In Italia mancano migliaia di farmaci, compresi alcuni di uso molto comune: formulazioni della Tachipirina, antibiotici come la Azitromicina e la Amoxicillina, il popolarissimo ansiolitico che risponde al nome commerciale di Tavor.

Ma a volte sono irreperibili anche farmaci per disturbi più gravi ed è irreperibile perfino Insuman Rapid, cioè l’insulina umana usata dai diabetici. Mancherà, si teme, per tutto l’anno.

In tutto, i medicinali  di difficile reperibilità sono circa 3.200. L’elenco è in una tabella che va scaricata dal sito dell’Aifa. L’ultimo aggiornamento è di venerdì 13 gennaio 2023.

Oltre ad antipiretici, insulina umana, ansiolitici ed antibiotici, l’elenco contiene antinfiammatori, cortisonici per l’aerosol, farmaci contro la tosse, antipertensivi, antiepilettici… Sullo sfondo c’è la penuria che affligge l’intera Europa. A quanto pare, è dovuta soprattutto alle ridotte forniture provenienti dalla Cina e non si risolverà tanto presto.

In circa la metà dei casi, il motivo dell’irreperibilità è la cessata commercializzazione: e fin qui potrebbe anche trattarsi di un fatto di ordinaria amministrazione. Nell’altra metà dei casi (o poco meno), si tratta però di questioni di tutt’altro genere. L’Aifa spesso descrive la causa dell’irreperibilità come “problemi produttivi”, “forniture discontinue”; a volte anche come “elevata richiesta”. L’ “elevata richiesta”, com’è ovvio, riguarda principalmente i rimedi per i malanni di stagione: e in questo senso era ben prevedibile.

Come ha detto in tivù il presidente dell’Aifa, di regola per i farmaci irreperibili esiste un’alternativa. Fra i circa 3.200, quelli davvero “un po’ mancanti” (parole sue) sono 300, dei quali 30 sono “veramente essenziali”.

Cone si arrangia chi non riesce a trovare un farmaco per lui “veramente essenziale”?  E poi, secondo la tabella Aifa moltissimi farmaci irreperibili sono privi di un equivalente. Probabilmente l’alternativa a disposizione consiste in un preparato che, sebbene diverso, fa il medesimo effetto.

Rispetto ad una circostanza del genere, basta considerare la nota informativa dell’Aifa sulla carenza di Insuman Rapid, l’insulina umana il cui ritorno nelle farmacie è previsto per dicembre: campa cavallo! Il “documento correlato” alla nota dell’Aifa raccomanda supervisione e attento monitoraggio dei pazienti ai quali viene somministrato un preparato differente. Ovvero, scegliere un’alternativa terapeutica non è come scegliere un’altra marca di detersivo.

Le contromisure ai farmaci che mancano in Italia finora sono essenzialmente parole. Il ministro Schillaci avvia verifiche e un tavolo sull’approvvigionamento. Martedì 17 gennaio 2023 si tiene un’audizione alla Camera. I farmacisti esortano ad evitare speculazioni ed accaparramenti.

Solo un farmacista o un medico sono in grado di vedere l’enormità di problemi e di situazioni che possono aprirsi dietro ad ogni singola irreperibilità. Irreperibile, ad esempio, risulta il Tegretol contro l’epilessia. Le strutture sanitarie, dice l’Aifa, sono autorizzate ad importare farmaci analoghi utilizzati all’estero. Ma chi, anziché in una struttura sanitaria, prende il Tegretol a casa? E se poi, se si pensa che i farmaci mancano in tutta Europa, come si può avere la ragionevole certezza di trovare all’estero qualcosa di simile al Tegretol?

Fra gli irreperibili della tabella Aifa – altri esempi – ci sono il Levodopa, usato contro il Parkinson, e il Clenil, prescritto contro l’asma. La tabella suggerisce di rivolgersi allo specialista o al medico di medicina generale per trovare dei sostituti. Come se due malattie del genere avessero bisogno di una tribolazione aggiuntiva.

I circa tremila farmaci irreperibili della tabella Aifa contengono numerosi nomi che ai più sono noti. E non si tratta di cessata commercializzazione: Aspirina, Plasil, Tachidol, Zitromax…  Beato chi, avventurandosi col medico o col farmacista nei sentieri della sostituzione, non ha motivi per temere un’imboscata da parte di reazioni allergiche o ipersensibilità.

GIULIA BURGAZZI