Continua la discesa agli inferi in Ucraina. Il Ministero della difesa russo, con a capo il Tenente Generale Kirillov, evidentemente ben lontano dall’aver terminato le ricerche di prove o campioni di (potenziali) armi bio-chimiche nell’area ucraina, sta raccogliendo ogni giorno nuovi materiali che dimostrerebbero la sperimentazione da parte dell’Occidente delle sostanze peggiori soprattutto su civili inconsapevoli.

Un recente comunicato emanato sul sito dell’ambasciata russa in Italia fa una rassegna di quelli che sono gli ultimi aggiornamenti in merito ai biolab e alle armi e documenti rinvenuti durante le operazioni speciali nella zona.

Kirill  nel comunicato racconta in particolare di droghe somministrate ai soldati ucraini, stimolanti e oppiodi, nonché metadone, somministrazione dei quali che almeno in parte spiegherebbe l’incredibile aggressività degli stessi in Donbass e nelle altre operazioni di guerra.

Il ritrovamento é stato possibile sia attraverso prelievo di campioni da militari ucraini che volontariamente hanno deposto le armi, sia attraverso documenti abbandonati in diversi laboratori esaminati dalle forze russe. Ricordiamo infatti che é possibile rinvenire gran parte di queste sostanze anche a distanza di mesi dall’assunzione nei capelli, in organi ed in tessuti umani.

Il mondo militare certo non é nuovo all’utilizzo di droghe di questo tipo, tutti ricorderanno sicuramente le sostanze somministrate ai soldati tedeschi durante l’era nazista nel secondo conflitto mondiale, sostanze che avevano come compito primario quello di non permettere ai soldati di provare dolore, stanchezza o di avere una qualche sorta di freno etico nei confronti delle azioni commesse in guerra.

La droga del soldato perfetto la potremmo chiamare. Una definizione (ed una realtà) che mette i brividi, e che davvero riporta agli anni di hitleriana memoria, ma che tuttavia é facilmente dimostrabile attraverso i reperti rinvenuti sui soldati che si sono messi a disposizione.

Tutto questo é stato via via catalogato con cura ed utilizzato da chi di dovere per dimostrare e condannare i crimini di guerra del regime di Kiev, al termine della repertazione e della raccolta di prove.

Ma come ci si aspetterebbe non é certo la droga nei soldati l’unica cosa trovata durante le ultime operazioni. Di recente é infatti stata liberata Rubezhnoe, una piccola cittadina della Repubblica di Lugansk.

Rubezhnoe é apparsa subito come un altro sito decentrato dell’occidentale Big Pharma, in quanto vero e proprio laboratorio a cielo aperto per cavie locali.

Pazienti psichiatrici, poveri, volontari pagati pochissimo si sono prestati a servire le case del farmaco per avere i test svolti a costo quasi zero e rivendere poi i propri prodotti con profitti altissimi.

Quale imprenditore non vorrebbe avere la massima resa con il minimo investimento?

Oltre a questo ritorna infine prepotente lo spettro della guerra batteriologica su dna targetizzato.

Si ricorderà una questione che già aveva inquietato il Cremlino nel 2017, quando si scoprì che l’Air Force americana faceva strani prelievi esclusivamente su individui russi “per ottenere marker specifici, si disse, ma molto più realisticamente parlando per la fame e il desiderio di costruire armi che uccidevano solo particolari gruppi di individui a richiesta.

Un inquietante Killing on demand, insomma.

Ecco ritorna lo spettro del batterio verso l’uno o l’altro gruppo etnico e di questo é stato informato anche Jason Crow rappresentante repubblicano della House, il quale a sua volta, ha spinto la popolazione statunitense a non partecipare a nessun test che richieda materiale umano, poiché lo stesso potrebbe essere rivenduto a enti terzi ed utilizzato ai fini di cui sopra.

Crow ha espressamente dichiarato davanti alle telecamere che, allo stato attuale delle cose, é possibile che si prenda il DNA di un soggetto e si crei un’arma biologica o chimica rivolta direttamente contro quel soggetto. Il politico ha quindi invitato gli americani a prestare la massima attenzione e ha cercato di divulgare la questione per quanto possibile per aumentare questa dolorosa presa di coscienza e consapevolezza nei cittadini.

La stessa cosa“, continua Crow con il suo team, “é possibile farla e addirittura in maniera più semplice, per colpire raccolti o bestiame di popolazioni che si vogliono far morire per la carestia”

L’impunità degli Stati Uniti d’America ha causato nel corso dei decenni la possibilità che gli stessi non solo migliorassero le tecniche di laboratorio, ma ampliassero anche le aree dove testavano i prodotti per verificarne la validità e l’efficacia.

Il Covid19 e molto altro messo in giro prima (come ad esempio le varie influenze con spillover da animale a uomo), nel mentre e anche dopo, paiono proprio rientrare in questa categoria di bioarmi, afferma Kirill.

Difficile contenersi quando non si incontrano ostacoli sulla propria strada. Così é stato per gli Stati Uniti e per i Democratici, sempre secondo le forze russe.

E cosa fare poi se invece qualche ostacolo si incontra? Si può sempre eliminare. Pensiamo a illustri scomparse.

Pare infatti che anche dietro la morte del leader sudamericano Chavez ci sia una dinamica molto simile.

Il 18 luglio 2022 Maduro, presidente del Venezuela, ha infatti denunciato il coinvolgimento degli Stati Uniti nella morte di Hugo Chavez, avvenuta il 5 marzo 2013, colpevole secondo Washington di portare avanti una politica anti americana .

Kirill sostiene che fonti interne del paese dell’America Latina sarebbero in possesso di informazioni secondo le quali da anni gli Usa stavano provando ad uccidere Chavez senza tuttavia riuscirvi. La cosa é invece stata poi possibile quando Claudia Diaz, un membro dello staff presidenziale, avrebbe avvelenato l’ex presidente con una bio-arma capace di provocare patologie su misura impossibili da curare e farmaco resistenti.

Ad affermare questo tipo di dinamica ed eziologia patologica furono i medici che ebbero allora in cura Chavez e che riportarono le loro perplessità.

Si può star sicuri che, dopo tutto quello che si é visto, questo non sarà certo l’ultimo comunicato che Kirill rilascerà in merito alle armi biologiche. Piuttosto potremmo chiederci cos’altro aspettarsi dopo tutto quello che abbiamo già sentito.

Lo sapremo.

MARTINA GIUNTOLI

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