Tutti i regimi totalitari, da Sparta in avanti, hanno cercato di togliere l’educazione dei figli alle famiglie per affidarle al Grande Leviatano, lo Stato, partendo dalla krypteia per arrivare ai Balilla, alla Gioventù hitleriana e così andare.

Il Partito Democratico sta pensano esattamente la stessa cosa.

Asili obbligatori ecco quello che il quotidiano “La Verità” chiama “scippo del PD alle famiglie”. I dem di Letta pensano che “il posto giusto per crescere i bimbi sia lo Stato nelle sue ramificazioni scolastiche”. Ma perché improvvisamente i dem si sono buttati in questa battaglia?

I problemi legati alla pandemia e al trattamento disumano imposto ai bambini nelle scuole pubbliche durante il biennio pandemico-vaccinista hanno tra l’altro fatto scoprire ai genitori la realtà della scuola parentale, una realtà che in altri Paesi è già ben nota. In Italia questo diritto è garantito dalla Costituzione. La questione scuola parentale è diventata più forte anche al di là dell’aspetto pandemico-vaccinista, in quanto molti genitori si sono accorti che la scuola pubblica, per come é strutturata adesso, è una centrale per il lavaggio del cervello dei ragazzi dove invece di spiegare la storia, l’italiano e la matematica si parla di finto ambientalismo e di gender fluid.

Bisognerebbe forse riappropriarsi della scuola pubblica per come la conoscevamo un tempo per tornare a riavere un’istituzione che altro non fa se non il bene dei bambini, visto che per questo era nata. Senza propaganda. Senza secondi fini. Semplicemente formare, istruire, far nascere e sviluppare quella legittima curiosità che é in ogni piccolo.

Ma il Partito Democratico va oltre: vuole rendere obbligatori anche gli asili che non lo sono mai stati. E questo, diciamolo senza mezzi termini, ricorda molto da vicino il sistema fascista. Alla fine siamo molto vicini a quella che fu l’Opera Nazionale Balilla.

Eh sì, pare che i democratici vogliano copiare questo sistema, d’altronde uno dei motti del fascismo era “Tutto nello Stato, niente al di fuori dello Stato, nulla contro lo Stato”.

E la legge Lorenzin poi la ricordate? Ecco fu proprio lei a dire di abituarsi a figli sempre meno propri e sempre più del sistema. A partire da ciò che concerne gli obblighi vaccinali. Obbligatoria la scuola, ineludibile il vaccino, o meglio i vaccini. In questo modo PD & co potrebbero in maniera preferenziale e facilitata sapere lo status sanitario di ciascun bambino e forzare la mano laddove le cose non siano fatte per come viene prescritto.

Ma se ciò non bastasse, nemmeno più filosofi a studiare un sistema scolastico. Gli esperti o presunti tali sono solo la longa manus del potere che si incarna nel PD.

Qui dopo Gelmini, Fedeli e Azzolina avremo ragazzi che sapranno tutto di gender fluid e Gretismo, ma non sapranno leggere, scrivere e far di conto. Quindi peggio, molto peggio del peggio che abbiamo conosciuto. Il Ventennio.

Ma questo, per quanto grave, è tuttavia un aspetto secondario. E’ evidente che questa sia una battaglia contro la famiglia dato che inizia dall’asilo si vuole da subito strappare i bambini alla famiglia, e d’altronde questo non stupisce, se si pensa alla questione di Bibbiano. I valori che le famiglie italiane hanno trasmesso ai ragazzi dovranno essere sostituiti dai disvalori di un partito che oramai non ha più ideologia, ma riassume il peggio di quel sessantottismo contro cui si scagliò anche Pasolini.

La cosa è molto più pericolosa di quanto si pensi. Il Partito Democratico di democratico e popolare non ha più nulla.

Bisogna stare all’erta e difendere i diritti elementari, che già ci sono stati tolti violentemente negli ultimi anni, e non una sola volta.

ANDREA SARTORI

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