L’artista e curatore Davide Dormino racconta il senso profondo dell’iniziativa “EMP_T_Y – Colmiamo il vuoto”, che mette al centro l’empatia come atto politico, civile e artistico. Un dialogo sul potere della testimonianza, sul ruolo dell’arte nei tempi di guerra e sulla necessità urgente di riempire i vuoti del nostro tempo con presenza, parola e responsabilità.

Il progetto “EMP_T_Y – Colmiamo il vuoto”, ideato dall’artista e curatore Davide Dormino, si propone di affrontare la questione palestinese attraverso l’arte e l’empatia, considerandole strumenti fondamentali per la testimonianza e la consapevolezza collettiva. In un contesto globale segnato da conflitti e disumanizzazione, Dormino sottolinea l’importanza di colmare i vuoti culturali, politici e umani che caratterizzano la nostra società. L’iniziativa si svolgerà il 31 maggio presso l’Atookstore di Roma e coinvolgerà artisti, critici d’arte, giornalisti e attivisti, creando un dialogo aperto e accessibile a tutti.
Il vuoto, secondo Dormino, non è solo un’assenza grafica, ma rappresenta una mancanza di empatia e umanità che accomuna molti individui. L’artista invita a riflettere su come ciascuno possa contribuire a riempire questo vuoto, sia come cittadini che come artisti. La scelta di utilizzare segni grafici mancanti simboleggia la necessità di rendere visibili le ingiustizie e le sofferenze che spesso vengono ignorate. In questo senso, l’arte diventa un atto politico, capace di sollecitare l’attenzione su temi urgenti e di stimolare una risposta emotiva e consapevole da parte della comunità.
Il ruolo dell’arte, secondo Dormino, è quello di mettere in discussione le convenzioni e di far emergere la verità, anche quando questa è scomoda. L’artista critica la paura di alcuni colleghi di prendere posizione su questioni delicate, come quella palestinese, evidenziando come il silenzio possa essere complice delle ingiustizie. La necessità di una testimonianza viva diventa quindi un imperativo morale, soprattutto in un momento storico in cui la verità è frequentemente oscurata da narrazioni ufficiali e da una cultura della paura.
In questo contesto, l’iniziativa di Dormino si propone non solo di sensibilizzare l’opinione pubblica, ma anche di unire diverse voci e prospettive, creando un ponte tra artisti e attivisti. L’evento mira a promuovere una riflessione collettiva sulla responsabilità individuale e collettiva di fronte alle ingiustizie, sottolineando come l’empatia possa trasformarsi in uno strumento di giustizia e consapevolezza. Attraverso l’arte e il dialogo, si cerca di risvegliare una coscienza collettiva che non possa più ignorare il dolore e la sofferenza di chi vive in condizioni di guerra e oppressione.
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