Berlino ha coordinato il suo lavoro sulla bio-difesa con i suoi alleati americani, secondo quanto riportato a RT dalla portavoce del ministero degli esteri russi Maria Zakharova.

Intervista con il Direttore del ministero degli Esteri Dipartimento Informazione e Stampa Maria Zakharova.

Domanda: Si è saputo che durante l’operazione militare speciale in Ucraina, le truppe russe hanno scoperto nuovi documenti concernenti le attività militari dei biolaboratori in Ucraina. Ci può spiegare più in dettaglio?

Maria Zakharova: in seguito all’operazione militare speciale in Ucraina, le forze armate russe hanno trovato dei documenti che hanno fatto luce sui programmi bio-militari portati avanti dal Dipartimento di Difesa statunitense in Ucraina. I ricercatori impegnati nel programma stavano studiando i patogeni più pericoloso, agenti biologici che potevano essere usate come potenziali armi biologiche con i loro naturali obbiettivi sia in Russia che in Ucraina. Gli addetti ai lavori stavano anche studiando come le epidemie potessero diffondersi in base agli agenti utilizzati. La portata del programma fa si che una parte considerevole, e forse anche la più importante, delle informazioni riguardanti il programma militare americano rimanga nascosta agli occhi della comunità internazionale.

Mentre parlava al cospetto del senato americano, commissione affari esteri, in una audizione dello scorso 9 marzo 2022, il Sottosegretario di Stato per gli affari politici, Victoria Nuland, ha detto che Washington stava cercando di prevenire il trasferimento di alcuni materiali di ricerca dai laboratori Ucraini alle truppe russe. Durante i briefing con la stampa del 7,10, 17, 24, e 31 marzo, il Capo delle Forze Armate russe, per il dipartimento difesa da radiazioni, agenti chimici e biologici, Igor Kirillov, ha descritto le attività dei biolaboratori americani in Ucraina, basandosi sulle informazioni ottenute durante le operazioni speciali effettuate dall’esercito russo. Ha anche formulato delle conclusioni sulla base di un’analisi fatta da esperti. Tuttavia i ricercatori stanno ancora studiando questi materiali rinvenuti.

Domanda: Cosa sta facendo la Russia per verificare che gli Stati Uniti collaborino nel fornire chiarimenti sulla cooperazione bio-militare con l’Ucraina?

Maria Zakharova: la Russia ha reso pubblici i fatti che sono venuti alla luce alle Nazioni Unite e in altre sedi internazionali e ha interpellato le autorità statunitensi affinché fornissero spiegazioni dettagliate, ma come previsto, Washington non è sembrata pronta a condividere con il pubblico una qualsivoglia informazione sui suoi programmi bio-militari in Ucraina.
Inoltre, la Casa Bianca pensa che l’offerta sia la miglior difesa, e ha lanciato un’altra campagna di propaganda basata sulla falsa idea che gli sforzi compiuti dalla nostra nazione per concentrare l’attenzione della comunità internazionale sui biolaboratori in Ucraina non sia niente dì più che un paravento dietro cui nascondere le vere mosse dì Mosca, mosse che consisterebbero nell’utilizzo da parte dei russi dì armi chimiche o biologiche durante le operazioni speciali del nostro esercito. Il tentativo volgare compiuto dagli Stati Uniti per spostare l’attenzione pubblica da questa questione potenzialmente esplosiva dei biolaboratori in Ucraina è stato supportato in maniera molto vigorosa dal governo tedesco, anche se a prima vista poteva sembrare una mossa inaspettata. Un certo numero di politici tedeschi e alti ufficiali, incluso il cancelliere Olaf Scholz, hanno rilasciato delle dichiarazioni che mimano la narrativa statunitense contenente minacce varie ed avvertimenti diretti alla Russia.

La posizione verbale di Berlino rimane in linea con la strategia che si è seguita già da tempo nel contesto della crisi con l’Ucraina (che adesso non è utile a risolvere la questione è che in passato ha portato il processo di Minsk in un vicolo cieco vista l’inclinazione smaccata verso Kiev), tuttavia si mostra in tutto il cinismo della retorica anti russa che ormai viene dalla Germania da qualche settimana.

Prima di tutto, in vista della circostanza chiave che persino prima che i russi iniziassero le operazioni speciali, la Germania insieme agli Stati Uniti avevano condotto attività di ricerca bio-militare in Ucraina per molti anni e probabilmente lo stanno ancora facendo. Noi siamo fortemente convinti che sia questo che motivi la Germania ad essere la più attiva delle nazioni europee nel bieco tentativo di addossare a noi i loro piani criminali relativi all’uso di armi chimiche e biologiche in Ucraina, e nelle repubbliche popolari di Donetsk e Luhansk, che ancora non sono state liberate.

Domanda: Ci sono ulteriori dettagli sulle attività bio- militari della Germania in Ucraina?

Maria Zakharova: per far sì che si capisca meglio la situazione citerò i fatti seguenti. Dal 2013 con il supporto dell’ufficio estero della Germania federale, il governo tedesco ha implementato il Programma di Biosicurezza Tedesco, che include progetti in partnership con agenzie governative e organizzazioni di ricerca in nazioni ben specifiche, e l’Ucraina è diventata uno di questi paesi dal 2014, l’anno dei fatti di Maidan. Gli specialisti tedeschi dell’istituto di microbiologia delle forze armate tedesche, con sede a Monaco, l’istituto Loeffler, con sede sull’isola Greifswsld-Riems, l’istituto Bernhard Nocht per le malattie tropicali, con sede ad Amburgo, ed l’istituto ROBERT Koch, con sede a Berlino, che sono specializzati tutti nella ricerca di agenti biologici letali, lavorano su progetti pratici.
Secondo l’ufficio estero tedesco, la terza fase del programma di biosicurezza sarà implementata tra il 2020 ed il 2022. Possiamo inferire dal materiale disponibile pubblicamente che gli obbiettivi tecnici del programma includano, tra gli altri, la riunione dell’intelligence per la gestione delle epidemie  in paesi terzi, fatta inclusione dell’uso della tecnologia dei grandi dati, e lo sviluppo delle infrastrutture con le nazioni in partnership per la gestione degli agenti patogeni pericolosi.

L’istituto per la medicina veterinaria sperimentale e clinica a Kharkov è stata la principale controparte in Ucraina dell’istituto di microbiologia delle forze armate tedesche fino dal 2016, da quel che sappiamo. I due istituti collaborano sotto il progetto chiamato “iniziativa sulla bio-sicurezza e sulla bio-difesa nella gestione dei rischi zoonotici aldifuori dei confini della comunità europea”. Il fatto che il suo obbiettivo primario sia quello di “migliorare la bio-difesa e la situazione di sicurezza” in Ucraina, “particolarmente nella zona ad est del paese, solleva la questione retorica su quale confine i biologi tedeschi considerino un confine esterno quando si parla dei loro interessi. È per caso il confine russo-ucraino?

L’istituto di microbiologia sostiene che il progetto sia collegato “alla potenziale minaccia di bio-terrorismo” in Ucraina tra le ostilità continue che vi sono nelle regioni ad est della nazione. E’ molto chiaro che questo è un modo per mandare un sottile messaggio sul possibile coinvolgimento delle repubbliche separatiste nel portare avanti i piani per l’utilizzo delle bio-armi proibite. Nel far questo, l’esercito tedesco ha deliberatamente intimidito le sue controparti ucraine per molto tempo e di fatto li ha messi psicologicamente contro le repubbliche del Donbass. Gli esperti di bio-sicurezza ucraini partecipano comunque alle conferenze mediche per la bio-difesa che vengono tenute su base regolare dall’istituto di microbiologia delle forze armate tedesche.

Ovviamente, per assicurare protezione contro un potenziale attacco biologico, è prima necessario studiare i potenziali agenti patogeni con ciò che si può fare. In altre parole, è necessario condurre una ricerca nel campo delle armi biologiche o chimiche. Le forze armate tedesche hanno abbastanza conoscenze e abilità pratiche in questo settore come è stato dimostrato nello scandaloso incidente con il misterioso avvelenamento del blogger Alexey Navalny. Gli specialisti dell’istituto per la farmacologia e la tossicologia, un istituto militare alleato con l’istituto di microbiologia, si pensa che abbia velocemente trovato delle tracce di qualche tossina militare nel corpo del cittadino russo che la NATO apparenta con la famiglia Novichok. Un tale livello di esperienza, se ciò che viene detto viene poi anche verificato, suggerisce che l’istituto di farmacologia e tossicologia è anche in grado di sintetizzare sostanze tossiche in maniera indipendente, incluso il notorio Novichok ed i suoi marker.

L’Istituto tedesco Friederich Loeffler che è incaricato del centro per lo studio dei virus e delle zoonosi più pericolosi nella zona dell’isola baltica di Riems, mantiene una attiva collaborazione con l’istituto di stato di ricerca ucraino di diagnostica e veterinaria situato a Kiev, l’istituto di controllo scientifico di stato di biotecnologia e studio di micro-organismi di Kiev, e anche l’istituto di medicina veterinaria clinica e sperimentale a Kharkov che collabora in parallelo con l’istituto di microbiologia AFG. In Ucraina, l’istituto Friederich Loeffler si è focalizzato sulla febbre emorragica in Crimea e Congo. Gli scienziati sovietici l’hanno scoperta per la prima volta sul territorio russo in Crimea nel 1944. Ci sono documentate evidenze che l’istituto abbia commissionato ai suoi partner ucraini di raccogliere campioni di ectoparassiti di pipistrelli che sono stati poi trasferiti sulla summenzionata isola di Reims secondo accordi esistenti.

L’istituto Bernhard Nocht per le malattie tropicali ha concentrato le sue attività in Ucraina sulle febbri di natura letale, come il Denge, il Chikungunya, la febbre del Nilo e l’Usutu, giusto per nominarne alcune.

Questa informazione sulle attività tedesche in campo bio-militare non è certamente esaustiva. Non si può escludere che mentre le operazioni russe vanno avanti non si troveranno ulteriori documenti. Secondo i report confermati, la Germania ha coordinato da vicino il suo lavoro sulla bio-sicurezza con gli alleati americani che hanno stabilito un network di almeno 30 biolab in Ucraina. Oltre alle loro attività, erano coinvolti in ricerca di natura molto pericolosa.

Dobbiamo far sì che gli ufficiali tedeschi smettano di diffondere false accuse sulla nostra nazione e sulle nostre intenzioni di usare armi che sono proibite dalle leggi internazionali. Crediamo che tali affermazioni possano solo servire per spingere i battaglioni neo nazisti a commettere orribili provocazioni, e la responsabilità morale per le tragiche conseguenze dovrà essere condivisa con Berlino.

RT Exclusive – traduzione di Martina Giuntoli

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