Se qualcuno non ha ancora capito che siamo in un regime, il Daspo a Stefano Puzzer dovrebbe aprirgli gli occhi. Sicuramente l’uomo simbolo della rivolta dei portuali di Trieste ha detto che è stato trattato gentilmente, ma il trattamento in questura è semplice civiltà, almeno quella si spera di averla conservata. Il succo però è che Stefano Puzzer non potrà mettere piede a Roma per un anno, e questo è significativo. E’ stato allontanato da quelle sedi istituzionali che non vogliono dialogare con lui. E Stefano Puzzer è diventato così il Navalny italiano: si può dire che Puzzer sta a Draghi come Navalny sta a Putin.

Il paragone scandalizzerò molti, ma l’analogia c’é, eccome. Perché è stato comminato il daspo a Puzzer? E’ stato denunciato per manifestazione non autorizzata per il suo solitario banchetto in Piazza del Popolo. Ecco, esattamente come Navalny.

Durante le sue manifestazioni Navalny ha sempre chiesto l’autorizzazione delle autorità, sconfinando però volontariamente in zone dove la manifestazione non era autorizzata. E anche i suoi sostenitori, solo lo scorso gennaio, sono scesi in piazza in centinaia di manifestazioni non autorizzate. Ora, la cosa che risulta misteriosa è questo cambiamento di registro riguardo le manifestazioni non autorizzate. Per quale motivo se a fare la manifestazione non autorizzata è il signor Navalny, il signore Navalny è un eroe che combatte il sistema, mentre se lo fa Puzzer mi diventa una specie di pericolo per la democrazia? Putin è il dittatore cattivo è Draghi è il buono e quindi le manifestazioni non autorizzate contro Putin sono un coraggioso atto di ribellione al tiranno mentre una manifestazione non autorizzata di Puzzer (da solo) diventa un pericolosissimo atto eversivo che mette in pericolo la democrazia? Putin è quello che si è preso il potere a vita. Ma ci sono voci che propongono un Draghi presidente a vita come Mieli, o  un Giorgetti che propone un Draghi semipresidenzialista. Con la differenza che Putin è stato eletto dal popolo russo e non da Mattarella o da un conclave di politicanti, e che le pur discutibili modifiche alla Costituzione russa sono state sottoposte a referendum popolare mentre qui la Costituzione è stata calpestata senza nemmeno essere stata cambiata. Chi è il tiranno?

Ricordiamo inoltre la santificazione mediatica di Carola Rackete che aveva speronato una motovedetta della Guardia di Finanza. Non aveva messo un semplice banchettino in Piazza del Popolo. Come mai si santifica una persona che ha rischiato anche di fare dei morti, mentre Puzzer è mediaticamente dipinto come un villain?

Forse perché anche in quel caso la signora Rackete era funzionale alla distruzione di un avversario politico, che poi in realtà si è autodemolito senza l’aiuto di agenti esterni: il governo populista e, in particolare, l’allora ministro degli Interni Matteo Salvini e il governo populista.

Due pesi e due misure, esattamente come si è visto nel trattamento delle manifestazioni di Roma raffrontate col G20 di Genova: nel 2001 vi fu la santificazione di Carlo Giuliani, al quale furono dedicate canzoni e persino vie. Ma solo perché allora c’erano Bush e Berlusconi, i “Trump e Salvini” dell’inizio anni 2000.

Oggi chi contesta il governo Draghi è un pericoloso fascista è va combattuto. E’ questo il messaggio che sta passando.

E vi è anche un certo radicalchicchismo: Carola Rackete aveva studiato presso la Jade University, ha un master in Conservation Management. Stefano Puzzer è solo uno scaricatore di porto. E la sinistra, quella che un tempo parlava di proletari e operai ma ora si fa la villa a Capalbio da dove scaccia gli immigrati, schifa gli scaricatori di porto.

ANDREA SARTORI

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