di Daniele Giovanardi.

Ricordate le immagini dei cinesi in pieno benessere all’inizio della virosi, replicate all’infinito, che cadevano all’improvviso per strada? Cosa c’entravano con l’infezione da Covid 19? Nulla, era semplice narrazione.

Ricordate la fondazione Bruno Kessler che prevedeva in Italia un numero spropositato di morti? Era semplice narrazione.

La mortalità per Covid in Italia tranne che per gli anziani con pluripatologie si è sempre mantenuta attorno allo «0,..». Cioè come le influenze di tutti gli anni precedenti, se non ci fosse stata la genialità di rinchiudere tutti in casa senza cure e senza visite mediche.

Ma arriva il profarmaco detto poi «vaccino», nella narrazione sicuro ed efficace, nei fatti mai testato. Secondo la narrazione, esso ferma la trasmissione del virus e per questo viene imposto col ricatto. Nei fatti non ferma un bel nulla, come i produttori hanno sempre candidamente affermato.

Ora, nella narrazione, questo profarmaco iniettato ciclicamente avrebbe evitato milioni di morti, ma sono quelli inventati dalla Bruno Kessler e ora richiamati – ancora oggi, contro ogni evidenza – da Roberto Speranza.

Nei fatti non c’è differenza statistica fra vaccinati e non vaccinati tranne gli effetti collaterali della vaccinazione a spese dei vaccinati.

E terminiamo con le mascherine: tutta la letteratura scientifica è concorde sulla loro inutilità, tranne in rari casi particolari: avete mai sentito i media informare quei poveri anziani terrorizzati che in bicicletta o soli nei parchi respirano i loro scarti sul fatto che questo comportamento nuoce alla loro salute?

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