAZZI

















