Gli inglesi impararono, a loro spese, la forza della disobbedienza civile. Fu il Mahatma Gandhi a riuscire nell’impresa dove fallirono sia Napoleone che Hitler, ovvero sconfiggere l’Impero Britannico. E lo sconfisse, di fatto, non pagando le tasse e invitando gli indiani a seguire quell’esempio e infatti lo diceva chiaramente: non pagare le tasse è la maniera più veloce per far cadere un governo.

Gli inglesi paiono aver capito la lezione, e vorrebbero applicarla. E infatti sta partendo la campagna Don’t Pay. Di cosa di tratta? Si tratta di una campagna di boicottaggio per protesta contro il rincaro dei costi energetici. E i rincari sono stati annunciati in maniera crescente: da luglio ci si aspetta un rincaro di 1.800 sterline all’anno e la previsione dal 2023 è di 3.800 sterline in media all’anno. Tutto questo mentre le compagnie energetiche stanno raddoppiando i loro profitti: la Shell è arrivata a capitalizzare 9 miliardi di sterline nel secondo quarto del 2022, mentre la British Petroleum ha un profitto addirittura triplicato.

Cosa si propone di fare la campagna Don’t Pay? Ovviamente si parla di sciopero di pagamenti di massa” interpretato proprio come “disobbedienza civile” di tipo gandhiano.

La cosa è rischiosa perché si rischia disconnessione e sfratto. Tuttavia Don’t Pay sostiene che milioni di non pagamenti simultanei paralizzerebbero il sistema. I promotori dell’iniziativa citano il caso della poll tax introdotta nel 1989 da Margaret Thatcher: 17 milioni di persone rifiutarono di pagare e questo portò alla destituzione della Lady di Ferro nel 1991. . Comunque nella sezione delle FAQ del sito di Don’t Pay sono elencati i rischi.

Ovviamente i portavoce del governo definiscono questa iniziativa “altamente irresponsabile”. Ma forse ancor più irresponsabile è stato, da parte dei governi, iniziare questo braccio di ferro con Mosca che ha portato a questi rialzi dei prezzi.

Chiunque andrà al potere in Italia, dopo il 25 settembre, dovrà fare i conti con una situazione simile. E se non si cambia politica estera si avrà anche in Italia un “Don’t Pay”. O quantomeno la cosa potrà essere pensata da qualcuno e persino un popolo che aspetta sempre la salvezza da qualche leader carismatico come quello italiano potrebbe finalmente muoversi da solo come gli inglesi senza aspettare il solito politicante che si atteggia a messia.

ANDREA SARTORI

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