Mi stupisco che il mondo non si sia fermato.

Cammino nella mia città e osservo le persone, a volte incrocio i loro sguardi, e mi chiedo silente come fanno, se lo fanno.

Come possono alzarsi al mattino, andare al lavoro e tornare a casa, di sera, come se nulla fosse.

Mi domando se siano più forti di me; più razionali; più indifferenti; o solo più impaurite, e quindi piegate.

Perché sta per cambiare, il mondo. È già un ricordo, la libertà.

Tremo. Per come mi sentirò, quando mi impediranno di entrare. E non sarò capace di tacere.

Tremo. Per gli amici, che forse perderò.

Tremo. Per la solitudine, il freddo profondo nell’anima, lo sgomento che proverò all’arrivo dell’autunno, quando il mio piccolo appartamento sarà rifugio, e prigione.

È consuetudine delle dittature utilizzare un linguaggio edulcorato per propagandare e imporre l’orrore: GREEN PASS.

Come suona bene, vero?

Tu sì, tu no.

Io no.

Io sono quel sorcio al quale Il virologo B. vuol pagare Netflix.

Io sono il ratto-Helene di Schindler’s List.

Io sono un essere umano.

Prima di scrivere una sola parola d’odio, una di troppo, contro chi è colpevole di rivendicare per sé il diritto di poter scegliere (oggi: di non volersi sottoporre a un siero sperimentale; domani a chissà cos’altro) senza recare alcun danno (sappiamo ormai tutti che i vaccinati sono “contagiosi” tanto quanto i non vaccinati; e che le cure esistono, si chiamano terapie domiciliari, e sono state boicottate), si pensi alla marea di gente che ha invaso pacificamente le strade e le piazze di questo nostro meraviglioso Paese, così miseramente vilipeso.

Si rifletta sulla vergogna di divenire delatori, accusatori, fanatici persecutori di chi ha manifestato per la propria dignità e i propri diritti inalienabili, e per quelli di chiunque venga calpestato arbitrariamente da un potere cieco e menzognero.

Erano migliaia, sabato 24 luglio 2021.

Noi lo sappiamo. Lo abbiamo visto. Liberi e coraggiosi esseri umani, prof. B. Non sorci.

REBECCA RAINERI

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