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Traduzioni dal mondo18 Dicembre 2024

Così Washington e Ankara hanno cambiato il regime di Damasco

A Uyghur militant group that helped to topple Bashar-al Assad has vowed to take the fight to China.

📺 Pubblicato su YouTube · Canale Visione TV
Il video analizza l'emergere del Partito Islamica del Turkestan in Siria e il suo legame con la lotta contro la Cina. Viene evidenziata la persecuzione degli uiguri e le possibili future azioni del TIP contro gli interessi cinesi.

La recente caduta della Repubblica Arabo Siriane ha suscitato un acceso dibattito sulle dinamiche geopolitiche che hanno portato a questo evento. Secondo Thierry Meyssan, la narrazione prevalente nei media internazionali, che descrive la situazione in Siria come una rivoluzione contro il regime di Bashar al-Assad, è fuorviante. In realtà, sostiene Meyssan, è in atto un'operazione militare orchestrata principalmente da Stato Unito e Turchia, che ha visto la partecipazione attiva di forze jihadiste, tra cui Hayat Tahrir al-Cham (HTC), ex al-Nusra.

La strategia di assedio della Siria ha avuto inizio nel 2017, con gli Stato Unito che hanno imposto un blocco commerciale e ostacolato gli sforzi di ricostruzione del paese. Questa manovra ha portato a una crisi umanitaria senza precedenti, con la popolazione siriana che ha subito un drastico aumento della malnutrizione e della povertà. Il crollo della lira siriana, che ha visto il suo valore passare da 1 a 50.000, rappresenta solo uno degli effetti devastanti di queste politiche. Meyssan sottolinea come l'Unione Europea abbia compartecipato a queste azioni, contribuendo a un crimine di massa che ha inflitto sofferenze indicibili alla popolazione siriana.

La conquista di Damasco da parte dell'HTC, supportata militarmente dalla Turchia, è stata facilitata da un'alleanza con forze jihadiste e l'uso di droni avanzati, manovrati da consulenti ucraini. Questo scenario ha visto la fusione di teatri operativi di diverse potenze, tra cui Israel, Russia e Cina, creando un contesto complesso e instabile. Il nuovo "sovrano" di Damasco, Abu Mohammad al-Jolani, ex numero due di Daesh, rappresenta una figura controversa, la cui ascesa è stata abilmente mascherata da una retorica di liberazione.

Il panorama siriano è ora caratterizzato da una nuova configurazione di potere, dove le forze jihadiste e i gruppi armati sostenuti da Ankara giocano un ruolo cruciale. Le conseguenze di questo cambiamento di regime potrebbero estendersi ben oltre i confini siriani, influenzando le relazioni internazionali e la stabilità regionale. La presenza del Partito Islamica del Turkestan, che ha trovato rifugio in Siria dopo aver subito repressioni in Cina, aggiunge un ulteriore livello di complessità a una situazione già di per sé intricata.

In conclusione, la narrazione di una rivoluzione in Siria è, secondo Meyssan, una copertura per un intervento militare ben orchestrato che ha portato a un cambiamento di regime. Le forze che ora controllano Damasco hanno legami profondi con potenze straniere e gruppi jihadisti, rendendo incerta la futura direzione della Siria e la sua capacità di recuperare da anni di conflitto e distruzione.

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