Mentre gli ingenuotti -sollecitati dal propagandista in chief– restano convinti che basti spegnere il condizionatore per vincere le guerre, le ricadute dei rincari energetici cominciano a suonare più di una sveglia.

Rincari che peraltro hanno finora poca giustificazione, visto che il gas dei russi continua a fluire allo stesso prezzo di prima nelle case di Roma come in quelle di Kiev (già, continuano a fornire energia anche allo Stato con cui sono in guerra). Non osiamo pensare a cosa accadrebbe qualora gli zelanti ignoranti che abbiamo al governo dovessero averla vinta, e quindi chiudere del tutto i rubinetti per far dispetto a Putin. Il ritorno istantaneo al Medioevo.

Se sembra un’esagerazione leggiamo cosa ha detto Nardella, sindaco PD di Firenze, appena due giorni fa: “Firenze non è in grado di pagare le bollette”. Ha poi spiegato che si trova davanti alla scelta di non pagare, oppure farlo ma poi chiudere scuole, nidi, mense, azzerare i servizi sociali agli anziani o la pulizia delle strade”. Anche se il bilancio è in linea, il Comune non può permettersi più questi costi energetici.

Mentre tutti, tranne i suddetti ingenuotti, assistiamo costernati alla continua chiusura di aziende che non riescono più a pagare la bolletta raddoppiata o triplicata, dalle palestre alle lavanderie industriali, dalle cartiere fino alle vetrerie, in pochi avevano pensato ai servizi pubblici. I sindaci, ormai diventati manager che devono far quadrare i bilanci, si ritrovano ad affrontare lo stesso dilemma del gestore della palestra: che faccio, chiudo?

Ma i servizi dello Stato non possono “chiudere”, non sono aziende sul mercato come piacerebbe ai turboliberisti. Lo Stato deve intervenire, e deve intervenire pesantemente, anche se dopo il Covid gli scostamenti di bilancio sono tornati verboten. Altrimenti, e in particolar modo se facciamo quel famoso dispetto a Putin, ci ritroveremo anche senza scuole, senza ospedali, senza tribunali,  senza insomma tutto ciò che ci separa dalla barbarie e che ha bisogno di energia per funzionare.

La distruzione creativa delle aziende decotte, che piace tanto a Draghi e ai suoi amici del WEF, insomma, la vedremo all’opera anche sulle basi di ogni società civile. Che tanto civile più non sarà.

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