Quello che potremmo tranquillamente ridefinire come #PfizerGate non accenna proprio a placarsi, visto che ogni giorno fanno irruzione sconvolgenti notizie che invece di richiudere il vaso, spazzano letteralmente via quel che ancora resta dei suoi già traballanti cocci. Quello che fino a poco tempo fa si percepiva solo come un sospetto si sta adesso concretizzando  giorno dopo giorno in migliaia di scottanti pagine relative agli eventi avversi post approvazione condizionata. E’ bene ricordare che i documenti sono stati ottenuti attraverso un FOIA, quindi una richiesta tramite il freedom of information act, fatto alla FDA americana, la quale ha rilasciato dei documenti di proprietà di Pfizer.

Vediamo quindi di leggere al meglio i nuovi dati a disposizione, consapevoli che la situazione é e rimane in costante e rapida evoluzione.

I documenti Pfizer oltre a rivelare dati esplosivi di magnitudo 10 per quanto riguarda problemi neurologici, infarti, paralisi, morte, ictus, embolie e molto altro, riescono finalmente a fare un po’ di chiarezza anche su quello che é avvenuto nel mondo delle donne in attesa. Se prendiamo in considerazione la sezione riguardante la gravidanza e l’allattamento infatti, vediamo segnalazioni di aborti spontanei, morte in utero, morte perinatale, e nascite premature. Su un totale di appena 270 casi presi in esame (un numero assolutamente irrisorio rispetto ai dati Post Marketing, quindi in sostanza appena la punta dell’iceberg),  si hanno 146 casi di blande reazioni avverse, e nei restanti 124 soggetti, casi di reazioni avverse gravi. Si consideri anche chesul numero dei casi totali presi in esame c’è anche da tener conto di 238 donne di cui non si conosce l’esito della gravidanza per ragioni sconosciute.

E pensare che il vaccino é stato spinto fortemente tra le donne in gestazione dai medici, dal mainstream in genere ma soprattutto dal CDC e dall’AIFA, agenzie che hanno dedicato intere pagine web (e speso parole) non solo per rassicurare le donne incinte che il vaccino fosse per loro assolutamente sicuro ed efficace, ma per convincerle a farlo, poiché sarebbe stato per loro troppo pesante dover affrontare la malattia da sars-cov2 . E pensare che proprio EMA, invece, ne sconsigliava la somministrazione in donne in gravidanza o durante l’allattamento poiché, come poi confermato dai dati pre marketing della Pfizer, non vi erano i numeri sufficienti per dare indicazioni in merito, con un totale di appena 44 cavie da laboratorio.

La dottoressa Naomi Wolf ha fornito inoltre ulteriori dati provenienti dalle donne soldato (Dipartimento della Difesa),  raccontando la scioccante scoperta che ha fatto durante un’intervista a Steve Bannon. Sostiene che sommando i dati del Dipartimento della Difesa americano a quelli di Pfizer si riscontra un aumento totale dell’80% per quel che riguarda le malformazioni fetali. “Non importa essere medici per guardare questi dati e capire che siamo davanti ad una catastrofe, a nulla che sia nemmeno lontanamente considerabile normale. Erano i primi mesi della campagna e tutti i medici spingevano il vaccino sponsorizzando la sicurezza e l’efficacia dei sieri.” 

La dottoressa ha poi aggiunto: “Le donne incinte non hanno mai partecipato ai Trial Clinici, ma solo alla somministrazione dopo approvazione condizionata. Quindi nessuno poteva dire loro che non avrebbe avuto problemi o effetti teratogeni sulla gravidanza”.

A questo punto é davvero difficile sapere cosa aspettarsi dai documenti che verranno rilasciati in futuro, ma sicuramente possiamo immaginare perché Pfizer volesse rilasciarli con tempistiche bibliche. Viene il sospetto che sia proprio per la stessa ragione dunque che le richieste fatte ad AIFA e ad EMA non stiano ancora decollando.

Che siano queste le armi che volevano seppellire con il segreto militare?

MARTINA GIUNTOLI

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