Come avveniva per il Ministero della Verità di Orwell, dagli Stati Uniti viene creata e diffusa una propaganda che plasma la nostra percezione della guerra in Ucraina. Viene ideata dalla CIA,  raccontata dal Dipartimento di Stato e viene poi pubblicata dai media. Ogni singolo tassello fa la sua parte.

Chi doveva essere eroe e chi il cattivo é un’operazione che é stata decisa fin dall’inizio. I media hanno scritto la storia come a loro pareva ed hanno creato il mito della “guerra non provocata”. Come se l’inizio di una guerra da parte della Russia non fosse di per sé sufficiente a considerarli cattivi nelle nostre menti, invece i media ovunque hanno aggiunto l’aggettivo “non provocato” proprio per creare il concetto di  supercriminale, un concetto necessario per giustificare ed alimentare la guerra.

Come se la NATO non avesse infranto la sua promessa di non invadere i confini della Russia. Come se le preoccupazioni per la sicurezza della Russia non fossero state ignorate. Come se la Russia non fosse stata circondata da basi militari e missili. Come se l’Ucraina non fosse stata letteralmente ricoperta di armi. Come se Eltsin e Putin non avessero protestato per la situazione e tracciato le linee rosse (per anni), poi comunque oltrepassate.

Gli eroi e i cattivi sono stati ulteriormente sviluppati e caratterizzati da storie arrivate appositamente dall’Ucraina nei primi giorni della guerra. Il primo giorno di guerra, una nave russa puntò i suoi cannoni contro Snake Island e chiese la resa delle forze ucraine. Con i supercriminali russi  da una parte ed i supereroi ucraini  dall’altra, gli ucraini hanno coraggiosamente sfidato i russi e i russi hanno ucciso spietatamente gli ucraini. Le guardie ucraine “sono morte eroicamente“, ha detto Zelensky , promettendo che “tutte saranno insignite postume del titolo di Eroe dell’Ucraina“.

Ma le guardie in verità non hanno potuto ricevere nulla dopo la morte perché semplicemente non erano morte . Sono state catturate e rilasciate dopo pochi giorni infatti. Ma quando i personaggi sono creati come abbiamo detto, poi si possono solo aumentare le caratteristiche dell’una e dell’altra parte.  Visto che i fatti non bastavano per avere supercriminali e supereroi, la narrativa li ha dovuti creare in questo modo.

Solo pochi giorni dopo, una nave da guerra russa è stata gravemente danneggiata o distrutta dalle forze ucraine, come avvenuto per le guardie di Snake Island, per presentarsi tuttavia pochi giorni dopo.

I media occidentali non avrebbero problemi nel ripulire la storia e questa storia da ciò che a loro non va bene, ridefinendo buoni e cattivi, cancellando gli ultranazionalisti ucraini, partendo dall’eliminazione del loro ruolo nella guerra in Donbas, fino al ruolo che hanno avuto nel 2019  quando hanno fatto pressione su Zelensky affinché non facesse pace con la Russia, o affinché non venissero firmati gli accordi di Minsk,  fino poi agli avvenimenti di oggi.

Da allora in poi gli Stati Uniti hanno cominciato la stesura della loro perfetta sceneggiatura, con il personaggio del supercriminale, che la gente percepisse esattamente per come la stavano buttando giù. Parte della sceneggiatura doveva dipingere i russi come spietati killer di innocenti civili. Non dovevano semplicemente ucciderli, ma farlo da veri e propri supercriminali.

Tuttavia ad un analista senior della Defense Intelligence Agency é scappato che nel primo mese di guerra, “quasi tutti gli attacchi a lungo raggio sono stati fatti contro obbiettivi militari”, e lo ha fatto trapelare a Newsweek. Un ufficiale dell’aeronautica in pensione, che lavora con un “grande appaltatore militare vicino al Pentagono”, ha confermato a Newsweek la stessa cosa, e cioè che “l’esercito russo ha effettivamente mostrato moderazione nei suoi attacchi a lungo raggio“.

Il consigliere ha dichiarato: “Se semplicemente ci vogliamo o ci vogliono convincere che la Russia sta bombardando indiscriminatamente . . . allora non stiamo vedendo il vero conflitto”.

Nell’articolo poi si sottolinea che gli Stati Uniti hanno lanciato più missili il primo giorno in Iraq nel 2003 di quanti ne abbia lanciati la Russia sull’Ucraina nei primi 24 giorni. “La stragrande maggioranza degli attacchi aerei avviene sul campo di battaglia, con aerei russi che forniscono soltanto supporto aereo ravvicinato alle forze di terra. Il resto – meno del 20 per cento, secondo gli esperti statunitensi – è stato destinato a aeroporti militari, caserme e depositi di supporto”. 

L’analista della DIA ha poi concluso che:

“Questo é ciò che dimostrano i fatti. Questo mi suggerisce, se non altro, che Putin non stia attaccando intenzionalmente i civili. . . . So che le notizie continuano a ripetere che Putin sta prendendo di mira i civili, ma non ci sono prove che la Russia lo stia facendo intenzionalmente”.

Più recentemente, un alto funzionario della DIA ha detto a Newsweek: 

“E’ una brutta situazione, non potrei dire che non lo é. Ma non posso fare a meno di sottolineare che al di là del clamore suscitato dalle notizie, non stiamo vedendo con chiarezza i fatti della guerra. Laddove ci sono stati intensi combattimenti a terra e una situazione di stallo tra le forze ucraine e russe, la distruzione é quasi totale. Ma in termini di danni effettivi a Kiev o in altre città al di fuori della zona di battaglia, e per quanto riguarda il numero complessivo di vittime civili, le prove contraddicono la narrativa dominante”.

Secondo Washington e i media, invece, la Russia non ha preso di mira solo i civili fin dall’inizio della guerra, ma ha anche pianificato possibili attacchi con armi chimiche. Lo stesso presidente Biden ha affermato che Putin stesse valutando l’utilizzo di armi chimiche in Ucraina. Tuttavia un “alto funzionario della difesa degli Stati Uniti”, in una fuga di notizie riportata da Reuters il 22 marzo, ha affermato che “non vi era alcuna indicazione che sarebbe accaduto nulla di quello che era stato indicato come imminente”.

Due settimane dopo, “tre funzionari statunitensi” hanno detto a NBC News che “non ci sono prove che la Russia abbia portato armi chimiche vicino all’Ucraina“.  Hanno detto di aver usato questa strategia di disinformazione, per “dissuadere la Russia dall’usare armi apertamente vietate”.

La campagna di disinformazione é coordinata dal Consiglio di sicurezza nazionale della Casa Bianca. Le informazioni declassificate rilasciate, hanno detto i funzionari, “non erano solide:” stavano solo pubblicizzando “informazioni di intelligence non di elevato grado di sicurezza“. Era semplicemente  propaganda usata nella guerra di disinformazione contro la Russia. Ma si deve comprendere che quella disinformazione viene data in pasto all’opinione pubblica statunitense, ed é poi quello che modella la percezione che la gente ha della guerra, aumentando il loro fervore bellico.

Il promesso attacco “false flag” contro il popolo di lingua russa del Donbas che avrebbe giustificato l’invasione russa e prodotto un video di cadaveri falsi, non si é poi mai materializzato.

Gli Stati Uniti hanno anche cercato di “entrare nella testa di Putin” e, cosa ancora più importante, modellare la percezione pubblica in Occidente attorno ad un Putin debole, incompetente e disconnesso, facendo arrivare alla gente il messaggio che Putin é stato fuorviato dai suoi consiglieri in merito alle decisioni militari da prendersi nel conflitto della Russia in Ucraina. Mentre alcuni funzionari hanno affermato che l’intelligence era affidabile, altri hanno affermato che “non era un elemento definitivo, e si basava più sull’analisi personale che su prove concrete“. Interrogato in merito, Biden ha successivamente definito la cosa come “semplice speculazione” e “niente più che una domanda aperta”.

Un altro caso di divulgazione della disinformazione, al fine di modellare negativamente la percezione pubblica della Cina, e di continuare a tenere un cuneo tra Russia e Cina,  é stato l’affermazione dei funzionari statunitensi secondo cui la Russia avrebbe chiesto alla Cina di fornire armi. Funzionari europei e statunitensi hanno detto alla NBC che quell’accusa “mancava di prove concrete” e che, in effetti, “non ci sono indicazioni che la Cina stia considerando di fornire armi alla Russia“.

Mentre i funzionari statunitensi affermano che la guerra della disinformazione ha lo scopo di scoraggiare le azioni russe e di far comprendere cosa passa per la testa a Putin, allo stesso tempo però viene data in pasto agli americani e penetra nelle loro teste, modellando le loro percezioni su Putin, la Russia e la guerra.

La formazione della mente americana attraverso i media é da lungo tempo connessa con la CIA. Nel primo quarto di secolo dell’esistenza dell’agenzia, secondo Carl Bernstein , “più di 400 giornalisti americani. . . ha svolto incarichi per la Central Intelligence Agency, secondo i documenti archiviati presso la sede della CIA. Di tanto in tanto, “i dipendenti della CIA a tempo pieno si mascheravano [ndr] da giornalisti all’estero“. La cooperazione includeva articoli scritti dalla CIA che giravano quasi parola per parola sotto i titoli degli editorialisti e “diffondevano disinformazione esclusivamente vantaggiosa per la politica americana”.

La guerra della disinformazione non si limitava alle nuove organizzazioni. Il Comitato della Chiesa rilevò che, alla fine del 1967, la CIA aveva già sovvenzionato la pubblicazione di oltre mille libri.

Già nel 1955, la CIA stava collaborando con Hollywood per modellare la mente americana attraverso i film. In Finks: How the CIA Tricked the World’s Best Writers , Joel Whitney afferma che “l’obiettivo era ‘inserire nelle loro sceneggiature e nelle loro azioni le idee giuste con la giusta accuratezza’“. I capi di stato maggiore congiunti hanno partecipato per decidere come quei messaggi dovessero essere inseriti nei film, e hanno effettivamente incontrato le principali figure di Hollywood presso l’ufficio del regista John Ford degli MGM Studios.

La CIA sarebbe arrivata al punto di far infiltrare agenti negli studi di Hollywood. La Paramount Studios aveva persino un dirigente addetto alla censura che era un agente della CIA, il quale si assicurava che i film della Paramount eliminassero qualsiasi contenuto o critica anti-americana nei confronti della politica estera degli Stati Uniti.

Allora, dov’é la verità? Per la maggior parte degli americani, essere cittadini del mondo informati che partecipano alla democrazia significa rivolgersi ai giornali e alle testate giornalistiche. Tuttavia sappiamo che quei giornali e quelle testate giornalistiche stanno riportando la disinformazione creata e modellata dalla CIA, dal Dipartimento di Stato e dalla Casa Bianca, disinformazione che sta letteralmente plasmando la percezione e le menti del popolo americano.

di Ted Snider, traduzione Martina Giuntoli

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