Draghi in conferenza stampa: sì, arriverà l’obbligo vaccinale

Un giornalista chiede:

Non appena l’Ema e l’Aifa approveranno i vaccini, che non saranno quindi più emergenziali, si penserà all’obbligo vaccinale? E inoltre, è prevista la terza dose?

Risposta di Draghi:

Sì a entrambe le domande. Lascerei altre spiegazioni al ministro Speranza. Ma la risposta è: SI’, a entrambe le domande.

La conferenza stampa di oggi del Presidente Draghi lascia poco spazio all’immaginazione. Molto spazio a paure, ansie, domande, ma poco alle residue speranze. Caratterizzata delle consuete bugie, mai rilevate da nessuno dei giornalisti inutilmente presenti, ha presentato due rivelazioni. La prima: il green pass verrà esteso ad altre situazioni e ad altre categorie. Null’altro precisato. Come accade da ormai 18 mesi, i cittadini vengono tenuti col fiato sospeso e abbandonati a continue illazioni: a chi toccherà stavolta? Agli statali, ai privati, ai bar all’aperto? Tutti spettatori di un serial Netflix.

La seconda: molto probabilmente avremo l’obbligo vaccinale. Anche qui, nessun giornalista ha osato chiedere lumi, ma la risposta secca di Draghi e il successivo ribadire con tanto di ditino alzato, fanno perfettamente capire come andrà a finire. Uniamo le due notizie, e l’incubo distopico è servito.

Ma andiamo con ordine. Il Presidente del Consiglio esordisce con una doverosa manifestazione di solidarietà, naturalmente riservata a quei quattro personaggi illustri a cui è toccato qualche insulto dai cosiddetti novax. Dimenticando che è il Presidente di tutti, inclusi quei quasi 20 milioni di cittadini italiani non vaccinati e che oggi sono discriminati, cacciati, insultati. Un terzo del Paese. Per loro nessuna solidarietà, anzi, la solita stigmatizzazione.

Stigmatizzazione che arriva anche dal ministro scolastico Bianchi, che ci tiene a sottolineare compiaciuto come, in uno slancio di generosa concessione, nelle classi dove sono tutti vaccinati si potrà togliere la mascherina. Immaginiamo la sorte di quell’unico ragazzino non vaccinato che costringerà tutti gli altri a mascherarsi, in una situazione alla Full Metal Jacket. Il maestro lo chiamerà “soldato Palla di Lardo”?

Si prosegue poi con la solita dose di sfacciate frottole. La Gelmini che esulta per i 38 milioni di italiani “immunizzati” (ben sapendo che il vaccino non immunizza per niente), e Speranza che con una faccia di bronzo senza pari comunica:

i dati che ci arrivano da tutto il mondo confermano che i vaccini sono efficaci e sicuri.

Forse c’è stato un ritardo sui dati in arrivo da Israele, perché colà oggi si è battuto l’ennesimo record di contagi. Ben 16 mila, nell’unico Paese dove si sta già somministrando la terza dose.

Tralascio il resto della conferenza, perle quali “il sistema industriale dovrà modificarsi in modo sostenibile quindi tante aziende chiuderanno”, o lo Stato che dovrà “addestrare” (testuale) i lavoratori. Affermazioni gravissime che da sole meriterebbero un libro.

E i giornalisti presenti? Nel giorno in cui si annuncia il futuro obbligo vaccinale, abbinato a lasciapassare esteso, non hanno nulla da rilevare. A parte qualche domanda sull’Afghanistan, ai nostri eroici gazzettieri interessa una ed una sola cosa, chiesta a Draghi almeno 10 volte:

Cosa ha intenzione di fare con Salvini?

 

 

Debora Billi

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