Joe Biden non ha fatto nemmeno in tempo a comunicare la sua ricandidatura per le elezioni del novembre 2024, che già stanno emergendo nuove questioni riguardanti la sua famiglia.

James Comer, un rappresentante repubblicano alla House, ha raccontato durante la trasmissione “Hannity” di Fox News che il Congresso americano sarebbe in possesso di informazioni su Joe Biden derivanti dal dettagliato racconto di almeno un paio di whistleblower.

ACCUSE CONTRO LA FAMIGLIA BIDEN

Secondo l’informatore, durante i due mandati di Barack Obama, l’allora vicepresidente sarebbe stato coinvolto in uno schema di mazzette ultra milionarie. Sia Comer sia un altro senatore repubblicano, Chuck Grassley, si chiedono se tali accuse siano mai state valutate dall’Fbi, se sia mai stata aperta un’indagine per verificarne la veridicità. Afferma Comer: La gravità della faccenda non risiede solo nella corruzione in sé. C’è anche il fatto che i movimenti bancari incriminati provenivano soprattutto da avversari storici, in maniera particolare la Cina. Abbiamo addirittura trovato legami con il partito comunista cinese“.

Molti a Washington si chiedono se Comer riuscirà mai a dimostrare la sua tesi. “Nessuno, credo, potrà mai pensare che se tutta la famiglia Biden ha ricevuto soldi, questo sia per puro caso”, ribatte lui: “La vera investigazione è cominciata solo adesso, c’è ancora molta strada da fare”. Nei memo di oltre 30 pagine di cui è in possesso il partito repubblicano, ci sono ricevute di movimenti per circa 10 milioni di dollari, che collegherebbero l’attuale presidente non solo alla Cina ma anche ad altri Paesi, come ad esempio la Romania. “Non è davvero possibile che Joe Biden non fosse a conoscenza degli importi che giravano sui conti suoi e su quelli della sua famiglia, visti gli importi”, spiega Comer nella conferenza stampa tenutasi il 10 maggio 2023: “Ora il prossimo passo è interrogare altri personaggi di questa intricata vicenda, come ad esempio i soci in affari di Hunter”.

LE PRECISAZIONI DI JAMES COMER

Il Dipartimento di Giustizia pare non aver mai indagato su quella che sembrerebbe una vera e propria macchina da soldi messa in piedi per consentire ai Biden di ricevere milioni dall’estero in cambio di favori politici. “Come ho saputo del denaro? Semplice, ho chiamato a deporre ben 4 banche, ma ne stiamo tenendo sott’occhio molte altre, un giro di circa 20 istituti”, precisa Comer: “Abbiamo anche identificato le società che i Biden e i loro collaboratori hanno utilizzato per arricchirsi. La maggior parte di queste società erano società a responsabilità limitata costituite durante la vicepresidenza di Joe Biden”.

In sostanza, secondo questa tesi, i cittadini cinesi che presumibilmente erano affiliati ai Biden creavano delle Srl negli Stati Uniti per poi trasferire i loro interessi ad una società cinese che in un secondo momento era incaricata del pagamento delle mazzette. Tutto occultato con chirurgica precisione. Se vogliamo parlare in termini puramente numerici, si tratta di almeno 15-20 società create nel 2009 subito dopo che Joe Biden divenne vicepresidente.

Comer ha raccontato le vicende della famiglia Biden anche ai microfoni di Maria Bartiromo su Fox News:”Non sono solo le istituzioni a fare questo nei confronti dei collaboratori. Anche i media che parlano del caso li discreditano. Vorrei ricordare che secondo sondaggi recenti ben sette americani su 10 sono convinti che l’attuale presidente abbia fatto parte di un giro di mazzette. Inoltre appoggiano il lavoro che stiamo facendo per portare a galla la verità”. Secondo le parole di Comer, “intimidire, minacciare e soprattutto mentire” sembra essere stato lo schema utilizzato dalla famiglia Biden, che forse pensa così di sfuggire al pubblico giudizio e alla gogna mediatica.

ANCHE JORDAN E TURNER CONTRO LA FAMIGLIA BIDEN

In contemporanea a Comer, anche un altro repubblicano, Jim Jordan, ha parlato. Jordan ha raccontato di aver stilato un report in cui fa precise accuse contro 51 membri dell’intelligence americana. Questi nel 2020 bollarono la vicenda del laptop di Hunter Biden come disinformazione russa. Ricordate la vecchia questione del computer dimenticato e dell’articolo del New York Post che ne confermava l’esistenza?

Jordan tuttavia non è l’unico a parlarne. Anche il repubblicano Mike Turner conferma le accuse del collega ai microfoni della Bartiromo: “Quei 51 membri dell’intelligence hanno firmato una lettera in cui parlavano di disinformazione russa. Noi sappiamo che lo hanno fatto solo per agevolare Joe Biden nella campagna elettorale. I Biden hanno mentito all’opinione pubblica sulla questione del computer. Ma non sono stati certo gli unici a mentire. Pensiamo a Brennan e alla bufala russa contro Donald Trump”.

Infine anche vecchi fantasmi sono tornati a perseguitare Hunter Biden. In particolare gli attuali avvocati di Hunter Biden hanno avuto una fitta agenda di incontri con i responsabili del dipartimento di Giustizia. Si parla di presunta evasione fiscale e di affermazioni false in relazione all’acquisto di una pistola. Biden Junior, come facile aspettarsi, si è sempre dichiarato innocente, ma ora basterà? Tra l’altro, gli stessi avvocati, uno dopo l’altro si stanno defilando dall’incarico, considerando il cliente oramai indifendibile.

IL MISTERO DI GAL LUFT

Intanto un altro mistero collegato ai Biden si consuma. Gal Luft, un professore israeliano arrestato per traffico d’armi, scompare il 19 aprile 2023 a Cipro, dopo che era stata decisa la sua estradizione negli Stati Uniti. Di lui resta un interessante post su Twitter datato 19 febbraio 2023. “Sono stato arrestato a Cipro su richiesta di estradizione politicamente motivata da parte degli Stati Uniti”, vi si legge: “Gli Stati Uniti sostengono che io sia un trafficante d’armi. Sarebbe divertente se non fosse tragico. Non sono mai stato un trafficante d’armi. Il Dipartimento di Giustizia sta cercando di seppellire me per proteggere Joe, Jim e Hunter Biden. Devo fare dei nomi?”

Luft, che prima di scomparire aveva negato ogni coinvolgimento, da sempre critico della politica estera dei Biden, durante il Forum internazionale sulla democrazia tenutosi a Pechino nel 2021 aveva accusato l’amministrazione attuale statunitense di “essere devota alla democrazia solo nella misura in cui questa supporta i suoi interessi”. E pensare che l’ultimo post su twitter di Luft, datato 26 marzo 2023, consistesse in un video di Tucker Carlson che raccontava del computer di Hunter Biden.

MARTINA GIUNTOLI

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