Da cantare Pfizer Bells a Natale a sedere in Parlamento, o anche più in alto, c’è un niente. Ora che il vento del Covid all’estero è cambiato, ora che perfino il Draghistan non è più quello di una volta, i virostar (televisivi e non) non possono non pensare a come riciclarsi in un futuro che appare sempre più prossimo. E darsi alla politica? A qualcuno l’idea piace.

Negli ultimi giorni Walter Ricciardi, consulente del ministro Speranza, ha addirittura annunciato la discesa in campo in Azione, a fianco ell’ex ministro Calenda. Ma andiamo con ordine.

Dei tre virologi che per Natale si trasformarono in cantori, Andrea Crisanti è l’unico ad aver esplicitamente scartato già in tempi non sospetti la possibilità di diventare onorevole. In estate, ha detto no alla candidatura alle elezioni suppletive per il seggio di Verona al Senato. Glie l’avevano offerta PD e M5S, sarebbe stata la prova generale di una convergenza elettorale che, allora, aveva la prospettiva di estendersi. Ma per un Crisanti che va, c’è un Bassetti che viene.

Invece Matteo Bassetti, virologo così mediatico da avere perfino un social media manager, non si tira indietro neanche di fronte alla prospettiva di un futuro da ministro. Ha confessato infatti in tv un paio di settimane fa che non gli dispiacerebbe completamente fare il tecnico prestato alla politica e che secondo lui il ministro della Salute dovrebbe essere un tecnico.

In quanto a tecnici prestati alla politica e ai relativi disastri, l’Italia ha già fatto il pieno con Draghi e con tanti dei suoi ministri. Al peggio tuttavia notoriamente non c’è fine: che il Cielo, almeno stavolta, ce ne scampi.

Nella stessa occasione televisiva il terzo virologo canterino, Fabrizio Pregliasco, ha ammesso anche lui di non essere insensibile alle sirene della politica: “Chi lo sa, non ci ho mai pensato”. Inoltre Pregliasco ci ha reso edotti del fatto che si sente un democristiano.

Il presente ci ha insegnato a rimpiangere perfino i democristiani dei tempi che furono. Erano uomini di ben più alta levatura rispetto a certi omuncoli del presente. Chissà se lassù i Fanfani e gli Andreotti si sentono onorati dalla prospettiva di avere Pregliasco per collega.

E infine Walter Ricciardi, il consulente del ministro Speranza. Il dottor Ricciardi ha affermato di non riconoscersi nella sinistra di cui il ministro suo superiore (egli dice) è esponente e di essere pronto a candidarsi a fianco di Calenda, che ha recentemente fondato il partito Azione.

Ai tempi che la statura politica dei Fanfani e degli Andreotti ci ha insegnato a rimpiangere, la sinistra difendeva coloro che venivano economicamente e socialmente bastonati. Se uno come Berlinguer sentisse che Speranza è ora considerato di sinistra, gli verrebbe probabilmente un feroce attacco di gastrite. Ma tant’è.

Piuttosto, è interessante notare una cosa. Walter Ricciardi dice di far parte dei promotori di Azione. Sul sito di Azione, i nomi dei promotori sono stati cancellati. I loro nomi sono solo più nella copia cache conservata da Google: affrettarsi a consultare, fra un po’ sparisce anche quella. Qui sotto, comunque, c’è lo screenshot.

promotori partito azione calenda ricciardi

Non si sa per quale motivo Azione abbia cancellato dal sito i promotori. Ci si può domandare se per caso si vergognava Calenda, se si vergognava Ricciardi o se invece il motivo è tutt’altro. Sta di fatto che, a quanto risulta dalla copia cache, fra i titoli di Ricciardi non compare quello di consulente di Speranza. Anche questo è un segno dei tempi. Però stavolta dei tempi futuri.

GIULIA BURGAZZI

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