La Parata della Vittoria a Pechino ha offerto non solo lo spettacolo della potenza militare cinese, ma soprattutto un messaggio politico chiaro: il futuro appartiene al Sud Globale e passa attraverso l’asse Pechino-Mosca. Con noi Giacomo Gabellini, analista e saggista, per capire come questa nuova alleanza stia ridisegnando gli equilibri internazionali e perché l’Occidente rischia di trovarsi ai margini del mondo che verrà. Intervista a cura di Enrica Perucchietti.

La recente Parata della Vittoria a Pechino ha messo in evidenza non solo la potenza militare cinese, ma anche un messaggio politico di portata globale: il futuro sembra appartenere all'asse Pechino-Mosca. Questo evento, che ha coinciso con il vertice della Shanghai Cooperation Organization e le recenti interazioni tra i leader di Russia e Cina, segna un momento cruciale nella ridefinizione degli equilibri geopolitici. L'analista e saggista Giacomo Gabellini sottolinea come questa alleanza stia consolidando un'alternativa all'unilateralismo occidentale, suggerendo che l'Occidente potrebbe trovarsi ai margini del nuovo ordine mondiale.
Gabellini evidenzia che la crisi ucraina del 2014 ha accelerato il processo di avvicinamento tra Russia e Cina, spostando il baricentro commerciale della Russia verso Oriente. Questo cambiamento ha portato alla creazione di progetti significativi, come il gasdotto Power of Siberia 2, che non solo rafforza i legami energetici tra i due paesi, ma coinvolge anche la Mongolia, rendendo l'alleanza più strategica e duratura. La solidificazione di questa cooperazione è vista come una risposta diretta alle sanzioni occidentali e come un tentativo di costruire un nuovo modello di sviluppo economico e politico che sfida l'egemonia statunitense.
In questo contesto, l'India emerge come un attore chiave. Gabellini osserva che, nonostante gli sforzi statunitensi per trasformare l'India in un contrappeso all'asse russo-cinese, il paese ha iniziato a cercare un dialogo più profondo con entrambi i partner. La recente riapertura degli scambi transfrontalieri tra India e Cina e l'importanza strategica del vertice di Tianjin indicano una crescente interconnessione tra queste potenze, suggerendo che il triangolo strategico tra Russia, Cina e India stia prendendo forma, come previsto dal politico russo Yevgheni Primakov negli anni '90.
Il discorso che ha accompagnato la parata di Pechino ha enfatizzato la necessità di un ordine mondiale multipolare, in contrapposizione alla narrativa occidentale che tende a demonizzare l'asse Mosca-Pechino. Gabellini mette in luce come la Cina e la Russia stiano cercando di presentarsi come sostenitori della pace, mentre l'Occidente continua a percepirli come una minaccia. Questo scollamento di visioni mette in evidenza una crescente frustrazione in Occidente, dove si teme che il potere economico e politico si stia spostando verso il Sud Globale, rappresentato da questa alleanza emergente.
In conclusione, la parata di Pechino rappresenta un momento emblematico nella storia contemporanea, segnando l'inizio di una nuova era geopolitica. La crescente cooperazione tra Russia e Cina, insieme al coinvolgimento dell'India, potrebbe ridefinire gli equilibri internazionali e rappresentare una sfida significativa per l'Occidente, costretto a riconsiderare il proprio ruolo nel mondo che verrà.
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