Quest’inverno ci chiederanno il sacrificio di stare al freddo, ma non servirà a praticamente a niente, come fu per le nonne che a suo tempo donarono l’oro alla patria. Basta fare i conti. E i conti li hanno fatti sia l’ENEA (l’agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile) sia Moody’s, la blasonata agenzia statunitense di rating.

Fra poche settimane il Governo e l’Unione Europea imporranno di abbassare il riscaldamento nelle case per risparmiare gas. Questo risparmio così doloroso sarà una goccia nel mare. Assolutamente insufficiente per ovviare in modo minimamente significativo alla mancanza di gas in cui ci hanno precipitati la politica antirussa e ultra atlantica di Roma e di Bruxelles e le conseguenti ritorsioni della Russia. Oltretutto ci si attende che la Russia chiuda completamente i rubinetti e che sia necessario dire addio anche a quel poco gas russo che nonostante tutto continua ad arrivare.

L’ENEA ha calcolato che l’austerity domestica meticolosamente applicata da tutte le famiglie consentirà all’Italia di risparmiare 2,7 miliardi di metri cubi di gas. I 2,7 miliardi sembrano un’enormità. Lo sembrano assai meno se si tiene conto del fatto che, in tempi normali, all’Italia servono in un anno 29 miliardi di metri cubi di gas russo: il gas che già sta mancando e che verosimilmente mancherà del tutto.

Nonostante la dura austerity domestica, il “buco” sarebbe comunque pari a 26 miliardi abbondanti di metri cubi. Rappresentano più di un terzo delle abituali importazioni annuali di gas (dalla Russia non solo) dato che e in tempi normali arrivano in Italia  72,75 miliardi di metri cubi . La produzione nazionale é pressoché insignificante.

L’austerity domestica in base alla quale ENEA calcola quel modesto risparmio corrisponde ad abbassare il riscaldamento da 20 a 19 gradi; ridurre il funzionamento dei termosifoni di un’ora ogni giorno e poi ancora di 15 giorni all’anno. Sai che bel  frescolino, a fine ottobre a fine marzo, nelle case non riscaldate dell’Italia settentrionale!

E tutta la frenetica attività del Governo per procurare gas alternativo a quello russo? Su questo, si è incaricata di indagare l’agenzia Moody’s, quella le cui parole sono Vangelo quando alza o abbassa il rating. Stavolta il Vangelo di Moody’s recita: l’Italia riuscirà a sostituire il gas russo solo nel 2025. Il rapporto dell’agenzia non è pubblico, ma il succo è comunque on line.

E dunque – non può che essere la conclusione – probabilmente ci imporranno di abbassare il riscaldamento ben di più. Staremo al freddo e al buio (anche l’elettricità di produce col gas) ma anche donando l’equivalente del nostro oro alla patria le attività economiche non potranno funzionare come di consueto, con tutto ciò che da questo deriva in termini di impoverimento collettivo. E’ questo l’inverno che ci si prepara.

GIULIA BURGAZZI

 

  • 3497 Sostenitori attivi
    di 10000
  • 3181 Sostenitori