E’ allerta per un focolaio di epatite infantile che ha colpito più di 1.000 bambini, molti di età inferiore ai cinque anni, in 35 paesi.

Il caso era già scoppiato e segnalato qualche mese fa,  il Paese con più segnalazioni sembrava essere il Regno Unito ed erano stati registrati casi anche in Italia. Ma se fino ad ieri gli scienziati non riuscivano a dare una spiegazione precisa, adesso nuovi studi condotti  in Scozia e Inghilterra sembrano mettere in correlazione l’interazione di due virus, di cui l’AAV2, virus adeno-associato 2, ha svolto un ruolo significativo.

Tra le ipotesi possibili c’era già in gioco il distanziamento sociale e il lockdown: ebbene ciò sembra confermato dai ricercatori di Londra e Glasgow.

A causa delle restrizioni Covid  i bambini hanno perso l’immunità precoce ai due virus che lavorano in concomitanza, poichè il virus adeno-associato normalmente non provoca malattie ma ha bisogno di un virus coinfettante, proprio l’adenovirus, per replicarsi.

Lo studio quindi prova chiaramente quanto siano stati deleteri e debilitanti per la salute soprattutto dei più piccoli le restrizioni imposte dai Governi in virtù di una campagna di  “contenimento” del covid 19 rivelatasi del tutto inadatta.

A tal proposito estremamente chiara è stata la prof.ssa Judith Breuer, virologa , dell’University College of London e del Great Ormond Street Hospital, che ha detto : “Durante il periodo di lockdown, quando i bambini non si mescolavano, non stavano costruendo l’immunità alle infezioni comuni che normalmente incontrerebbero”.

“Quando le restrizioni sono state revocate i virus hanno iniziato a circolare liberamente e all’improvviso sono stati esposti da questa mancanza di immunità preventiva a un’intera batteria di nuove infezioni”.

Non è del tutto chiaro ancora  il motivo per cui alcuni sviluppino un’infiammazione del fegato e altri no, ma gli studiosi azzardano che un ruolo potrebbe essere giocato dalla genetica.

E’ evidente quindi che tutti i provvedimenti presi non avevano nulla di sanitario.

Mascherine che aumentano l’assorbimento di anidride carbonica, terapia di tachipirina e vigile attesa, distanziamento sociale e lockdown, green pass efficacia negativa dei sieri, senza contare gli affetti avversi a breve e medio termine: è quasi statisticamente impossibile non avere indovinato uno solo degli accorgimenti presi.

Tutta la verità alla fine è venuta a galla e, si spera, ormai è davanti a tutti l’evidenza che si è sbagliato tutto quello che si poteva sbagliare.

L’unico interrogativo che resta senza risposta è: si è trattato di incapacità o di dolo? Molti danni potevano essere evitati se solo non ci si fosse accaniti con un rigore sospetto anche di fronte ad evidenze logiche prima che scientifiche, che si presentavano,  via via, nel corso di questi lunghi, oscuri, anni.

ANTONIO ALBANESE

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