di Vanni Trentalance.

Solo due anni fa la mia compagna è stata cacciata dall’Università mentre faceva lezione davanti ai propri studenti sulla base di una sfacciata, scandalosa truffa ideologica e scientifica e nessuno di voi antifascisti da operetta ha osato alzare nemmeno un sopracciglio: siete stati vergognosi, vigliacchi, ipocriti da fare schifo e ora avete pure il coraggio di gridare al fascismo perché un mediocrissimo intellettuale che si fa regolarmente fotografare pensoso appoggiato alla libreria del salotto, le cui patacche di articoli te le ritrovi ovunque, sui giornali dei padroni, da anni, a ripetere sempre la stessa solfa sul fascismo di un secolo fa mentre fino a ieri stava lì a sbavare dietro al più potente, influente, politicamente e mediaticamente protetto tecnocrate che abbia mai governato l’Italia – un fottutissimo ex banchiere centrale che aveva appena varato la più violenta, ingiusta, discriminatoria, liberticida legge che la nostra sciagurata repubblica ricordi – con editoriali imbarazzanti nei quali in sostanza lo invitava a prendersi pieni poteri, dicevo state lì a gridare al fascismo perché a questa macchietta di scrittore, a questa caricatura di intellettuale sarebbe stata censurata una cacata di monologo che già si può leggere ovunque, postata pure dalla bacheca facebook della Meloni e proposta dietro solito cachet da piddino della Ztl e che com’era prevedibile consiste nella solita insulsa tirata gonfia di retorica dozzinale e ipocrita.
Beh, credo davvero che dovreste andarvene 4ff4ncu10.

P.S. della Redazione, a proposito di censure. Sono interessanti nel merito da un’altro punto di vista anche queste osservazioni generali sull’ipocrisia di molta politica e molta stampa che cavalca il caso Scurati, formulate da Alessandro Orsini, che pure esprime solidarietà ad Antonio Scurati:

Quanto ad Antonio Scurati, faccio notare quanto segue a quell’ipocrita di Massimo Gramellini, a quell’ipocrita di Maurizio Molinari, a quell’ipocrita di Luciano Fontana e a quel grandissimo ipocrita di Stefano Bonaccini. Nel marzo 2022, quando la Rai di Mario Draghi e del PD di Enrico Letta strappò il mio contratto con “Carta Bianca” per avere esposto il risultato delle mie ricerche accademiche sulla crisi tra Russia e Ucraina, questi quattro ipocriti non soltanto non protestarono (Bonaccini fu tra i promotori della cancellazione del contratto), ma mi ritrassero addirittura come un uomo meritevole del massimo disprezzo per avere detto la verità sulla guerra, cioè che la Russia avrebbe distrutto l’Ucraina per impedirle di entrare nella Nato e via con milioni di insulti fomentati dal quartetto. Aldo Grasso, che scrive accanto a Gramellini, chiese addirittura la chiusura di Carta Bianca – dico la “chiusura”! – per impedirmi di parlare. Ma di che cosa stiamo parlando? Il problema della censura in Italia esiste, ma è nel sistema culturale del nostro Paese e andrebbe affrontato seriamente. Solidarietà con Scurati. Però Repubblica, Corriere della Sera e Bonaccini (vari) non hanno alcuna credibilità nell’indignarsi contro la censura. La lotta contro la censura in Italia è, innanzitutto, la lotta contro di loro.

(Alessandro Orsini)

 

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