di Marco Cosentino.

Tramontata la possibilità d avere informazioni sulla reale efficacia dei vaccini covid dagli studi clinici autorizzativi, troppo brevi, gravati da numerose pecche (https://t.me/MarCosent/3072) e comunque progettati per valutare effetti di scarso rilievo pubblico (il covid di qualsiasi gravità e non la mortalità, il covid grave o la trasmissione del contagio), siamo stati costretti a rivolgerci ai dati epidemiologici raccolti dai sistemi sanitari nazionali.
Questi si sono tuttavia ben presto rivelati di scarsa se non nulla utilità dal momento che nessuno in nessun paese del mondo fornisce esiti in funzione dello stato vaccinale, con la notevole eccezione del Regno Unito dove L’Office for National Statistics, pur con varie controversie ha pubblicato fino a pochi mesi fa dati di mortalità covid e totale per stato vaccinale e fasce d’età.

Notevole opportunità che un gruppo di lavoro legato alla CMSi  (https://cmsindipendente.it/) sfruttò finendo per pubblicare a inizio 2023 un preprint che mostrava come tra gennaio e maggio 2022 la mortalità totale fosse sistematicamente più alta tra i vaccinati che tra i non vaccinati (https://www.preprints.org/manuscript/202302.0414/v1). Ça va sans dire che il manoscritto, proposto a tre-quattro diverse riviste, fu da tutte rifiutato con generiche motivazioni.
Ora il medesimo gruppo ha lavorato sul set completo di dati del Regno Unito, che va da aprile 2021 a maggio 2023, correlando l’andamento della mortalità tra l’altro alla numerosità e alla composizione dei diversi stati vaccinali, che varia di mese in mese con il procedere delle campagne vaccinali (https://www.preprints.org/manuscript/202302.0414/v2). Tra i maggiori risultati:
* l’impossibilità di stimare una qualsiasi efficacia sulle mortalità covid a causa dei numeri bassi e spesso incompleti;
* la mortalità totale che varia enormemente, con una mortalità molto maggiore nei vaccinati dopo la prima dose rispetto ai non vaccinati che poi crolla dopo la seconda dose per restare bassa per alcuni mesi e quindi impennasi nuovamente e ridiscendere con la terza dose e poi risalire sopra a quella dei non vaccinati e così via;
* una chiara correlazione della mortalità con il numero di vaccinati in ogni condizione vaccinale a suggerire l’effetto di molteplici fattori di confondimento (il bias del vaccinato sano su tutti, ma non solo), che alla fine rende questi dati sostanzialmente inservibili per qualsiasi valutazione e tanto meno per orientare politiche di sanità pubblica come quelle senza precedenti cui abbiamo assistito in questi anni.

In pratica, un viaggio a fari spenti nella notte, come cantava ai tempi Lucio Battisti, o forse meglio come il palo della banda dell’Ortica, che “era fisso che scrutava nella notte. Ha visto nulla, ma in compens l’ha sentii nient.”

Decisioni politiche insomma con le quali la scienza ci è sempre entrata poco e nulla.

Lo studio in preprint è accessibile qui: https://www.preprints.org/manuscript/202302.0414/v2
Il manoscritto è in fase di valutazione da parte di una rivista internazionale. Appena possibile renderemo conto degli esiti.

Tratto da: https://t.me/MarCosent/3125.

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