Intelligenza Artificiale sempre più al centro del mondo della  didattica: materia di dibattito nel mondo scientifico che si preoccupa di preservarne la sensibilità, di recente è diventato il leitmotiv anche di taluni che vorrebbero rieducare il mondo della scuola plasmandolo sul modello dell’intelligenza digitale.

Anche il Ministero dell’Università e della Ricerca sta rivedendo i parametri di valutazione per l’ Abilitazione Scientifica Nazionale, requisito per partecipare ai concorsi indetti dagli atenei e istituti di ricerca: nel farlo, il ministro Messa ha anticipato che le valutazioni dei candidati saranno affidate non più ad una commissione nazionale ma a “controlli automatizzati basato su parole chiave e Intelligenza Artificiale”.

Sembrava impossibile rinunciare alla componente umana per un compito così difficile come l’esame di un candidato, ma sembra che il trend sia ormai tracciato:  affidare la certificazione ASN a una macchina sarebbe una garanzia contro i concorsi truccati.

Quello che fino a 10 anni fa era impensabile ora sta diventando realtà: l’IA prenderà il posto della capacità valutativa dell’essere umano, ma senza che ci sia alcuna garanzia di affidabilità al riguardo.

Il mondo dell’intelligenza artificiale, anche se teorizzato e sviluppato da decenni, è ancora in fase sperimentale, tanto che ogni azienda che se ne occupa la sviluppa in modo autonomo: ciò comporta, inoltre, che gli algoritmi su cui si basa la macchina, siano proprietari e pertanto, il più delle volte, tenuti segreti dall’azienda stessa.

La riforma dell’ASN, come ogni applicazione di tecnologie di IA in rimpiazzo dell’essere umano, dovrebbe, per lo meno, essere accompagnata da una trasparenza sulle tecnologie impiegate.

Perchè non è per nulla valido l’assunto che macchina è sinonimo di imparzialità: è sempre un essere umano a programmare la macchina in origine, e, a dire il vero, la coscienza umana a volte può essere più determinante di qualsiasi altro elemento.

Senza contare che quando si parla di capacità di valutare le competenze, le abilità di un essere umano chi può farlo meglio di un altro essere umano?

Sembra evidente, ma forse non a chi è occupato a inseguire il progetto di azzeramento della coscienza umana, sogno nichilista del liberalismo sociale.

ANTONIO ALBANESE

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