Ma da allora è cambiato qualcosa, e cosa, nella gestione del Covid? Mezzo governo Conte II è indagato dalla Procura di Roma a proposito dei criteri scelti per contrastare la diffusione del virus, compresi quattro ministri confermati da Draghi. Lo rivela La Verità in un articolo riservato agli abbonati. Ne esistono però ampi stralci disponibili gratuitamente.

Numerose le ipotesi di reato: usurpazione di potere politico, abuso di ufficio aggravato, sequestro di persona (i lockdown, presumibilmente), procurato allarme, violenza privata, diffusione di notizie false, esagerate o tendenziose atte a turbare l’ordine pubblico.

Curioso: quest’ultimo è il randello che di solito si usa con gli spacciatori di bufale on line. Praticamente, si tratterebbe di capire se i ministri hanno spaventato a sproposito (e a morte) gli italiani.

Le indagini, a quanto riposta La Verità, riguardano i ministri Speranza (Salute), Di Maio (Esteri), Lamorgese (Interni), Guerini (Difesa), che attualmente conservano gli incarichi. Inoltre gli ex ministri Gualtieri (Economia), Bonafede (Giustizia), De Micheli (Infrastrutture e Trasporti), Azzolina (Istruzione), Costa (Ambiente).

Tutto discende da una denuncia presentata nel marzo 2021. Medici, avvocati, vari professionisti e un maresciallo della Finanza chiesero di avviare 33 indagini sull’operato del Governo a proposito del Covid per verificare se effettivamente determinate sue azioni erano illecite. Allegarono in proposito corpose documentazioni.

Uno degli ambiti di cui sollecitavano il chiarimento riguardava la strumentalizzazione di notizie scientificamente, sanitariamente, epidemiologicamente false, ovvero la manipolazione in malafede di notizie vere. Il fine? Imporre all’opinione pubblica (e anche ai parlamentari) una narrazione della pandemia falsa e volta a coartare i diritti i diritti costituzionali e politici.

Non è la prima volta che la magistratura punta gli occhi sulla gestione del Covid da parte del governo Conte II. Nell’agosto 2020 una raffica di avvisi di garanzia raggiunse lo stesso Conte (che ora non risulta indagato) e diversi suoi ministri che adesso sono finiti di nuovo nella bufera.

C’è un particolare interessante. Allora, la generalità delle accuse decadde rapidamente: la Procura fece fin dall’inizio sapere che le riteneva sostanzialmente infondate. Nel dicembre scorso risultava ancora in ballo soltanto Conte per l’ipotesi di sequestro di persona. Difficile pensare che ora i magistrati non abbiano dato uno sguardo almeno sommario a quelle carte. Si può perciò supporre che sia risultata più convincente la corposa documentazione presentata nel marzo 2021 e sfociata nelle indagini attuali.

A proposito della gestione Covid, risultano tonnellate di sollecitazioni alla magistratura relative all’operato del governo Draghi. Per ricatto vaccinale, per la gestione dell’emergenza sanitaria, per il green pass

Un esposto o una denuncia non è ovviamente prova di comportamenti illeciti. Non lo è nemmeno l’apertura delle indagini. Il tempo è galantuomo, il tempo dirà. Peccato che il tempo sia lento nel pronunciarsi, perché le curiosità sono tante. E bruciano.

GIULIA BURGAZZI

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