Dopo il deciso rifiuto di Mattarella a concedere il bis come fece Napolitano ecco che si profila lo scenario di un Mario Draghi Mega Presidente Clamoroso della Repubblica e del Consiglio in una botta sola. Questa è oramai più che un’ipotesi, e diversi media mainstream oramai nel parlano apertamente.

Lo scenario che si presenta è complicatissimo a livello costituzionale. L’elezione a Capo dello Stato dovrebbe, per legge, essere considerata un impedimento temporaneo a continuare l’incarico come premier: a qiuesto punto subentra come reggente il ministro più anziano, ovvero Renato Brunetta, l’uomo della sadicocrazia. ma si formerebbe un garbuglio complicatissimo per cui non si sa chi guiderà le consultazioni.

Qualora invece l’elezione di Draghi avvenisse prima della scadenza del settennato di Mattarella il prossimo 3 febbraio, bisognerebbe accelerare le dimissioni del Capo dello Stato. Ma siamo in Italia, e tutto procederebbe in maniera elefantiaca, quindi ci sarebbe bisogno di una reggenza del Colle, probabilmente ad opera della Casellati. se invece l’elezione avvenisse dopo il 3 febbraio ci sarebbe il tempo, fino al giuramento del nuovo presidente, per evitare le elezioni anticipate.

Insomma, si stanno mettendo in campo tutti i bizantinismi possibili per far sì che Draghi sia presidente della Repubblica e del Consiglio allo stesso tempo. In pratica un dictator.
La storia ha diversi esempi di repubbliche poi diventate di fatto dittature dopo essere state svuotate della loro Costituzione. Abbiamo la storia romana, coi casi di Silla, di Giulio Cesare e di Augusto che uccisero la Repubblica romana.

Ma il caso più vicino e più inquietante è quello di Adolf Hitler alla fine della Repubblica di Weimar. Il Fuhrer venne eletto cancelliere ricevendo l’incarico dal presidente della Germania Paul von Hindenburg. Dopo aver messo fuorilegge le opposizioni con lo stato di emergenza scaturito dall’incendio del Reichstag alla morte di von Hindenburg Hitler, acclamato come salvatore della Germania dopo il duro periodo di Weimar, assommò nelle sue mani le cariche di cancelliere e presidente.

E tutto quello che vediamo, dal salvatore della Patria allo stato di emergenza, da un parlamento senza opposizione ad una nuova tessera discriminatoria, sta portando l’Italia esattamente verso quello scenario.

ANDREA SARTORI

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