Preparatevi, prepariamoci.  I grandi sacerdoti dell’economia stanno affilando il coltello chiamato MES, Meccanismo Europeo di Stabilità, con il quale vogliono completare l’immolazione dell’Italia e degli italiani al Mercato. Che, notoriamente, si nutre di sacrifici umani così come facevano le fosche divinità degli antichi Aztechi. La carne e il sangue fresco apportati dalla povera Grecia sono già finiti: il MES ha cominciato a spolparla ormai dieci ani fa. Avanti il prossimo, dunque: e il prossimo siamo noi.

Il Sole 24 Ore,  il quotidiano di Confindustria, ha suggerito con chiarezza il concetto, sebbene in un’ottica diametralmente opposta (non c’è altra soluzione, è per il nostro bene eccetera), nell’edizione su carta che era in edicola ieri, domenica 12 giugno. L’articolo non è on line e, sebbene importantissimo, finora è stato citato solo da Money. Qui sotto il titolo e le prime righe del testo come pubblicate proprio da Money.

il sole 24 ore invoca il mes

Si tratta di un’analisi – anzi, di un’invocazione – a firma di Stefano Micossi, economista e direttore generale di Assonime, l’associazione italiana delle società per azioni. L’Italia notoriamente è indebitata fino al collo: Micossi constata che lo spread sta galoppando al rialzo, e così pure galoppano gli interessi sul debito pubblico. Constata anche che “non bisogna farsi illusioni” su un’intervento della BCE, la Banca Centrale Europea, per contrastare questa tendenza. Infatti la BCE con il primo luglio cesserà di acquistare titoli di debito pubblico.

Dunque per evitare il disastro – è sempre il succo dell’analisi pubblicata sul Sole – è opportuno che l’Italia faccia ricorso al MES, il fondo salva stati dell’Unione Europea.

Il MES è una sorta di linea di credito emergenziale che si attiva quando i mercati non si fidano più di uno Stato fortemente indebitato, e dunque ne finanziano il debito pubblico solo in cambio di interessi molto alti.

Una cosa del genere succede solo se lo Stato – così come prescrivono le regole UE –  si è messo nelle mani del mercato e non esiste più una banca centrale in grado di svolgere il ruolo di prestatore di ultima istanza.

Dunque, quando la situazione del debito pubblico diventa grave,  il MES interviene a patto che lo Stato si impegni ad un drastico contenimento della spesa pubblica. Questo – in pratica – apre ulteriori spazi di lucrosa azione agli interessi dei mercati. Se la sanità pubblica si riduce a un bonsai, ad esempio, chi vuol farsi curare dovrà pagare medici e cliniche private.

In seguito all’intervento del MES, in Grecia ci furono tagli alle pensioni, tagli agli stipendi e al numero dei dipendenti statali, privatizzazioni a non finire. Gli effetti furono disoccupazione, povertà, mortalità infantile. Sono questi i sacrifici umani che il Mercato pretende. La “cura” del MES si è abbattuta sulla Grecia come una guerra, disse a suo tempo la Caritas. E in più ora noi gli effetti di una guerra li subiamo già.

GIULIA BURGAZZI

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