di Guido Salerno Aletta.
C’è stato un ribaltone, in Francia, perché il troppo stroppia anche in politica.
Mai strafare: il successo oltre misura di una strategia volta ad indebolire un avversario, può infatti trasformarsi in una catastrofica sconfitta quando ha come esito quello di avvantaggiarne eccessivamente un altro che è addirittura peggiore, perché pienamente legittimato a governare a differenza del primo.
E’ stato questo, il disastro strategico subìto dal Presidente Emmanuel Macron: al ballottaggio per il rinnovo dell’Assemblea Nazionale, è stato il Nuovo Fronte Popolare (NFP) a conquistare la maggioranza relativa, spiazzando il Rassemblement National (RN) che era stato dato per ampiamente favorito.
Tutto merito delle desistenze incrociate dei candidati del NFP e di Ensemble che erano arrivati terzi al primo turno.
Ma quel che è peggio ancora, è la forza prevalente che nell’ambito del NFP è stata conquistata da La France Insoumise, la formazione guidata da Jean-Luc Mélenchon, che in questi anni è stata la più decisa nel contrastare le decisioni di politica economica assunte dalla maggioranza filo-presidenziale, opponendosi duramente da ultimo alla riforma delle pensioni, di cui ha messo in programma la abrogazione.
Insomma, anziché raggiungere l’obiettivo strategico della coabitazione con un RN dotato della sola maggioranza relativa, e dunque esposto in Parlamento al fuoco di fila delle opposizioni che gli avrebbero votato congiuntamente contro paralizzandone l’attività, sarà il NFP a guidare il prossimo governo, lasciando nelle peste la componente parlamentare filo-presidenziale che avrà come alternativa quella di aderire ad una politica che ribalta tutto quanto ha fatto da sette anni a questa parte, oppure di unirsi all’opposizione senza quartiere che sarà effettuata dal RN.
O rinnega le proprie decisioni politiche, o si schiera con il RN legittimando la sua opposizione.
Ad essere rosolati a fuoco lento saranno dunque il Presidente Macron e la sua formazione politica, perché dovranno contrastare il NFP nelle sue proposte dirompenti in materia di spesa pubblica e di tassazione, mentre quest’ultima coalizione dovrà farsi carico dei problemi di stabilità finanziaria e delle preoccupazioni dei mercati che crea circa l’andamento del deficit e del debito pubblico della Francia.
Il RN continuerà invece ad avere le mani libere stando all’opposizione: meglio così, che sotto le forche caudine della coabitazione.

Fonte: Milano Finanza

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