In un accorato intervento al Parlamento Europeo, l’Onorevole Francesca Donato si è espressa sui fatti di Bucha visto che, proprio in virtù di quelli,  il parlamento aveva proposto l’embargo totale nei confronti del gas russo. Una misura che la stessa Donato ha apertamente dichiarato come “assolutamente insostenibile dai paesi della comunità”. Il suo intervento ha scatenato le ire funeste della Vice Presidente Pina Picierno, che ha aggredito e zittito in aula la Donato etichettandola come putiniana.

Francesca Donato aveva pubblicamente chiesto che fosse fatta luce sul massacro di Bucha, dal momento che non é oggettivamente (né legalmente) possibile capire come il crimine sia effettivamente avvenuto né é quindi possibile sapere con certezza a chi attribuire le colpe. L’Onorevole Donato, che non ha negato in alcun modo le atrocità descritte a Bucha, non è peraltro una voce isolata nel chiedere chiarezza.

E’ lo stesso Pentagono a dichiarare infatti che, “sebbene il crimine sia visibile, e sebbene non vi siano motivi per non credere alla versione ucraina, non può un ente solo che non faccia seguire un iter di confronto con altre istituzioni terze confermare o smentire una certa versione dei fatti”. Anche la nostrana ANPI, l’Associazione Nazionale Partigiani Italiani solleva il dubbio, “Serve un processo prima di emettere una condanna”, riporta il presidente Pagliarulo, causando con le sue parole non pochi malumori. Ed infine, è la stessa NATO a chiedere indagini indipendenti che accertino lo svolgimento e la cronologia degli eventi.

La Donato ha rincarato poi la dose sostenendo che non è possibile sostenere ulteriormente le spese militari ucraine senza prima aver fatto chiarezza, perché questo tipo di politica rischia di causare non solo un prolungamento della guerra, ma anche di gravare sull’economia europea. In pratica, oltre a non potercelo permettere, sembra di capire che sia davvero meglio non inviare ulteriori aiuti in armi all’Ucraina, almeno finché non si chiarisce esattamente in quali mani finiscano.

La piddina Picierno,  già tristemente nota alle cronache per essersi presentata nel 2014 alla trasmissione Ballarò con uno scontrino in mano a raccontare come fosse possibile vivere due settimane con la spesa renziana da 80 euro, ha pensato di rimettere la dissenziente Donato al suo posto: “Questa aula non è equidistante, c’è un aggressore che è Putin, e c’è un aggredito, che sono i cittadini ucraini, che quest’Aula e le sue istituzioni difendono”, per poi concludere “Quest’Aula non può diventare il megafono di posizioni assolutamente non accettabili“. Evidentemente è la Picerno a decidere cosa sia lecito dire e cosa non lo sia, e quando si possano esplicitare dubbi di cui si chiede conto, e quando invece é superfluo.

A questo punto viene il dubbio che all’establishment e alle oligarchie mondialiste non interessi davvero sapere cosa sia accaduto in Ucraina, oltre tutto che l’orrore sbattuto a favore di telecamera sembra più un pretesto per continuare nel percorso minato anti russo (e anti UE) fatto di sanzioni e processi già fatti, piuttosto che una denuncia volta a colpire chi si è macchiato di queste atrocità ed un naturale desiderio di giustizia.

Inoltre, queste dinamiche già le conosciamo bene.  Assomigliano infatti alle note dinamiche covid: c’è una versione unica, un’unica opinione e chi si esprime in maniera difforme dalla versione ufficiale deve necessariamente essere allontanato, reso innocuo, impossibilitato ad esprimersi. Gli intellettuali, i medici, i giornalisti che provavano a farlo con la narrativa del covid venivano chiamati negazionisti, oggi gli stessi vengono chiamati putiniani. Cambia l’appellativo ma non la sostanza. Da questo punto di vista, quindi la Picierno ha svolto seppur involontariamente una importante funzione chiarificatrice: la donna ha  mostrato una volta per tutte come nemmeno le istituzioni europee siano più sede di democrazia e che chiunque dissenta non ha più il diritto di parlare, seppur rappresentante legittimamente eletto.

Sconcertano alcuni commenti ai tweet dell’eurodeputata Donato, tra i quali si legge “che vi aspettate? sicuramente viene pagata in rubli”, oppure, “questa andrebbe radiata dal parlamento europeo“, o addirittura “radiata è poco, andrebbe allontanata dall’Italia come essere non gradito”, dai quali però si prende triste consapevolezza che anche questa volta la strategia della divisione ha funzionato alla grande.

E in questa forzata evoluzione del dissenso da negazionisti a putiniani, forse a sorprendere non è l’evento in sè, ma quanto facilmente lo stesso schema faccia comunque a distanza di tempo ancora così tante vittime.

MARTINA GIUNTOLI

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