Crisi del gas, quest’inverno sarà duro per il riscaldamento razionato e il prossimo sarà verosimilmente peggiore. La testata economica Bloomberg Bnn ha fatto i conti per l’Unione europea venerdì 28 ottobre 2022. Conclude che nel 2023 verosimilmente l’Europa avrà a disposizione meno gas liquefatto statunitense.

Quest’ultimo – ma Bloomberg Bnn non lo scrive – già ora è ben lungi dal compensare la perdita del gas russo dovuta alle politiche ultra atlantiste dell’Ue e dei suoi Stati membri, Italia compresa. Sui mercati internazionali, il gas americano inoltre rappresenta la gran parte del gas liquefatto disponibile al di fuori di contratti a lungo termine. Ovvero, la gran parte del gas liquefatto che Europa ed Italia possono sperare di acquistare nel prossimo futuro.

L’analisi di Bloomberg Bnn cala un pudico velo su vari fatti. E cioè: il gas americano è enormemente più caro di quello russo; l’estrazione avviene con tecniche devastanti dal punto di vista ambientale; si tratta di un business finanziariamente sostenibile solo perché i costi sono addossati sulle spalle europee.

L’esportazione di gas liquefatto statunitense verso l’Europa è enormemente aumentata con la guerra e le sanzioni contro la Russia. Attualmente prende la via dell’Europa il 70% circa delle esportazioni di gas liquefatto statunitense.  Viene inoltre dagli Stati Uniti circa il 40% del gas liquefatto importato in Europa.

L’analisi di Bloomberg BNN sul destino futuro dell’Europa deriva da un solido database relativo ai flussi internazionali di gas. Essa nota innanzitutto che l’arrivo di gas russo in Europa è diminuito nettamente solo quando gli stoccaggi approntati in vista dell’inverno erano ormai quasi pieni. Le consegne del residuo gas russo sono appese ad un filo sempre più sottile. Se verranno meno, scrive, nel 2023 mancheranno 20 miliardi di metri cubi di gas, ma si calcola che, fra aprile e settembre, le importazioni di gas liquefatto in Europa nord occidentale e in Italia aumenteranno solo di 9 miliardi di metri cubi. Infatti le esportazioni di gas liquefatto dagli Stati Uniti non potranno aumentare di molto. In ogni caso, se le aggiudicherà chi offre di più: non necessariamente l’Europa.

Quest’ultima, calcola Bloomberg Bnn, se nel 2023 vorrà fare una scorta di gas in vista dell’inverno analoga a quella effettuata quest’anno (stoccaggi complessivamente pieni per il 94%), dovrà riuscire ad assicurarsi circa il 70% delle forniture di gas liquefatto non vincolate da contratti a lungo termine. Se l’Europa riuscirà ad assicurarsi solo il 60% di questo gas, riempirà gli stoccaggi per meno del 70%. Impossibile far fronte ad una situazione del genere senza diminuire il consumo di gas, sentenzia Bloomberg Bnn.

E però attenzione. Anche se Bloomberg Bnn non lo specifica, si tratterebbe di una riduzione ulteriore rispetto a quella di quest’anno. Prima ancora che entrasse in vigore il razionamento del riscaldamento, la botta è stata dura. Il grafico qui sotto, fermo al settembre scorso, è dell’Ispi, il famoso centro studi che si occupa di politica internazionale.

calo consumi gas italia

Fino al settembre scorso il consumo di gas in Italia è diminuito del 5,2% rispetto all’anno precedente, ma la diminuzione è stata dell’8,5% se si considera il solo trimestre luglio-settembre. In particolare, il consumo industriale di gas – quello che tiene vive le attività produttive e l’economia – è calato del 12,4% fino a settembre, e del 19,2% nel trimestre luglio-settembre. E l’anno prossimo sarà verosimilmente ancora peggiore…

GIULIA BURGAZZI

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