È una guerra spirituale, ma il nodo è politico

Quella che si sta combattendo è la terza guerra mondiale, della quale le prime due sono state la logica e necessaria preparazione. Il grande capitale finanziario le ha volute, provocate, alimentate: ora sta lanciando l’attacco finale. Non più contro gli Stati, servendosi di altri Stati, ma direttamente contro i popoli e l’economia reale, poiché ormai ha eliminato tutte le ideologie potenzialmente avverse e controlla quasi tutti gli Stati, quindi non ha nemmeno bisogno di far scendere in campo navi da battaglia, divisioni corazzate e squadroni di bombardieri: gli basta mobilitare i politici, gli amministratori pubblici, i medici, i giornalisti, i dirigenti scolastici e, naturalmente, i capi delle forze dell’ordine. Non si tratta più di conquistare città e territori, né d’impadronirsi di aree strategiche o di zone industriali e minerarie: ora si tratta di sottomettere l’intera popolazione, di plasmarla come si fa col metallo fuso, d’imporle ogni genere di limitazione e di controllo, e più ancora di manipolare la sua mente, di far sì che essa stessa collabori volonterosamente alla propria schiavitù. Non è affatto difficile, quando si dispone dei mezzi d’informazione e dell’intera classe politica, tanto di governo che di sedicente opposizione, e per soprammercato anche del clero della ormai sedicente Chiesa cattolica. In fondo, si tratta solo di raccogliere i frutti di un paziente e metodico lavoro di seminagione che per anni, per decenni, ha destrutturato gradualmente tutti i punti di riferimento e tutte le realtà organiche e vitali, dalla famiglia alla scuola, dai partiti ai  sindacati, e dalla magistratura alle forze armate.

Che cosa si propongono i padroni del grande capitale finanziario? Vogliono, si dice, instaurare il Nuovo Ordine Mondiale. Benissimo. Niente più Stati, ma un super-Stato unico mondiale.

Niente più moneta corrente, niente più economia reale, niente più risparmio, niente più proprietà privata, ma solo un reddito base di cittadinanza. E niente più ombra di autonomia per la scuola, l’università, la ricerca scientifica, le istituzioni sanitarie e ospedaliere, i tribunali, il diritto.

Niente più automobile privata, drastica limitazione degli spostamenti individuali, riduzione al massimo del traffico aereo: come nei secoli passati, la popolazione tornerà ad essere strettamente legata al territorio; ma senza più la comune identità che ne faceva una comunità coesa e ben cosciente di sé. Tutto e tutti sotto costante controllo, spogliati di ogni risorsa e ridotti a vivere solo ed esclusivamente di ciò che passerà loro il super-Stato, beninteso a determinate condizioni. Prima fra tutte: la sottomissione al regime vaccinale permanente, che, dietro il pretesto di difendere la salute di tutti e di ciascuno, e inventando a tale scopo una successione infinita di sempre nuove pandemie e sempre nuove emergenze sanitarie, consentirà il controllo permanente di ogni singolo individuo mediante l’inserimento di microchip e la loro schedatura in un data-base generale di tutti i suoi dati personali, dal gruppo sanguigno alla posta privata, la navigazione in rete e la scrupolosa documentazione e archiviazione di tutti i siti frequentati e di tutte le informazioni scambiate sui social.

E poi? In fondo i padroni della grande finanza internazionale hanno già tutto il denaro che vogliono; e se gliene serve dell’altro, semplicemente lo stampano nella quantità desiderata, avendo il controllo di tutte le banche centrali. Dunque non hanno bisogno del denaro della gente comune e neppure delle riserve auree degli Stati: le controllano già. Non vogliono spogliare del denaro e dei risparmi le persone comuni per accrescere il loro capitale: lo fanno per ridurre tutti quanti alla condizione di nullatenenti ed instaurare, dall’alto, un super-comunismo ad uso e consumo della gente qualsiasi, riservando a se stessi un genere di vita completamente diverso, che di fatto vivono già. Ma a quel punto essi potranno non solo controllare il mondo, ma anche farsi adorare come dèi o semidei.

Quando tutti saranno sulla soglia della povertà e basterà dire una parola sbagliata per vedersi cancellato il reddito di cittadinanza, e così negato di fatto il diritto a sopravvivere, essi, detentori di tutta la ricchezza, di tutta la tecnologia, di tutta la forza materiale, e proprietari de facto di tutti i luoghi ove si fa cultura e si decide cosa è giusto e sbagliato, cosa è bene e cosa è male, cosa ha diritto di esistere e cosa deve scomparire, passeranno alla seconda e ultima fase del loro piano mondiale: porsi come divinità al di sopra dell’umanità comune, e pretendere per se stessi onori divini e una cieca e totale sottomissione da schiavi, pena la morte per chiunque osi opporsi ad una tale religione. Ecco perché il cristianesimo deve sparire, come del resto anche le altre fedi: perché rimanga solo la religione degli Illuminati; e non solo il corpo, ma anche l’anima delle persone sia pienamente sottomessa e annichilita.

Questa, dunque, è essenzialmente una guerra spirituale. Ora come ora, tuttavia, con la loro vittoria finale che già si profila all’orizzonte ma non è stata ancora pienamente realizzata, e tanto meno consolidata – perché ci sono molte, moltissime variabili che perfino essi stenteranno a controllare sino in fondo – il nodo della battaglia è politico.

Prendiamo il caso dell’Italia. La classe dirigente italiana è pienamente sotto il controllo dei Padroni Universali: non è fedele, perché è formata da uomini che non sanno cosa sia la fedeltà, ma è obbediente, perché sono tutti a libro paga e comunque sanno, pur nella loro limitata intelligenza, che in condizioni normali, ossia se ci fosse un vero gioco democratico, non potrebbero occupare le loro poltrone un minuto di più. Quindi hanno tutto l’interesse a obbedire incondizionatamente alle direttive del potere mondialista, che li mantiene in un ruolo, e sia pure di facciata, che offre numerosi vantaggi e nessuna responsabilità personale. Le categorie professionali sono allineate per interesse, per conformismo e per viltà; ma i politici lo sono perché conoscono la voce del padrone e perché, almeno dal 1992, cioè dai tempi del panfilo Britannia, lavorano in tal senso: per conto dei loro Padroni e perciò, di fatto, contro l’Italia e contro il popolo italiano. Tecnicamente parlando sono dei traditori, dei Quisling: sanno come stanno le cose e sanno chi stanno servendo e contro chi stanno agendo, ma non ne sono minimamente turbati: ad esempio, raccomandano ed impongono il falso vaccino e fingono di averlo assunto essi stessi, ma si sono fatti iniettare dell’acqua fresca o hanno porto il braccio a delle false siringhe dall’ago di plastica pieghevole. Loro sanno cosa c’è in quell’intruglio e si guardano bene dall’assumerlo, per sé e per i loro familiari: lo riservano alla mandria umana che devono gestire per conto dei loro Padroni; e lo trovano del tutto normale, perché si ritengono migliori e perciò aventi il diritto di sopravvivere, mentre l’uomo comune, inutile o nocivo a causa della sua eccessiva prolificità, deve essere sterminato per il bene dell’ecosistema, come si sterminano le zanzare con le apposite campagne d’irrorazione del DDT. L’infertilità e le malattie mortali indotte dal falso vaccino serviranno alla bisogna, e nessuno, nella classe medica asservita e indottrinata, solleverà il dubbio di una connessione fra i decessi e il siero genico.

Dunque, in questa fase, la battaglia è politica. I partiti, di governo e di opposizione, sono sotto il pieno controllo dei Padroni Universali. Ma se manca, di fatto, l’opposizione, allora vuol dire che la democrazia è morta: ci troviamo in un totalitarismo a fatica mascherato, ove pensarla diversamente dal regime al potere equivale ad un reato di lesa maestà e va punito coi rigori della legge, o, in alternativa – e come brillantemente propone un tipico esponente della cultura odierna, il filosofo Umberto Galimberti – con il trattamento sanitario obbligatorio. Così imparano a rompere le scatole. D’altra parte, questa situazione non è del tutto priva d’incognite per loro, e di possibilità di reazione per noi. Controllano i partiti, ma non controllano del tutto l’opinione pubblica. Ne controllano una bella fetta, ma forse non tanto grande quanto sembra: molte persone si sono adattate e sottomesse più per paura o per mancanza di senso critico che per convinzione. È su questa fetta di non rassegnati e di non convinti, e anche su quella dei convinti a metà e dei sottomessi con riserva che si deve fare leva. Bisogna rivolgersi a costoro: aprire un dibattito in ogni luogo ove ciò sia possibile; e se non lo si può far fisicamente, allora lo si faccia per via informatica. Il regime che essi vogliono imporre è così innaturale, così mostruoso, così contrario allo stesso istinto di sopravvivenza, che passare alla seconda fase del loro piano non sarà una passeggiata neanche per chi dispone di un potere così enorme. Dalla parte delle persone comuni restano il buon senso, la morale, l’istinto di conservazione; rimane il buon diritto di chi lotta per la verità, per la libertà e la giustizia. Non è poco. Non bisogna scoraggiarsi, né dare per scontato che le cose finiranno come vogliono essi. L’ultima parola non è ancora stata detta. Coraggio. Dio, che è la Verità, sta con noi e contro di loro.

FRANCESCO LAMENDOLA

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