FDA: per sapere la verità su Pfizer bisogna aspettare il 2076

“A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si prende”. Questa la massima del divo Giulio Andreotti, e questa notizia fa proprio pensare male. La Food and Drugs Administration chiede di mantenere segreti i dati sul vaccino Pfizer fino al 2076.

Ohibò, se questi vaccini sono tanto sicuri, perché aspettare mezzo secolo per rendere pubblico tutto quello che sta accadendo? Forse perché qualcosina alla fine non torna?

La FDA ha ripetutamente promesso la massima trasparenza per quanto riguarda i vaccini per il COVID 19, addirittura promettendo un comitato di trasparenza per quanto riguarda i vaccini. Bene, proprio per via di queste promesse, ad agosto più di una trentina tra accademici, scienziati e professoroni delle più prestigiose università americane hanno richiesto tutte le informazioni riguardo il vaccino.

La risposta della FDA? Scena muta. Allora è stata persino intentata una causa da parte della Public Health and Medical Professionals for Transparency contro la FDA per richiedere le informazioni. Questo è accaduto nel mese di settembre. Da allora non si è avuta comunque alcuna notizia.

La FDA, invece, ha chiesto ad un giudice federale di poter aver tempo sino al 2076 per rilasciare tutte le informazioni sul vaccino Pfizer. La giustificazione è risibile: i dati sul vaccino, stando alla FDA, riempirebbero più di 329.000 pagine, e loro ne potrebbero produrre solo cinquecento al mese. Quindi il lavoro dovrebbe finire tra… cinquantacinque anni!

La FDA si giustifica poi dicendo che le 500 pagine al mese sono “coerenti con i programmi di elaborazione presenti nei tribunali di tutto il Paese nei casi contemplati dal Freedom of Information Act” e quindi se la prende coi querelanti per la richiesta giudicata pesante.

Una richiesta che invece pare assolutamente giustificata, trattandosi di farmaci e, come ben sa chi ha studiato il greco, pharmakon significa sia “veleno” che “medicina” perché il confine tra le due cose è estremamente labile. Il fatto che la FDA intenda rilasciare i documenti solo in una data così lontana, rende l’urgenza di sapere ancora più stringente.

Il caso Pfizergate sollevata dal British Medical Journal riguardo la falsificazione dei dati del vaccino rende la cosa ancora più sospetta. Talmente sospetta da dare una certezza quasi assoluta che questi signori hanno davvero qualcosa da nascondere. Il grosso guaio è che si va ad intaccare un giro d’affari talmente grosso, che arriva anche a toccare i nostri propagandisti televisivi del vaccino, che bisogna quantomeno prendere tempo, visto che il bubbone oramai è esploso.

Ai liberisti che sostenevano che la famosa “mano invisibile” avrebbe aggiustato tutto nel lungo periodo Lord John Maynard Keynes rispondeva ironicamente “nel lungo periodo siamo tutti morti”.

Passando dall’economia alla medicina, questa sembra la strategia della FDA: aspettare il lungo periodo, e che quindi siano tutti morti, per rilasciare quei dati che provano che non tutto sta andando per il verso giusto.

Sherlockianamente ci permettiamo di osservare come due indizi facciano una prova, e che lo scandalo Pfizergate sollevato dal British Medical Journal accoppiato alla FDA che non intende rilasciare i dati sino al 2076, facendo come Bertoldo che prese tempo con la scusa di scegliere lui l’albero sul quale farsi impiccare, ci mostra come qualcosa effettivamente non vada in tutta questa narrazione.

Così come, aggiungiamo, incolpare i no vax quando sono i Paesi più vaccinati al mondo quelli maggiormente colpiti dalle famose quarte ondate rende tutto più macchiettistico. Il re è nudo, ma non si vuole ammetterlo. Troppi affari e troppi equilibri di potere cadrebbero come castelli di carte. E questa caduta è solo rimandata.

ANDREA SARTORI

Visione TV

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